Rwanda: 1M di massacrati in soli 3 mesi nel 1994

la guerra civile  Rwandese <wikipedia> 1990-1993 pareva conclusa con gli accordi di Arusha, ma l’assassinio del presidente Juvénal Habyarimana infuocò lo scontro che sfociò nel genocidio  Rwandese del 1994. Le vittime furono prevalentemente dell’etnia minoritaria Tutsi contrapposti alla maggioritaria degli Hutu. In origine la differenza era solo socio-economica (Hutu agricoltori, Tutsi allevatori, ma c’erano anche matrimoni) poi sotto il colonialismo belga divenne una differenza razziale (i Twa 1% erano di bassa statura (come i pigmei), gli Hutu di media altezza, e i Tutsi erano di altezza maggiore, con lineamenti del volto e del naso più sottili e non fu più possibile cambiare gruppo. I Tutsi divennero i ricchi al potere, gli Hutu i poveri che dovevano subire tutto. Dopo sanguinose rivolte e massacri, gli Hutu, con l'accordo dei belgi, presero il potere nel 1959–1962 e iniziò la lunga persecuzione dei Tutsi, molti dei quali fuggirono nei paesi vicini. Il massone François Mitterrand <wikipedia> venne aspramente criticato per la collaborazione, soprattutto commerciale ed economica, con i vertici regime degli Hutu in Rwanda. Hutu erano anche i due gruppi paramilitari principalmente responsabili dell'eccidio: Interahamwe (addestrati da soldati francesi) e Impuzamugambi.

Altri conflitti nell'area che appaiono strettamente correlati alla guerra civile Rwandese, e al conflitto fra Hutu e Tutsi, sono la prima guerra del Congo (1996-1997) e la seconda guerra del Congo (1998-2003). A causa della forte correlazione fra questi eventi e altri successivi (alcuni dei quali ancora in corso), alcune fonti forniscono diverse datazioni per la guerra civile  Rwandese, o addirittura la considerano non ancora conclusa.

Ci furono anche dei Giusti:

- <wikipedia>: Pierantonio Costa (1939) diplomatico, ambasciatore in Rwanda durante il genocidio

- <wikp>: Romeo Dallaire (1946) canadese, comandante forze ONU in Rwanda durante il genocidio

Spiace che quell’immane tragedia sia ricordata da taluni (ad es. dai TdG) per criminalizzare i cattolici (molti dei persecutori e delle vittime erano tali), senza evidenziare che ben altri illuminati piloti devoti della dea pecunia furono all’origine di quel massacro e negligenti nel fermarlo.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 02/03/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: male fisico; potentati; complicità della Francia di Mitterrand, indifferenza dell’ONU

 

2017.06.14 da <lindro> per organizzare le sue forze di repressione in Congo, Kabila induce in forme di complicità perfino forze della missione di pace ONU (MONUSCO sotto controllo della Francia); per la difesa del suo regime ha creato una specie di Guardia Pretoriana (circa 20.000 uomini) in sinergia con l’organizzazione terroristica ruandese FLDR (Hutu power) [CzzC: ricorda che per l’immane massacro del Rwanda 1990-1993 il massone François Mitterrand venne aspramente criticato per la collaborazione, soprattutto commerciale ed economica, con i vertici degli Hutu; Hutu erano anche i due gruppi paramilitari rwandesi principalmente responsabili dell'eccidio: Interahamwe (addestrati da soldati francesi) e Impuzamugambi]

 

↑2017.03.27 <Avsi rainews>: La rivincita delle donne. Così rinasce il Rwanda a oltre vent'anni dal genocidio: la riconciliazione vede protagoniste le donne e i molti italiani che le sostengono a distanza. Margarita è una delle donne scampate al genocidio del 94. Oggi vive in una capanna e lavora in una cooperativa di artigiane ... continua

 

