La copertura mediatica occidentale sulla Siria è una GRANDE MENZOGNA ...

... pro interessi strategico-finanziari di Us-Uk-Fr... nonché di Arabia Saudita e Qatar per creare uno stato sunnita in Siria senza libertà religiosa

25/01/2017 traggo dal giornale olandese <Algemeen Dagblad> un’intervista sulla Siria fatta a padre Daniël Maes (78 anni) (leggibile anche su <riscatt> e altre testate): Padre Maes parla delle rivolte di piazza come di uno schema eterodiretto applicato anche altrove (ad es Libia) per destabilizzare regimi pluralisti ma non allineati all’Occidente el suo inciucio con i wahhabiti.

Sono a Qara dal 2010 e ho visto con i miei occhi come agitatori provenienti dall’esterno della Siria hanno organizzato proteste contro il governo e reclutato i giovani; e quello che loro giravano veniva trasmesso da Al Jazeera per dare l’impressione che una ribellione fosse in atto. Ho visto gli omicidi commessi da terroristi stranieri contro le comunità sunnite e cristiane nel tentativo di seminare discordia religiosa ed etnica tra il popolo siriano”

UN PAESE ARMONIOSO
Spiega che prima della guerra, la Siria era
“un paese armonioso: uno stato laico in cui le diverse comunità religiose vivevano fianco a fianco in pace. Uno Stato autoritario certo, repressivo spesso come tutti i regimi mediorentali, ma una nazione dove la libertà della minoranza cristiana era garantita ...

Ora la guerra ha distrutto tutto. Come ha documentato Razziye Akkoc sul Telegraph, il paese che aveva uno dei tassi di alfabetizzazione più alti del Medio Oriente ora vede il sistema scolastico a pezzi con oltre il 45% dei bambini che non possono più frequentare le scuole (a causa del conflitto o perché distrutte) con un impatto drammatico sulle future generazioni; il paese che aveva uno dei sistemi sanitari più avanzati del mondo arabo oggi ha la metà degli ospedali distrutti e i medici costretti a fuggire, con l’aspettativa di vita scesa a 55 anni (era del 70 nel 2010).

I RIBELLI MODERATI

Padre Maes ricorda quando i famosi “ribelli moderati” esaltati dall’Occidente occuparono la sua città, Qara: erano in “migliaia, venivano dai paesi del Golfo, dall’Europa, dalla Turchia, dalla Libia e c’erano molti ceceni. Hanno formato una forza di occupazione straniera, tutti alleati di al Qaeda e di altri gruppi terroristici. Armati fino ai denti dall’Occidente, ci hanno letteralmente detto: «questo paese appartiene a noi ora»”.

LA PIÙ GRANDE MENZOGNA

L’intervistatore lo incalza: “Lei dice che l’esercito siriano protegge i civili, ma ci sono diversi rapporti sui crimini di guerra commessi dalle forze di Assad, come ad esempio i bombardamenti con bombe a botte”.

La risposta di Padre Maes non lascia adito a dubbi:“Non capite che la copertura mediatica sulla Siria è la più grande menzogna del nostro tempo? Hanno venduto pure assurdità su Assad. Voi pensate che quello siriano sia un popolo di stupidi? Che la gente faccia il tifo per Assad e Putin perché costretta? Gli americani hanno responsabilità in tutto questo per impossessarsi delle risorse naturali [CzzC: interessi ben più di quelli] (…) e Arabia Saudita e Qatar per creare uno stato sunnita in Siria, senza libertà religiosa”.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 19/06/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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2018.06.18 <dasapere> Lo sguardo sulla Siria di Naman Tarcha, giornalista siriano: nei mass media c’è difficoltà a raccontare cosa c’è stato dietro a questa sporca guerra perché smaschererebbe il tanto di infondato da loro raccontato.

 

2018.06.19 <<voltairenet 06/06/2016>: Thierry Meyssan intellettuale francese, presidente della conferenza Axis for Peace: l’ONU e la UE (causa Nato soprattutto), invece di coordinare la lotta contro Isis, mettono i bastoni fra le ruote ai più efficaci combattenti anti Isis sul campo, millantano come propri i loro successi, mascherano i sostegni statali al terrorismo internazionale, ignorano le informazioni che da Iraq, Siria e Russia sono state consegnate al Consiglio di Sicurezza dagli ambasciatori Mohamed Ali Alhakim, Bashar Ja’afari e Vitaly Churkin sui trasferimenti di denaro, armi e di jihadisti, un insieme di documenti che accusa direttamente l’Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia di Erdogan.>