I confini controversi sono intangibili anche contro il principio di autodeterminazione dei popoli?

<tesionline>: troppe guerre sono scoppiate in passato e mietono ancora vittime inermi a causa di confini controversi.

Dopo la prima guerra mondiale si cercò di istituire confini che avessero una spiccata valenza antropica in modo da armonizzare le diverse nazionalità. Dopo il secondo conflitto mondiale gli interessi economici e strategici cominciarono ad avere sempre più peso nelle questioni confinarie, esasperando problemi di convivenza: vedi ad es Usa / Russia nei Balcani e con logica opposta in Ucraina, Israele / Palestinesi; sunniti / sciiti, Azerbaijan / Nagorno Karabakh.

Accordi internazionali impedirebbero* cambiamenti unilaterali dei confini di uno stato, ma da Israele ai Balcani al Caucaso alla Siria vediamo che il diritto della forza prevale sulla forza del diritto, brandendo di volta in volta il principio di autodeterminazione dei popoli o, all’opposto, questo di intangibilità dei confini o quello di occupazione di territori come bottino di guerra o come regime change, a seconda del più forte di turno.

Tra i casi di ritracciamento dei confini che parrebbe avvenuto pro bene comune, o quantomeno come male minore, annoterei la separazione del Sud Sudan dal Sudan.

La Convenzione di Vienna sul Diritto dei Trattati del 1969 stabilisce che un cambiamento delle circostanze che portarono alla stipula di un accordo sui confini non può essere addotto a motivo di recessione da essa [CzzC: ma l’uso della forza può più del diritto].

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 25/03/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: lo stato è l’essenza dell’eticità? Forza del diritto o diritto della forza?

 

2018.03.22 <antidipl> nelle elezioni Presidenziali Russe del 18 Marzo la Crimea ha dato a Putin il 90% dei consensi, ben oltre la media nazionale <money> del 76%. [CzzC: perché l'Europa sanziona la Russia brandendo l'intangibilità dei confini contro il diritto all'autodeterminazione dei popoli, così ben espresso dalle elezioni in Crimea, quell’Europa che bombardò Belgrado brandendo l'autodeterminazione del Kosovo contro l'intangibilità dei confini Jugoslavi? Quell’Europa che non sanziona la Turchia che ha invaso Afrin violando l'intangibilità dei confini siriani contro il diritto all'autodeterminazione dei Curdi? Il fil rouge sarebbe sempre la Nato pro supremazia del Petroldollaro contro Russia-Eurasia? Costasse inciuciarsi con il jihadismo stragista in Medio Oriente e con esibitori di svastiche in Ucraina? O sbaglio?]