Dichiarazione congiunta ONU/OCSE/UE: «TUTTI GLI STATI HANNO L'OBBLIGO DI SRADICARE IL TERRORISMO e di proteggere i propri cittadini da atti terroristici»

nello stesso tempo la guerra contro il terrorismo non deve giustificare la violazione dei diritti umani fondamentali: tutti gli Stati devono rispettare gli obblighi internazionali per garantire e difendere le libertà fondamentali dell'uomo.

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Abstract: Dichiarazione congiunta di

- Mary Robinson, per l'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'ONU,

- Walter Schwimmer, Segretario Generale del Consiglio d'Europa e

- l’Ambasciatore Gérard Stoudmann, Direttore dell'Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell'OSCE

 

L'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'ONU, il Segretario Generale del Consiglio d'Europa ed il Direttore dell'Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell'OSCE condannano con decisione ogni forma e manifestazione di terrorismo. Il Terrorismo è una minaccia per la pace, la stabilità, la libertà e la democrazia.

 

Riteniamo che l'attacco terroristico dell'11 settembre sia un crimine contro l'umanità. Tutti gli Stati hanno l'obbligo di sradicare il terrorismo e di proteggere i propri cittadini da atti terroristici.

 

La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.173 del 28 settembre 2001 chiede che tutti gli Stati assumano una gamma esauriente di misure legislative, procedurali ed economiche, nonché di prevenzione, proibizione e criminalizzazione degli atti terroristici.

 

Nello stesso tempo, perseguendo l'obiettivo della sconfitta del terrorismo, è essenziale che gli Stati aderiscano rigorosamente ai propri impegni ed obblighi internazionali per sostenere i diritti umani e le libertà fondamentali. Riconoscendo il fatto che la minaccia del terrorismo possa richiedere misure specifiche, ci appelliamo a tutti i governi affinché si astengano dal compiere passi eccessivi che potrebbero violare le libertà fondamentali e provocare dissensi legittimi. Tali provvedimenti potrebbero colpire in modo particolare la presunzione di innocenza, il diritto ad un giusto processo, il divieti di torture, i diritti alla privacy, la libertà di espressione e di assemblea ed il diritto di chiedere asilo. Colpendo determinati gruppi etnici o religiosi, le misure antiterroristiche potrebbero risultare contrarie alle leggi sui diritti umani ed agli impegni internazionali e conterrebbero il rischio di provocare l'aumento pericoloso di discriminazione e razzismo.

 

Considerata l'importanza fondamentale dei diritti umani e d elle libertà fondamentali in una società democratica libera ed aperta, esortiamo tutti gli Stati ad assicurare che le misure restrittive dei diritti umani adottate come risposta al terrorismo facciano un giusto bilancio tra la legittimità della sicurezza nazionale e le libertà fondamentali nel rispetto degli obblighi del diritto internazionale.

 

Ricordiamo che alcuni diritti non possono essere derogati in nessun caso e tra essi, il diritto alla vita, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, il divieto di torture o crudeltà, di trattamenti inumani o degradanti, i principi di certezza ed irretroattività della legge, eccetto il caso di una legge successiva che prevede una pena minore.

 

Per quanto riguarda gli altri diritti, una deroga è consentita solamente nelle circostanze speciali previste dal diritto internazionale sui diritti umani; deve essere di carattere eccezionale e valutata attentamente. Altre misure analoghe devono essere strettamente limitate nel tempo e nella sostanza e per l'intento richiesto dalle esigenze della situazione, nonché soggette ad una revisione regolare.

 

Il processo di adozione delle deroghe deve essere coerente alle procedure ed ai meccanismi nazionali ed internazionali. Lo scopo delle misure antiterroristiche è quello di proteggere i diritti umani e la democrazia, non di indebolire questi valori fondamentali delle nostre società. L'Ufficio dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'ONU, il Consiglio d'Europa e l'Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell'OSCE sono pronti ad assistere gli Stati nello sviluppo di risposte appropriate al terrorismo e a controllare l'incremento delle misure antiterroristiche.

 

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[CzzC: segue versione in inglese]

 

2018.12.10 <foglio> in una seduta del Consiglio dei diritti umani qualcuno chiede ai relatori degli israeliani abitanti vicino al confine con Gaza e missilati da Hamas: “Perché vivete lì?”. Perfino nell’ONU dei diritti umani emerge il pregiudizio anti-israeliano che caratterizza in generale le agenzie delle Nazioni Unite. [CzzC: detesto una domanda così, vergogna per l’istituzione UNHRC dove è stata formulata in onta al diritto di Israele ad esistere e proteggere i suoi cittadini; ma, caro Israele, perché metti in atto comportamenti provocanti il pregiudizio? Non ultima l’arroganza su Gerusalemme capitale solo ebraica anziché simbolo di convivenza per le tre religioni del Libro?]