↑2014.04.06 20 anni fa l’orrore in Rwanda, un genocidio consumato nell’indifferenza dell’ONU e dei mass media: in tre mesi 800.000 massacrati. VT#14p17

 

↑2009.mm.gg <benerwanda>: 15 anni dopo sarebbe giunto il momento di rendere giustizia alle vittime del genocidio Rwandese. Se è troppo tardi per salvare il milione di uomini, donne e bambini che sono stati violati, torturati e sterminati dalla notte tra il 6 e il 7 aprile al 18 di luglio 1994, non è però tardi per raccontarne la storia. Perché la loro storia ci riguarda. Non siamo diversi da loro: le cause e le dinamiche che hanno portato a questo genocidio possono verificarsi anche da noi. Conosciamole, e riconosciamole. Non mentiamo a noi stessi con frase retoriche, “never again”. Perché il diavolo del genocidio è ancora in azione [CzzC: cvd pochi anni dopo le stragi di inermi in Libia, Siria e Iraq, innescate e trascurate da analoghi potentati inciuciati coi wahhabiti]

 

↑200a.mm.gg <benerwanda>: molti miliziani Hutu Interahamwe rimangono nell’est della RDC, dove taglieggiano le popolazioni civili, stuprano donne e bambini, e costituiscono la causa principale del perpetuarsi fino ad oggi del cruento conflitto congolese, che ha portato alla destabilizzazione regionale, e allo  sfruttamento illecito delle ricchezze minerali della RDC da parte di numerosi attori congolesi, regionali ed internazionali.

 

↑1995.mm.gg <benerwanda>: Le Nazioni Unite, colpevoli di inazione nel 1994, hanno lanciato un anno dopo un (costoso e molto criticato) processo di giustizia internazionale ad hoc (il Tribunale Penale Internazionale per il  Rwanda, sito a Arusha in Tanzania); e si sono osservati vari esempi di applicazione del principio di competenza universale per crimini contro l’umanità che hanno portato alla celebrazione di processi a Rwandesi accusati del genocidio in Belgio, Canada, Svizzera … La ricostruzione storica degli eventi da parte di giornalisti, studiosi, testimoni (quali in particolare Philippe Gourevitch, Colette Braekman, il generale Romeo Dallaire, la sopravvissuta Yolande Mukagasana) ed organizzazioni (quali in particolare la Federazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo, Human Rights Watch, African Rights ed altri), nonchè il riconoscimento ufficiale del genocidio da parte dell’ONU, hanno dimostrato la realtà del genocidio dei Tutsi e le responsabilità di un grande numero di individui appartenenti all’Hutu Power. Vari studi hanno anche sottolineato le responsabilità delle chiese (ed in particolare la Chiesa Cattolica Rwandese) e di certi paesi (soprattutto la Francia).

 

↑1994.07.18 <benerwanda>: il Fronte Patriottico  Rwandese, movimento di opposizione armata predominato dai Tutsi, che aveva appena vinto la guerra civile, mette progressivamente fine al genocidio, e si appresta a prendere il controllo politico e amministrativo del paese. Centinaia di migliaia di Tutsi della diaspora cominciarono a rientrare in Rwanda mettevano fine ad un esilio trentennale cominciato con i primi pogrom anti-Tutsi del 1959 che avevano segnato l’inizio del dominio Hutu in Rwanda. Gli autori del genocidio, i promotori, i pianificatori, i miliziani e centinaia di migliaia di ordinari assassini, si riversano in Congo ed altri paesi vicini alla fine del genocidio, mentre l’esercito francese [CzzC: col massone Mitterrand] ne copriva la ritirata strategica. Con l’acritica assistenza della comunità internazionale, questi fuggitivi, guidati dalle gerarchie genocidarie ed inquadrati dalle milizie, rimasero per due anni in campi vicini alle città di Goma e Bukavu, sulla frontiera stessa tra Zaire e Rwanda, da lì proseguendo azioni militari. Nel 1996, questi campi furono chiusi con la forza dall’esercito ribelle congolese guidato da Laurent Désiré Kabila, la cui avanzata, sostenuta dall’Esercito Patriottico Rwandese e dai guerriglieri Banyamulenge (Tutsi congolesi), rovesciò nel 1997 il trentennale regime del giurassico, cleptocratico despota Joseph Désiré Mobutu Sese Seko, fondando l’attuale Congo (RDC).

