Giulio Giorello: disse/2007 di Vattimo: «Si è liberato della metafisica, anzi direi del "grasso superfluo"»

Foto su Wikip. Giulio Giorello 1945 ha la cattedra di filosofia che fu del suo mentore Ludovico Geymonat. [CzzC: di Geymonat seguii lezioni in filosofia della scienza, indirizzato a lui dal mio assistente di Analisi C.Cottino]. Elzevirista alle pagine culturali del Corriere della Sera. Assertore dell'enfasi dei diritti individuali ma col vincolo dell'assenza di danno ad altri. Insegnò anche in altre Università (Meccanica Razionale Uni/Pavia, Scienze UniCT e PolitMI); vinse 4ª ediz Premio Nazionale Frascati Filosofia 2012. [CzzC: unione con una tazza?]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 16/03/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: filosofia, cultura dominante, pensiero debole, Gianni Vattimo

 

2018.01.12 <tecnicadellascuola> Molto amaro lo sfogo del docente di educazione fisica aggredito dai genitori di un alunno ad Avola, in provincia di Siracusa <fb/vid>.  Al Corriere della Sera dice: “non riusciamo più a governare ragazzi che, appena richiamati, rispondono con un “vaffa”, si alzano ed escono senza chiedere permesso, strafottenti davanti alle note sul registro … da tempo s’è rotta una sintonia fra noi docenti e le famiglie[CzzC: Fr1 parlò di necessaria complicità tra scuola e famiglia, come io avevo con mia moglie davanti ai figli, quella che essi si lagnavano di non riuscire a rompere, ma udii a Radio1 Giorello fumigante contro Fr1 per la parola complicità: e se, contrastare il Papa, propiziasse illuminate benemerenze?]

 

↑2015.01.05 Quanto l’esoterismo faccia comodo ai potentati della cultura dominante lo si evince anche dal risalto dato agli oroscopi, dato che i laicisti possono stare senza Dio, ma difficilmente senza il dio Zodiaco e senza la dea pecunia: <avvenire>: Anche il Corriere della sera ha dedicato un'intera pagina a «Lo zodiaco: il cielo come un grande libro in cui leggere il nostro futuro. Le predizioni per 2015». Per giustificare questo suo cedimento alla più diffusa delle superstizioni (mercoledì 31, ma il suo supplemento Io Donna pubblica un oroscopo ogni settimana) ha fatto ricorso al filosofo della scienza Giulio Giorello. Questi conclude una sua breve nota giustificativa con una domanda: «Ma il voler fare a meno delle illusioni non è a sua volta un'illusione?» Giorello era stato molto più categorico nel suo saggio “Senza Dio - Del buon uso dell'ateismo” del 2010.

 

↑2013.09.05 «La lezione di Martini. Quello che da ateo ho imparato da un cardinale”. Giulio Giorello e Carlo Maria Martini erano legati da una grande amicizia e stima profonda, tanto che l’allora Arcivescovo di Milano chiese al filosofo non credente di collaborare con lui alla ”cattedra dei non credenti”. Quella di Martini – afferma Giorello – «era proprio la figura più adatta a ‘provocare’ un ateo dichiarato, spingendolo a ripensare la natura del proprio ateismo non attaccandolo con esclusioni o condanne, ma stimolandolo con l’attenzione e con quello che potrei chiamare il dubbio del credente. Il mio ateismo si è configurato sempre più come un atteggiamento, per così dire, di metodo per sondare quali possibilità si aprano a chi decida di procedere senza Dio, prescindendo da qualsiasi fondamento teologico nella pratica scientifica e nella solidarietà della vita associata» [CzzC: con un atteggiamento così, si può fare tanta strada assieme per il bene comune]

 

↑2011.07.24 Giulio Giorello enfatizza l’autonomia degli individui ma non senza freni, confutando il criminale massone Anders Breivik pazzo massacratore di giovani inermi, che travisò la battuta di John Stuart Mill «Una persona dotata di una credenza (belief) costituisce una forza (power) sociale pari a novantanove che hanno solo interessi».

 

↑2007.03.20 <stampa>: Giorello dice di Vattimo e della forza del pensiero debole: «Si è liberato della metafisica, anzi direi del "grasso superfluo"»"

 

↑200a.mm.gg Che sia stato lui il cattedratico che asserì il dovere dello Stato di riconoscergli l’unione con una tazza? Uno rappresentante degli studenti in Uni-MI, mi narrò che in una riunione del CdF si trovava di fronte un cattedratico che sosteneva imperiosamente il diritto di ridefinire il significato del termine famiglia e il dovere dello Stato di riconoscere qualunque unione optata dall’individuo, e gli chiese: «ma lei arriverebbe a pretendere che lo Stato gli riconosca il diritto di unione con questa tazza?». Il solone avrebbe risposto sì.