Le ragioni indipendentiste dei russofoni del DONBASS sono state lordate dalla dissennata invasione dell'Ucraina da parte di Putin

i cui crimini di guerra hanno surclassato quelli commessi da Kiev contro gli indipendentisti che intesero avvalersi del diritto all'utodeterminazione dei popoli dopo l'opzione Kiev>Nato e anche perché le repubbliche dell'Unione sovietica, prima del suo scioglimento, avevano votato la legge 1990.04.03 secondo la quale, se all'interno di una repubblica che decideva il distacco dall'Unione vi era una regione autonoma (oblast'), questa aveva diritto di scegliere attraverso una libera manifestazione di volontà popolare se seguire o meno la repubblica secessionista nel suo distacco dall'Urss. Proprio in conformità a tale legge si era formata, ad esempio, la repubblica del Nagorno Karabakh enclave armena in Azerbaigian, stato che non vuole riconoscere tale autonomia: ci chiediamo se quella legge sia ricordata anche per l'oblast di Crimea e per gli oblast del Donbass.

Attenzione alle bufale dei filorussi

 [Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 29/08/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: oblast' Crimea; autodeterminazione dei popoli Ucraina, contrastata con danni da potentati che agiscono in  lfb pro supremazia del petroldollaro contro Russia in Eurasia; bufale dei filorussi

 

 

 

2022.08.29 Se nel 2014 Mosca fosse stata sicura di avere la stragrande maggioranza degli abitanti di Crimea e Donbass a suo favore, avrebbe potuto chiedere alla comunità internazionale di far fare un referendum controllato da ispettori neutrali: certo, Kiev e gli USA non avrebbero accettato di far fare quel referendum, ma forse qualche stato europeo si sarebbe espresso diversamente e comunque Mosca avrebbe esibito al mondo un volto ragionevole, amante del democratico principio di maggioranza. Ciò Mosca non ha chiesto di fare, perché la dissennatezza di Putin e dei suoi consiglieri si fida di più delle armi che della libera volontà dei cittadini, siano quelli delle regioni contese, siano anche quelli di San Pietroburgo quando non applaudissero incondizionatamente il neo-zar. Mi spiace per il popolo russo, perché, se Mosca si lascia cadere negli artigli del PCC, l'identità migliore del popolo russo rischia di andare in frantumi ben più che stando a fronte di un Occidente che abbaia alle sue porte. Botta e risposta/fb qui]

 

↑2022.06.26 Francesco Agnoli <jpg> L'idea di poter piegare la Russia con una guerra per procura e sanzioni economiche non sta funzionando. A meno di escalation devastanti per tutti, la Russia raggiungerà prima o poi i suoi obiettivi territoriali e l'Ucraina rimarrà un paese devastato e più povero. Le sanzioni affondano l'Europa, cosa che non dispiacerebbe agli Usa e all'Uk della Brexit. Si torni a ragionare in termini di realismo e di bene comune, non di volontà di potenza. [CzzC: resta da vedere se la controffensiva che Kiev lancerà con le nuove armi NATO ridimensionerà le ambizioni della Russia o scatenerà la temuta escalation]

 

↑2022.04.08 <s24h agi> Vincenzo De Luca: sono molto infastidito dal fatto che tanti esponenti politici abbiano scoperto con l'Ucraina che la guerra è fatta di barbarie, ... con stragi di civili, nessuna esclusa: nel caso dell'Ucraina abbiamo un colpevole certo, la Russia, per aver ceduto alla logica della guerra preventiva, per aver invaso un Paese indipendente ... e per aver determinato orrori di guerra. C'è dunque un colpevole certo, ma non ci sono innocenti in questa guerra. Non sono innocenti quelli che hanno assistito per 8 anni alla guerra civile in Ucraina senza muovere un dito, non sono innocenti quelli che negli ultimi due anni hanno inondato l'Ucraina di un fiume di armi avanzate sofisticate; non sono innocenti quelli che fino a 4 mesi fa non hanno mai pronunciato neanche la parola neutralità per l'Ucraina; non sono innocenti quelli che come il segretario della Nato, in maniera totalmente irresponsabile, mentre si cerca di trovare un compromesso per porre termine alla guerra, dice addirittura che un paese che è neutrale, la Finlandia, se vuole entrare nella Nato avrà un percorso accelerato: siamo alla ottusità politica o alla irresponsabilità.

