Con chi e di chi la Crimea e il Donbass?

botta e risposta su facebook 2022.08

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 29/08/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Ucraina, Putin, autodeterminazione dei popoli o intangibilità dei confini?

 

↓2022.08.27 h19:49 NC1 posta su facebook  un articolo di <serenoregis>: può apparire pregiudizievole o complottista la tesi secondo cui gli USA sarebbero i principali responsabili della crisi in Ucraina; eppure essa annovera tra i suoi esponenti degli studiosi autorevoli che appare difficile accusare di antiamericanismo preconcetto: uno di questi è John Joseph Mearsheimer. Sono disponibili alcuni suoi interventi anche in italiano ad es. sul sito del prof. Francesco Sylos Labini. Qui il testo della conferenza tenuta di Mearsheimer  2022.06.16 all’Istituto universitario europeo di Firenze.

NC2 commenta: La distruzione procurata da una guerra finanziaria può essere pari a quella di una guerra cruenta: Il principale protagonista di questo capitolo non sarà uno statista o uno stratega - militare, bensì George Soros. Lo scrivono Qiao Liang e Wang Xiangsui, in “Guerra senza limiti”, testo studiato in tutte le accademie militari del mondo dal gennaio 2001.

 

↓2022.08.28 [CzzC: i due colonnelli cinesi avevano scritto già nel 1999 il libro "Guerra senza limiti", che annotai nel 2018, trovandolo recensito da un nostro sito governativo, ma l'aveva citato anche Limes a fine 2001 ad inizio guerra in Afghanistan. Anch'io ritengo fondata su elementi probanti la tesi del prof. John Joseph Mearsheimer: lfb]

NC2: consideriamo i fatti. L’Ucraina vuole essere Europa, la Crimea ed il Donbass Federazione russa. Il resto è opinabile salvo le stragi ed i bombardamenti senza soluzione di continuità a partire dal 2014.

[CzzC: ad essere sincero oggi non sono più sicuro che l'effettiva larga maggioranza degli abitanti delle oblast del Donbass vogliano essere governati da Mosca anziché da Kiev;
e se anche ci fosse una maggioranza vera (non truccata) in tal senso, più delle bombe stragiste dovrebbe valere il principio della trattativa per la gestione dell'autonomia, come si fece per la maggioranza germanofona degli abitanti dell'
Alto Adige;
non si può far valere al costo di migliaia di vittime innocenti il principio putiniano che
dove ci sono russofoni lì deve essere Russia;
non deve valere nemmeno per Taiwan il principio del PCC per cui "
lì dove si parla cinese debba comandare Pechino".
La situazione è molto complessa; personalmente preferirei che si applicasse il principio di
autodeterminazione dei popoli anche in supero della intangibilità dei confini, e perciò sostenni dal 2014 le ragioni indipendentiste dei russofoni di Crimea e Donbass, ma la pazzia di Putin stragista mi ha bruciato la valenza delle suddette buone ragioni: Putin forse male informato è caduto nel tranello dei provocatori abbaiatori ai suoi confini che sono riusciti nell'operazione di "reductio ad Hitlerum"]

NC1: d'accordo, ma l'autodeterminazione con quali strumenti deve essere legittimata dalle parti ? Del referendum sulla Crimea gli Ucraini vogliono fare carta straccia, eppure la sensazione dei pochi giornalisti indipendenti che hanno intervistato i residenti, è che la stragrande maggioranza sia assolutamente ferma nel proposito di continuare ad aderire alla confederazione Russa.

 

↓2022.08.29 h21:50 [CzzC: infatti ho citato il Donbass non la Crimea, perché ritengo che in Crimea il numero dei residenti che nel 2014 votarono liberamente pro Mosca sia stato assai superiore a quello dei Donbassani analogamente intentati; ritengo peraltro che i numeri del plebiscito siano stati truccati.
Se nel 2014 Mosca fosse stata sicura di avere la
stragrande maggioranza degli abitanti di Crimea e Donbass a suo favore, avrebbe potuto chiedere alla comunità internazionale di far fare un referendum controllato da ispettori neutrali: certo, Kiev e gli USA non avrebbero accettato di far fare quel referendum, ma forse qualche stato europeo si sarebbe espresso diversamente e comunque Mosca avrebbe esibito al mondo un volto ragionevole, amante del democratico principio di maggioranza. Ciò Mosca non ha chiesto di fare, perché la dissennatezza di Putin e dei suoi consiglieri si fida di più delle armi che della libera volontà dei cittadini, siano quelli delle regioni contese, siano anche quelli di San Pietroburgo quando non applaudissero incondizionatamente il neo-zar. Mi spiace per il popolo russo, perché, se Mosca si lascia cadere negli artigli del PCC, l'identità migliore del popolo russo rischia di andare in frantumi ben più che stando a fronte di un Occidente che abbaia alle sue porte.]