Cristiani assassinati dall’Isis in Libia: 2015.02 a Sirte barbara uccisione di 21 egiziani copti 2015.04 assassinati 29 etiopi copti

Grazie anche a voi, Us-Uk-Fr, disastratori della Libia, foraggiatori del mostro

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 14/05/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: perseguitati per la loro presunzione di verità? Anche nei paesi “cristiani”; blasfemia lecita e letale; cristianofobia; legittima difesa carente; Sharia, oblio e negazionismo, silenzio complice, ACS rapporti

 

2018.05.14 <tempi> Le spoglie dei martiri copti decapitati dall‘Isis arrivano oggi in Egitto; i resti dei cristiani ritrovati nell’ottobre del 2017 dovrebbero essere sepolti nella chiesa dedicata ai «martiri della fede e della patria» costruita nel villaggio di Al Our (Minya). [CzzC: il prof Campanini continua a sermonare che non è vero che l’islam si sia imposto con la spada: alla sua ideologia converrebbe dire così, mentre l’esperienza osserverebbe che ancora tenta di imporsi con la spada]

 

↑2017.10.07 <avvenire sussidiario> Ritrovati i corpi di 21 cristiani copti uccisi dal Daesh a Sirte. Erano in una fossa comune. Fatti prigionieri dai terroristi non vollero abiurare alla fede in Cristo e furono massacrati.

 

↑2017.11.25 <ofcs> Copti decapitati dall’Isis: un tribunale egiziano si esprime sulle pene da comminare ad un gruppo di 17 miliziani ritenuti affiliati all’Isis e coinvolti nella terribile decapitazione di 21 cristiani copti avvenuta in Libia nel febbraio del 2015: per sette dei responsabili sarebbe prevista la pena capitale, mentre per i restanti 10 è stato deciso il carcere a vita [CzzC: pene solo ipotizzate?]

 

↑2015.04.21 <vatican avvenire>: Papa Francesco: «Oggi la Chiesa è Chiesa di martiri». E tra questi ci sono «i nostri fratelli sgozzati sulla spiaggia della Libia; quel ragazzino bruciato vivo dai compagni perché cristiano; quei migranti che in alto mare sono buttati in mare perché cristiani; quegli etiopi, assassinati perché cristiani». Richiamando la storia del protomartire santo Stefano ... tanti martiri di oggi: anche quelli di cui non conosciamo i nomi, che soffrono nelle carceri o vengono calunniati e perseguitati «da tanti sinedri moderni» o, ancora, vivono ogni giorno «la fedeltà nella propria famiglia».

 

↑2015.04.19 <corriere lastampa fattoq>: Libia, l’Isis fa strage di cristiani: assassinati 29 etiopi copti. Una ripetizione di quanto avvenne a Sirte in febbraio fa con la barbara uccisione degli egiziani copti e di un povero ghanese. [CzzC: i have a dream: che le massime autorità dell’islam, mettano fuori legge chi facesse del male al prossimo per presunto motivo di coscienza e espressione, compresa l’abiura e la blasfemia. Firmo solidarietà con i cristiani etiopi.

 

↑2015.04.01 <zenit> nel villaggio di al Awar, nei pressi di Samalot, è stata posata la prima pietra della chiesa dedicata ai "Martiri di Libia", i 21 egiziani copti trucidati in territorio libico dai jihadisti nel gennaio scorso.

 

2015.03.02 <espresso> San Milad Saber e i suoi venti compagni: la loro storia è la stessa degli Atti dei Martiri del primi secoli. Uccisi dalla spada dell'islam [CzzC: checché ne dica prof Campanini] per puro odio della loro fede cristiana. Il martirologio della Chiesa copta li ricorderà il 15 febbraio, giorno nel quale fu reso pubblico dal califfato il video della loro uccisione. Nel video tutti hanno potuto notare che nel momento della decapitazione alcuni di loro invocavano in arabo il nome di Gesù e sussurravano preghiere. Quello di cui più distintamente si sono percepite le parole è stato Milad Saber, figlio di contadini di un villaggio del Medio Egitto. Lui era celibe, mentre la maggior parte dei suoi compagni erano sposati, con uno o più figli piccoli. Quindici provenivano da Al-Our e sei da cinque altri villaggi della stessa zona, nei dintorni della cittadina di Samalut. Più di ottanta loro compagni sono tuttora in Libia, provenienti da questi stessi villaggi.

 

↑2015.02.16 <or> «Il sangue dei nostri fratelli è una testimonianza che grida»: lo ha detto Papa Francesco ricordando la barbara uccisione di un gruppo di egiziani copti avvenuta a Sirte per mano delle milizie jihadiste.