ultima modifica il 03/03/2018

 

Multa di miliardi di $ a BNP Paribas: punizione o ricatto Usa?

Correlati: potenti gnomi di finanza cinica pro supremazia del petroldollaro; VolksWagen, Deutsche Bank

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<ilpost 01/07/2014>: BNP Paribas pagherà negli Stati Uniti una multa da circa 9G$ per aver fatto affari con Cuba e Iran paesi sotto embargo; a oggi si tratta della sanzione più grande mai pagata da una banca per una multa (supera anche il record della Standard Chartered, che nel 2012, accusata di avere fatto affari con l’Iran, fu multata di 500M€. BNP Paribas è anche la prima banca ad aver accettato di dichiararsi colpevole di violazione dell’embargo. [CzzC: una punizione per passate colpe (affari con paesi embargati, peraltro con Cuba e Iran in sdoganamento sia per il papa sia per l’atomica, e comunque affari con quei paesi sono azionati anche da affaristi targati Us-Uk) o un ricatto pro futuro? Occorrerà  vedere quanti di quei miliardi saranno effettivamente pagati per toglierci dubbi sull’ipotesi che la multa sottenda anche una machiavellica cinica dissuasione sul governo francese per indurlo ad assecondare l’imperialismo dei petroldollari sullo scacchiere orientale (sanzioni contro la Russia) e mediorientale (sanzioni contro la Siria)]

 

 

03/11
2016

Più che da Trump o Clinton i rischi per la pace verrebbero dal cinismo ricattatorio degli imperialisti del petroldollaro: è vero che la Clinton è sostenuta dai wahhabiti più di Trump; è vero che Trump sarebbe meno incline della Clinton a sanzionare la Russia; è vero che i vertici del tifo per Trump, pur promettendo muri frenanti l’immigrazione clandestina, mai prometterebbero una primavera anticattolica; ma i suddetti gnomi della finanza hanno le mani in pasta su Cia, Pentagono e Nato più del presidente Usa, e  ... continua