PREMIO STREGA: speriamo che sia ben più che un caso di sistema premiante funzionale a colonizzazioni ideologiche

«Le parole non sono soltanto un fatto estetico per quanto importante, le parole sono trave di carico per un’ etica di ognuno e di ciascuno» disse l’Umberto Eco che così condividerei, se non avesse insinuato il contrario con “il Nome della rosa” nelle cui ultime righe, scimiottando nichilismo e strutturalismo francese, va in rima così Stat rosa pristina nomine, nuda nomina tenemus: non abbiamo che i nudi nomi, cioè che le nude parole, le quali non dicono nulla tranne se stesse, non significano alcuna verità; ed invece è proprio col significato delle parole che la nostra ragione, elaborando la conoscenza maturata dall’esperienza (più che dalle ideologie) può discernere tra verità e menzogna; è col significato non equivoco delle parole che è permesso il dialogo convergente sul bene comune, altrimenti compromesso.

 [Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 16/07/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: sistema premiante con pelosità viste anche nel Nobel della letteratura? conoscenza e comunicazione senza alterare il significato delle parole, razionalità, oggettività,

 

lavori in corso

 

 

2019.07.08 <fb.F.Agnoli, lib> Lo scrittore Antonio Scurati, vincitore del premio Strega 2019 per un libro sul fascismo, saluta con il pugno chiuso, come a dire che chi non è fascista, deve essere comunista, costasse dimenticare la formazione culturale di Benito Mussolini, per anni uno dei leader del socialismo massimalista,  correlato pure al socialista massone Alberto Beneduce, primo presidente dell'Iri; costasse cancellare gli stermini dei comunisti, persino quelli in Italia (dagli assassinati, a guerra finita, nel triangolo della morte, agli istriani ...).

 

↑2018.mm.gg dovrei annotare qui un Premio Strega dato a uno che l'indomani sentii rispondere sornione alla domanda «ma non si aspetta una denuncia per diffamazione da parte cattolica?».

 

↑1981.09.19 Il Nome della rosa: Padre Sommavilla su La Civiltà Cattolica smaschera il nichilismo di Umberto Eco, quell’allegro nominalismo nichilistico che l’autore insinua nel suo recente romanzo ora vincitore del Premio Strega 1981. Ad es. ultima riga nell'ultima pagina del romanzo: Stat rosa pristina nomine, nuda nomina tenemus. Non abbiamo che i nudi nomi, cioè che le nude parole, le quali non dicono nulla tranne se stesse, non significano alcuna verità. [CzzC: vedi mia nota in sommario]. Era la tesi dello strutturalismo francese. Un nudo nome è dunque e soprattutto quello della rosa a cui spetta il primo dei nomi, cioè Dio, che è dunque lo stesso nome del nulla. Nella stessa ultima pagina si era sentenziato Gott ist ein lautes nichts («Dio è un puro nulla»: nel senso di caos primordiale e finale).