 

↑2022.04.02 Federico Rampini sulla crisi Ucraina: <primapaginanews> Biden era vice di Obama quando Victoria Nuland vice segretario di stato con delega sull' Ucraina al telefono pronunciò la frase fatidica: <yt♫Fuck the EU» a rimarcare l'intento USA di tagliare fuori l'Europa dalle possibili soluzioni sulla crisi Ucraina. E fu quando l'ex segretario di stato e premio Nobel per la pace/1973 Henry Kissinger avvertì profeticamente sul conflitto prossimo venturo: «una saggia politica avrebbe dovuto cercare il modo di favorire l'intesa fra le due parti dell'Ucraina quella nazionalista e quella russofona, non il dominio di una frazione sull'altra; spingere l'Ucraina fa parte della NATO condurrà necessariamente alla guerra». Stessa previsione di Giulietto Chiesa. E il 3Dic2014 il Sole24h titolava «Se Soros e la finanza scelgono il governo dell'Ucraina»

 

↑2022.03.08 <avvenire fc> Il patriarca di Mosca, Kirill, parla degli 8 anni di guerra in Donbass, durante i quali, la regione mineraria è stata a rischio distruzione, innanzitutto “morale”: «c’è un rifiuto fondamentale dei cosiddetti valori che oggi vengono offerti da chi rivendica il potere mondiale»; per entrare nel club di tale potere «è necessario organizzare una parata del gay pride». Chi resiste subisce repressioni. Si vuole cioè «imporre con la forza un peccato condannato dalla legge di Dio, e quindi» costringere le persone alla «negazione di Dio e della sua verità». [CzzC: dissento anch'io dalla gender dittatura, ma ancor più da chi usasse tale dissenso per giustificare una guerra come questa]

 

↑2022.02.23 è inquietante il modo con cui Putin tratta come uno scolaretto il suo capo dei servizi segreti per fargli ripetere la sua versione sul Donbass e poi spedirlo a sedere umiliato <qui al minuto 12:16 dall'inizio del TG1 delle 20>

 

↑2022.02.23 <lastampa insiderover> in reazione sanzonatoria al riconoscimento del Donbass da parte di Putin, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha “spento” il Nord Stream 2. [CzzC: è così raggiunto, per ora, uno dei principali obiettivi del dollaro contro Euro in Eurasia; non capisco cosa possa guadagnarci la Russia dall'aver indotto questa prevedibile reazione]

 

↑2022.02.23 a Radio Anch'io odo Zanchini fare un paralogismo tra il Donbass ucraino e il Ticino svizzero; reagisco scrivendogli/fb così: che paragone hai fatto Zanchini su Italia-Ticino? Ci vuoi far passare per scemi dicendoci che sarebbe come se noi invadessimo il Ticino? Gli italiofoni del Ticino non hanno referendato di passare con l'Italia, e l'italiano in Svizzera è una delle tre lingue ufficiali, mentre Kiev ha fatto una legge linguistica discriminatoria della lingua russa. Lo conosci il principio di autodeterminazione dei popoli? Ciononostante non credo che Putin abbia fatto la scelta giusta con quest'ultima mossa perché avrebbe potuto per ora accontentarsi del No-Kiev-nella-Nato. I veri vincitori, per ora, sono quelli che tramano contro gli interessi europei in Eurasia, con guerre e sanzioni che da 30 anni a questa parte li stanno sistematicamente compromettendo: Iraq, Serbia, Libia, Siria erano Paesi dove gli affari dell'Euro crescevano più rapidamente di quelli del dollaro.

 

↑2022.02.22 nel giorno dell'acuirsi della crisi in Ucraina/Donbass posto per contrasto la notizia che i rappresentanti delle chiese ortodosse e cattoliche siriane si riuniranno a Damasco per rafforzare le loro sinergie pro pace e soccorso alla gente stramata. Ricordo che già lo scorso ottobre <acistampa> i giovani della Siria chiamavano Papa Francesco gridando aiuto perché dopo le bombe dei terroristi e degli alleati Usa la loro guerra continua <vaticannews> con la bomba povertà alimentata dai soliti sanzionatori, noi compresi in sudditanza ai soliti guerrafondai.

