WORLD WATCH LIST documenta persecuzione dei cristiani

La World Watch List è redatta ogni anno da Open Doors-Porte Aperte, l’organizzazione non governativa che da oltre 60 anni documenta la situazione dei cristiani nel mondo, e li aiuta a resistere alle persecuzioni.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 01/12/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: rapporti sui perseguitati, anche nei paesi “cristiani”; blasfemia; cristianofobia; legittima difesa carente; Sharia, negazionismo, Isis, Pakistan, Wahhabiti

 

↑2016.03.30 <interris>: Lahore 27/03: “Ancora una volta l’odio omicida infierisce vilmente sulle persone più indifese”. Il cristianesimo dell'amore universale, uguaglianza, libertà, è percepito come spina nel fianco dalla cultura dominante nei luoghi dove multiculturalismo e libertà di coscienza sono visti come una minaccia.

 

↑2016.01.14 <nuovabq>: nel 2105 7.100 cristiani uccisi, 2.400 chiese distrutte (doppiato il 2014 con rispettivamente 4.344 e 1.062): è quanto emerge dalla edizione 2016 della World Watch List.

[CzzC: all'amico che mi segnala tale rapporto WWL sul 2015, rispondo con il seguente commento: PREGHIAMO per i perseguitati e per i persecutori, aiutiamoci ad APRIRE GLI OCCHI sulle cause primarie e sui nostrani insabbiatori delle indagini relative a questi orrendi crimini e ai relativi mandanti: in questa ennesima annotazione incrementale delle PERSECUZIONI contro i cristiani notiamo che oltre il 90% degli attacchi proviene dalla medesima matrice cultural-religiosa che i nostri struzzi BUONISTI continuano a ritenere ufficialmente una cultural-religione di tolleranza e di pace: credo che lo potrebbe anche essere, se non pullulasse di MAESTRI DI ODIO, ben pagati anche all'estero da nababbi grondanti di petroldollari, con i quali la nostrana cultural-economia fa ottimi affari, per non danneggiare i quali tace sulle relative violazioni di diritti umani, anzi, manda i wahhabiti ai vertici di UNHRC (Onu-Diritti umani).

Perfino la nostrana stampa cattolica usa il silenziatore politically correct nella fattispecie: ad esempio? Provai a mandare a Vita Trentina questo articolo sul "bisogno di una rivoluzione dell’insegnamento nell'islam, quantomeno per tacitare i maestri del verbo uccidere" e non usai mie argomentazioni, ma le riflessioni di moderati islamici che riconoscevano tale necessità: non fu pubblicato.
Allora provai a mandare a Vita Trentina questo articolo sulla fraternité calpestata dai suddetti nababbi e dai nostrani illuminati (Taubira) senza nominare i cristiani perseguitati, ma chiesi, per comprensibile legittima difesa, che, in caso di pubblicazione, sostituissero il mio nome con una sigla; ciò fecero su VT#47/2015p38, ma sul numero seguente (
VT#48p38) il lucido analista di VT che sceglie quali riflessioni pubblicare in "dialogo aperto/interventi" pareggiò il conto così: «l’uomo che su V.T. n.47/2015 sfidò il mondo, chiedendogli di togliersi la maschera, non ebbe il coraggio di togliere la sua, e si firmò solo con le iniziali»].