modificato 06/12/2016

 

Commento Francesco Agnoli su guerra di religione e terrorismo islamico

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

[CzzC: 29/07/2016 leggo con piacere la seguente riflessione di Francesco Agnoli, che commento per amici condividendola in larga misura]

ho pubblicato un pezzo che ha sollevato un po' di obiezioni; spesso, però, perché non si è capito il senso. Forse in rete articoli lunghi sono inopportuni. Per cui cerco di sintetizzare ciò che penso:

1) le guerre dell'Occidente (Iraq, Siria, Libia...) sono, come la I e la II guerra mondiale, guerre di potere, dunque non guerre di religione [CzzC: concordo: ho raccolto relativi links in questa mia pagina sui recenti danni da potentati nei suddetti Paesi]

2) i cristiani non credono e non hanno mai creduto, eccezioni a parte, alle "guerre di religione", perché le stesse crociate non furono guerre di religione (come ho spiegato nell'articolo precedente, con 6 storici eccellenti [CzzC: potrei avere il link all'articolo?]. Furono guerre per uno specifico territorio da liberare, senza alcun intento di convertire (e in esse ci furono poi anche episodi in cui l'idealità originaria si corruppe) [CzzC: concordo che le crociate siano state guerre per liberare un territorio più che per convertire, ma ritengo che, se l'obiettivo liberatorio fu prevalente in tanti crociati, quello prevalente dei loro armatori sia stato un obiettivo economico (liberare e conquistare mercati) che usò strumentalmente l'altro; analogamente accadde nelle guerre coloniali che annientarono popoli e culture indigene d'America; è quasi sempre la dea pecunia che ispira gli armatori.

3) L'Islam non distingue tra religione e politica, quindi nell'Islam ogni guerra è nel contempo di religione e di potere; infatti il fondatore dell'Islam, Maometto, era profeta religioso, guerriero, e capo politico, mentre Cristo non era né guerriero né capo politico, né indicava conquiste terrene, ma celesti. Così nel Corano la parola "guerra" ricorre innumerevoli volte, e il rapporto dei musulmani con gli altri è spesso un rapporto con "miscredenti e infedeli". [CzzC: concordo, in particolare sulla frequenza del verbo uccidere non solo negli antichi testi sacri dell'islam, ma anche negli attuali testi scolastici dei Paesi della sharia e delle madrase anche occidentali finanziate dai wahhabiti]

4) tutto ciò significa che oggi vi sono luoghi in cui l'Islam, da sempre, perseguita i cristiani, e non certo per interventi occidentali (Sudan, Nigeria, Arabia...); che vi sono luoghi in cui gli islamici si fanno la guerra tra loro, non solo per motivi politici, come gli europei durante le due guerre, ma mescolando come sempre, più di quanto possa venire naturale in altre culture, le due cose; che ci sono luoghi in cui l'Islam si è risvegliato e ha iniziato la sua guerra santa, a causa delle guerre di potere occidentali. In questo senso gli Usa - che non sono mai intervenuti a difendere i cristiani perseguitati dell'Arabia o del Sudan - sono i principali responsabili dello sterminio dei cristiani in medo Oriente, dall'Iraq alla Siria, perché hanno fomentato, provocato, armato i fanatici
[CzzC: concordo in particolare sulle responsabilità degli Stati Uniti, ed ultimamente del masso Nobel Pace,  inciuciati coi turco-wahhabiti a sostenere il terrorismo islamista pro regime change di loro interesse colonial strategico (supremazia del dollaro), in cinica tecnica "Leading from behind"]

5a) gli attentati che accadono oggi in Europa sono figli di tante cose: l'immigrazione non gestita, il nichilismo occidentale (quanti di questi sono drogati, frequentatori di locali di un certo tipo..), la liquidità della nostra società, il conflitto economico, le suggestioni violente insite nell'Islam... il tutto amplificato da un fatto: se negli anni Sessanta-Settanta gli europei sceglievano il terrorismo rosso (o, più raramente, nero), perché era il radicalismo nichilista allora sul mercato, oggi il radicalismo sul mercato è quello dell'Isis... figlio evidente di quanto si è detto sopra (basti dire che è stato finanziato da Usa, Turchia, Arabia...).
[CzzC: concordo che gli attentati subiti dall'Europa siano figli di tante cose; concordo meno sulla successione tra il nostrano radicalismo nichilista anni 19x e quello odierno targato Isis; concorderei con chi additasse le responsabilità dell'occidente nell'aver creato lo scontro di civiltà nel momento in cui, sempre pro suddetta dea pecunia, riconobbe (e sublimò con Unesco) ai regimi islamici più integralisti (ma più grondanti petroldollari) il diritto di farsi una dichiarazione islamica dei diritti umani, alternativa alla nostra che con Art.18 vieta di uccidere abiuri e blasfemi.]

5b) Infine: se un cattolico non concorda con il papa riguardo ai suoi elogi pubblici a Bonino e Pannella, o a Scalfari o Lutero; o ai suoi silenzi riguardo al Family day ecc; se mette in dubbio alcune sue frasi su questioni opinabili, ha tutto il diritto di farlo. Chi lo nega, ha un' idea della libertà del cristiano, dell'infallibilità pontificia, della distinzione tra dogmi e opinioni, di cosa è davvero il rispetto verso il papato ecc. ben diversa da quella che ci hanno insegnato i santi Paolo, Atanasio, Tommaso, Caterina, Newman..., i laici come Dante, i teologi come Bellarmino, Suarez... e molti pontefici...
[CzzC: concordo anche sul diritto di un cattolico di non concordare con il Papa riguardo a certi suoi elogi socio-politici, oppure a suoi controversi silenzi, ma non concorderei che si usassero modi (non da te) che, rispetto agli eventuali tentativi di correzione fraterna, sono tanto distanti da ricordare le più sprezzanti accuse che rivolgevano a Benedetto XVI tanti sedicenti cattolici adulti e illuminati, tifosi della scuola di Bologna, della teoglib, dell'obiettivo di democratizzare la chiesa quantomeno modo luterano]

6) Infine: ogni analisi generale, per es. su immigrazione, non riguarda i rapporti particolari, con il prossimo, perché un cristiano sa sempre che la persona che incontra, il vicino, musulmano, cristiano, bianco o nero, è un uomo per cui Cristo ha dato la vita. [CzzC: forse non capisco bene: concordo che una analisi generale non potrebbe contemplare tutti i rapporti particolari, ma ritengo che la bontà di un’analisi generale dipenda anche da come riesce a salvaguardare dialogo e rispetto nei rapporti interpersonali, senza scadere nell’incitamento al disprezzo o peggio, all’odio].

Qui chiudo, perché vedo che facebook è una malattia (e che sono logorroico)... e vado in ferie. Buone ferie a tutti