 

2022.02.09 scrivo anche su facebook/RadioAnch'io il post che il 5Feb inviai a PrimaPagina-RaiRdio3: quando si parla del problema Nato-Russia sul confine est dell'Ucraina non si può non parlare del principio di autodeterminazione dei popoli: Mosca non vuole bombardare Kiev, sono le popolazioni del Donbass e della Crimea che vogliono stare con Mosca, volontà dimostrata con referendum, innominato. Quel principio viene taciuto per dissimulare la realtà: il rischio di guerra sul confine russo-ucraino è un'appendice dell'espansionismo coloniale azionato dai dollari USA per massimizzare i loro interessi economici

- costasse sacrificare gli interessi europei come sta avvenendo da 30 anni a questa parte con le guerre in Iraq, Libia e Siria, Paesi nei quali gli affari con gli Europei stavano crescendo più di quelli USA,

- costasse spingere la Russia nell'orbita del Partito comunista cinese piuttosto che in sinergia con l'Europa, affinché gli affaristi USA possano continuare a lucrare nel colonialismo bipolare da guerra fredda, contrastando quell'Europa che aspirasse a diventare un terzo polo con autonomia strategica, quello che, invece, sarebbe determinante nella salvaguardia della pace e dei diritti umani.

 

↑2022.02.04 <rainews> Ucraina, Macron lunedì sarà a Mosca e martedì a Kiev per disinnescare la crisi: presidente di turno dell'Ue, sta cercando di rimettere in gioco l'Unione europea, per la quale da anni sostiene la necessità di una "autonomia strategica". Erdogan vuole Kiev nella Nato e gli fornisce droni contro il Donbass e respinge il referendum Crimea 2014 perché sta dalla parte della minoranza tartara di lingua turca. Putin e Xi Jinping: «nessun Paese può o deve garantire la sua sicurezza isolato dal contesto globale di sicurezza e a spese della sicurezza di altri Paesi»

 

↑2022.01.28 Finalmente un leader europeo, Macron, che interviene per sedare l'escalation ucraina con una voce smarcata dalla sudditanza alle direttive Usa-Nato: mi ha scucito il coraggio di postare un'invocazione che trattenevo da qualche giorno: pro pace in Europa, l'Ucraina non entri nella Nato nei prossimi 25 anni. Egr. Sign. Jens Stoltenberg, segretario NATO in Europa, anche se non sono degno di rivolgermi a Lei, oso lanciare questo appello nella speranza che qualche autorità politica o religiosa Le faccia arrivare in modo pertinente il grido dei milioni di Europei amanti della pace che la temono minacciata dalle manovre espansive della nostra alleanza militare a ridosso dei confini con la Russia; saremo eternamente grati alla alleanza che ci ha liberato dal nazismo e salvato da invasioni sovietiche, ma stiamo vedendo che da 30 anni ... continua qui con key oblast Donbass, Crimea, autodeterminazione, Eurasia

 

2022.01.28 Donbass <wikipedia> nel bacino del Donec (affluente del Don) si estendono tre oblast':

- "Donbass orientale" (confinante con la Russia; comprende l'oblast' di Donec'k, la cui parte meridionale appartiene alla Prijazovia,

l'oblast' di Luhans'k, la cui parte settentrionale appartiene alla Slobozhanschyna)

- Donbass occidentale" (interamente ucraino; comprende l'estremo orientale dell'oblast' di Dnipropetrovs'k).

La città di Donec'k è il centro principale della regione.

 

2021.12.07 <eunews> Una costola russa nell'Ucraina orientale: il Donbass si avvicina sempre più a Mosca, anche dal punto di vista economico. È la risposta fisiologica al blocco, imposto da Kiev alle imprese delle regioni separatiste.

 

↑2017.05.07 <tempi>: a Donetsk la gente si barrica in cantina per proclamarsi libera; quante contraddizioni in questa terra che è Russia e Ucraina insieme. Un filo invisibile lega la Siria all’Ucraina. Due paesi strategici in destabilizzazione: da un lato i jihadisti dell’Isis e di Al Qaida, dall’altro gli estremisti di Pravy Sektor e Svoboda. Tutto risponde a un obiettivo funzionale all’egemonia occidentale contro Russia2.0

 

↑2017.04.26 <nuovaEuropa> La carità del papa si esprime con gesti concreti di aiuto: sono gocce nel mare, ma sono piccoli passi che fanno ritornare la pace. La testimonianza del nunzio Gugerotti, ambasciatore del papa nel Donbass.

 

↑2016.12.23 <zenit>: Ucraina: 6M€ in arrivo dal Cor Unum, destinati senza distinzione di religione, confessione o appartenenza etnica, alle popolazioni in particolare di Donetsk e Lugansk, Zaporizhia, Kharkiv e Dnepropetrovsk; ex colletta indetta da Fr1 24 apr.

