ultima modifica il 22/12/2018

 

Via negoziale, no guerra: lezioni che dovremmo imparare dalla guerra in Iraq

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Con il necessario discernimento (ad esempio per ingerenza umanitaria) verso chi volesse solo la nostra eliminazione (come stanno dimostrando i piloti del terrorismo stragista di inermi) dovremmo considerare che, per promuovere i nostri interessi e valori, per migliorare la nostra sicurezza, per diminuire il numero di vittime innocenti, la strada migliore è negoziare con l’avversario attorno a un tavolo anziché correre ad affrontarlo sul campo di battaglia.

In relazione all’accordo sul NUCLEARE IRANIANO, ricevo da whitehouse.gov questo appello di Mike Breen, ex ufficiale dell’esercito che combatté in Iraq (fu azione militare precipitosa sulla base di informazioni difettose ) e poi ha lavorato con le famiglie di rifugiati iracheni in circostanze disperate in Siria, Libano e Giordania

 

 

Da: Mike Breen, New Hampshire [mailto:...@...whitehouse.gov]

Inviato: martedì 8 settembre 2015 19:03

A: carlotn@alice.it

The lessons we should learn from the Iraq war

Lezioni che dovremmo imparare dalla guerra in Iraq

... Having served in Iraq myself as an Army officer, and then worked with Iraqi refugee families facing desperate circumstances in Syria, Lebanon, and Jordan, I believe we must ask a simple question of anyone wishing to be taken seriously on matters of national security today: What have you learned from the Iraq war?

Some, it is clear, have learned disturbingly little. You can see what I mean here.

Some of the same people who supported premature military action in Iraq, based on faulty intelligence, remain eager to reject tough diplomacy now.

Remarkably, many of them have made clear that they reject the very idea of negotiating with Iran at all.

We must remember how radical that view truly is.Presidents from Eisenhower to Nixon to Kennedy, from Reagan to Bush Sr., knew that sometimes, facing our adversaries across the negotiating table is a better way to advance our interests, promote our values, and improve our security than rushing to face them on the battlefield. They understood that tough, principled diplomacy is a hallmark of our strength -- and that exhausting diplomatic options before asking our men and women in uniform to confront the awful face of battle is a basic responsibility of leadership.

 

Embracing the use of force as a first option, while rejecting the very idea of tough negotiations with dangerous countries, is a departure from our nation's best strategic traditions and most essential moral values ...

This deal with Iran reflects the painful lessons of our recent past, and represents a higher form of renewed American leadership.

... Dopo aver operato in Iraq come un ufficiale dell'esercito americano, e lavorato con le famiglie di rifugiati iracheni in circostanze disperate in Siria, Libano e Giordania, credo che dobbiamo porre una semplice domanda a chi vuole essere preso sul serio in materia di sicurezza nazionale oggi: Cosa avete imparato dalla guerra in Iraq?

 

Alcuni, è chiaro, hanno imparato poco ahimè. Si può capire cosa intendo qui. Alcune delle persone che hanno sostenuto l'azione militare precipitosa in Iraq sulla base di informazioni difettose, sono le stesse che ora criticano la via diplomatica ancorché dura [CzzC: con l’Iran, rif al trattato sul nucleare]. Molti di loro hanno chiarito che rifiutano l'idea stessa di negoziare con l'Iran tout court .

 

Dobbiamo ricordare quanto radicalmente vera sia stata la vista dei Presidenti da Eisenhower a Nixon a Kennedy, da Reagan a Bush padre, che sapevano come, affrontando i nostri avversari attorno a un tavolo sia una strada migliore per promuovere i nostri interessi, promuovere i nostri valori, e migliorare la nostra sicurezza anziché correre ad affrontarli sul campo di battaglia. Hanno capito che la fermezza diplomatica di principio è un segno distintivo della nostra forza - e che esaurire le opzioni diplomatiche prima di chiedere i nostri uomini e donne in uniforme a confrontarsi con il volto terribile della battaglia è una responsabilità di base del leadership.

Brandire l'uso della forza come prima opzione, respingendo l'idea stessa di duri negoziati con i paesi pericolosi, significa allontanarsi dalle nostre migliori tradizioni strategiche dai valori morali più essenziali ...

Questo accordo con l'Iran riflette la dolorosa lezioni del nostro passato recente, e rappresenta una forma superiore di rinnovata leadership americana .. .

 

[CzzC: rispondo con questo messaggio, ringraziando e lanciando a mia volta un appello

Da: CzzC       Inviato: mercoledì 9 settembre 2015 alle 14,30 circa

A: whitehouse.gov

We must put into practice the lessons learned

Dobbiamo applicare la lezione imparata

Thank you very much for the testimony of Mike Breen you sent me yesterday with this message ... continue ...

Vi ringrazio molto per la testimonianza di Mike Breen che mi avete inviato ieri con questo messaggio ... continua ...

 

 

05/12
2017

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