Un’illuminata USURPAZIONE laicista e statalista del termine SUSSIDIARIETÀ ne riduce l’intendimento originale

[CzzC: purtroppo accade che un certo laicismo, pur lodevolmente promuovendo la sussidiarietà verticale, aborrisce a tal punto la sussidiarietà orizzontale, soprattutto se di ispirazione cattolica, che, non solo ne contrasta le opere (soprattutto educative) anche a colpi di referendum abrogativi del loro sostegno pubblico e a colpi di tasse soffocanti, ma, col classico inganno (indicativo di di potenti matrici del mainstream), aziona alterazione del significato delle parole, usurpando il significato del termine sussidiarietà orizzontale

Etica e solidarietà necessitano di sussidiarietà, se non ti basta lo stato come essenza dell’eticità]

 

Del termine sussidiarietà è corretta

- sia l’accezione di sussidiarietà orizzontale

sia l’accezione di sussidiarietà verticale

ma, attenzione, perché gli statalisti ammettenti la sussidiarietà solo verticale usurpano sovente il significato originale del termine sussidiarietà imponendone un significato che riflette intendimenti di processo interno alla P.A., ben diverso dal principio di sussidiarietà originale (orizzontale) coniato e sostenuto dalla DsdC:

- dopo che il significato originale del termine SUSSIDIARIETA' fu "adottato" dalla pubblica amministrazione (avrebbe potuto inventare un altro termine ...) per usarlo al suo interno nelle rivendicazioni di autonomia tra i suoi livelli istituzionali (ad esempio dei Comuni verso le Regioni), si pose la necessità di discernere, di non equivocare tra i diversi significati; così chiamiamo SUSSIDIARIETA' VERTICALE quella tra livelli istituzionali dello Stato e ORIZZONTALE quella esplicata dalle associazioni di cittadini.

Ma attenzione, perché l'usurpazione di significato continua. Ad esempio<cittadinanzattiva> definisce "sussidiarietà orizzontale" la «valutazione civica della qualità dei servizi della Pubblica amministrazione, in ambito scolastico e dei servizi di sportello dei comuni», cioè una funzione ispettiva esercitata dal servito («tu Stato eroghi i servizi e io servito ti controllo e ti contesto se mi servi male»): essa, per quanto utile, configura un significato rovesciato rispetto al significato primario del termine sussidiarietà («io cittadino, famiglie o altri corpi intermedi della società ci attiviamo per dare risposta a esigenze di servizio alla persona per il bene comune e tu Stato ci controlli se operiamo bene o male»; non «senza oneri per lo Stato» ma «con oneri per la P.A. inferiori a quelli che lo stessa dovrebbe sostenere erogando gli stessi servizi solo con propri dipendenti»).

È facile equivocare tra il significato di SUSSIDIARIETA' primariamente inteso (quello della DsdC) e il significato di SUSSIDIARIETA' genericamente inteso dal legislatore nella P.A.?

  - Purtroppo l’equivoco è a volte surrettiziamente indotto, oppure è facile dimenticarsi di spiegare al lettore la differenza tra i due significati; a volte accade anche che il valore semantico originale del termine Sussidiarietà (quello della DsdC) sia prestato a supporto di operazioni partitiche che hanno bisogno di giustificare riorganizzazioni amministrative nella VERTICALITÀ della P.A. (ad esempio come nella legge 3/PAT che inventò le "Comunità di Valle" trentine). Altri esempi di EQUIVOCI in merito, per essere concreti? Eccone

  - ESEMPIO1 di EQUIVOCO in una pagina dell'Azione Cattolica (a giustificazione dell'articolazione dei livelli strutturali interni all'associazione, e preferendo la democrazia alla sussidiarietà).

- a volte il baro arriva ad usare il termine corpi intermedi per significare, anziché le associazioni di cittadini, i livelli istituzionali dello stato (Regioni, Comuni, ...

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 09/09/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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