 

↑2015.12.10 <fb>: foto di come è stato ridotto il monastero di Donetsk ad opera dei battaglioni punitivi del “democratico e filo-europeo" governo ucraino, quasi come quelli dell’Isis [CzzC: fra l’altro armati dagli stessi armaioli: quando gli indipendentisti di Bosnia e Kosovo vollero staccarsi dal governo centrale di Belgrado, noi ci facemmo trascinare da Us-Uk e Turco-wahhabiti (che armavano e finanziavano gli islamici dei Balcani) ed andammo a bombardare Belgrado; quando gli indipendentisti russofoni vogliono staccarsi dal governo centrale ucraino invocando il principio di autodeterminazione dei popoli, noi ci facciamo menare dai medesimi gnomi per sanzionare la Russia perché aiuta i russi di Ucraina ad ottenere l’indipendenza: anche un cieco vedrebbe la sottostante strategia: Usa contro Russia 2.0]

 

↑2015.08.24 <vatican, panorama> Si riaccendono scontri nel Doneck: oggi anniversario indipendenza Ucraina, Kiev vota nuova costituzione con autonomie, ma non con federalismo e senza consultare  i rappresentanti degli indipendentisti, a dispetto degli accordi di Minsk. quando i mattoni valgono più delle persone, e certe persone più di altre ...Ad esempio vedi danni relativi a Bosnia Kosovo, Doneck, Gheddafi, Assad, ...

 

↑2015.02.19 <articolo21>: Ucraina: Lucia Goracci in collegamento da Kramatorsk racconta i fatti mentre vicino alla sua inquadratura scorrono immagini di militari in azione, filmate e firmate dal battaglione Azov della Guardia Nazionale Ucraina che utilizza simbologia nazista, quella delle SS e il sole nero nazista che stanno nel “logo” di quelle immagini. Logo che è anche il simbolo del battaglione che si ispira proprio alle SS del Reich.[CzzC: qualcuno contesta alla Goracci “non un commento, non un cenno, da parte della giornalista sulla provenienza del video, né tantomeno su cosa il battaglione Azov sia. Nonostante, in un dettagliato rapporto, Amnesty International abbia denunciato violazioni di diritti umani e crimini di guerra perpetrati proprio dall’Azov. Nel 2015 apprezzai chi come Amnesty denunciava i crimini di quel regime ucraino che massacrava il diritto all’autodeterminazione delle popolazioni russofone del Donbass, ma nel 2022.02 la pazzia di Putin invasore dell'Ucraina bruciò le buone ragioni degli autonomisti]

 

2014.11.gg <wikipedia> Nel Donbass nel 2005 vivevano ~7M di persone; nel 2014.11 secondo l'ONU si contavano più di 1M di sfollati e più di 4k vittime.

 

2014.10.03 <repubblica> Fuoco sui filorussi Kiev viola la tregua e bombarda Donetsk. Tra le strade e le case di Donetsk è tornata la guerra. Da due giorni l'artiglieria ucraina sta bombardando il centro abitato seminando il panico tra i civili, distruggendo scuole, interi condominii, perfino i giardini pubblici e facendo un numero imprecisato di vittime. Ieri sotto le macerie del quartier generale della Croce Rossa è morto un operatore sanitario svizzero, Lauren Du Pasquier, 38 anni. Si aggiunge, in una lista ancora tutta da completare, ai sei bambini straziati mercoledì da un colpo di mortaio. La clamorosa violazione della tregua viene spiegata dai militari ucraini con la «necessità» di punire il tentativo dei ribelli di riconquistare quello che resta dell'aeroporto cittadino. Una giustificazione assai poco convincente che ha costretto la Ue a prendere una pur flebile posizione di condanna. «La tregua va mantenuta a ...

 

↑2014.05.27 <repubblicaVideo> è in corso una vera e propria guerra tra fazioni per le strade di Donetsk, una città di oltre 1M ab. Le forze ucraine hanno continuato a bombardare anche stanotte e sparato dagli elicotteri sulla folla. Ci sono molte vittime, si parla di cento morti. Intanto Putin, stranamente morbido rispetto alla gravità della situazione, tratta con le autorità di Kiev un possibile sconto sulla fornitura di gas. Come se questo massacro non ci fosse. Potrebbero aver messo in conto di liberarsi delle ali estreme di entrambe gli schieramenti diventate scomode.