 

↑1994.06.gg <benerwanda>: La Radio Televisione delle Mille Colline incitava la popolazione a “tagliare tutti gli alberi alti”, ricordando che “le fosse” erano “solo a metà piene”, e intanto i mass-media internazionali erano incapaci o addirittura riluttanti a spiegare quanto realmente succedeva in quel piccolo paese africano. Non svolsero affatto il loro dovere di informare compiutamente l’opinione pubblica internazionale, peraltro già distratta da altri eventi internazionali, quali i campionati del mondo di calcio negli Stati Uniti, la fine dell’era dell’apartheid in Sudafrica, o il prolungarsi del conflitto nell’Ex-Yugoslavia.

 

↑1994.05.15 <wikipedia>: Nel Regina Coeli GP2° implora i  Rwandesi di fermare il massacro: «essi stanno portando il paese verso l'abisso. Tutti dovranno rispondere dei loro crimini davanti alla storia e, anzitutto, davanti a Dio. Basta col sangue!»

 

↑1994.04.30 <benerwanda>: l’ONU pensava a salvare la propria faccia, non il popolo rwandese. Il 30 aprile al Consiglio di Sicurezza arrivò la bozza di una risoluzione che definiva ciò che stava accadendo in Rwanda come un ‘genocidio’. Questa parola venne però sostituita dall’espressione ‘crimine punibile dalla legge internazionale’. Una differenza cruciale: se fosse rimasto ‘genocidio’ l’ONU sarebbe stata obbligata a intervenire. Ma come ben spiegò l’ambasciatore britannico “se poi non attuassimo un pronto intervento faremmo una figura ridicola”. Così, a difendere i civili rwandesi rimasero un pugno di caschi blu, in maggior parte africani. Alcuni di loro pagarono la propria scelta con la vita.

 

↑1994.04.21 <benerwanda>: “Qui si sta pianificando un massacro; con i pochi militari che ho a disposizione non posso fermarlo, ma se ne avrò almeno 5.000 impedirò lo scoppio della violenza”. Il generale Romeo Dallaire, capo dei caschi blu in Rwanda fece più volte questa richiesta ai suoi superiori all’ONU, inutilmente. Per occuparsi della questione il Consiglio di Sicurezza aspettò il 21 aprile, dopo che anche le prime pagine del Washington Post e del New York Times avevano parlato di almeno 100.000 uccisioni. Ma il rapporto del segretario generale Boutros Ghali consegnato ai membri del Consiglio non teneva affatto conto delle richieste di Dallaire, e spiegava il tutto come semplici eccessi della guerra civile in corso nel paese.

 

↑1994.04.06 <benerwanda>: inizia uno dei più mostruosi crimini della storia dell’umanità: il genocidio dei Tutsi (accompagnato dai massacri degli Hutu moderati) commesso dagli estremisti dell’Hutu Power. Almeno 800k persone (1M secondo alcune stime) furono massacrate nello spazio di cento giorni, ad un ritmo cinque volte superiore a quello del genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

 

↑199a.mm.gg François Mitterrand <wikipedia> viene aspramente criticato per la collaborazione, soprattutto commerciale ed economica, con i vertici del regime degli Hutu in Rwanda, segregazionista nei confronti dei Tutsi, prima della guerra civile Rwandese (1990-1993) che portò al loro genocidio. La famiglia di Mitterrand aveva interessi d'affari in Africa, non solo in Rwanda (il figlio venne arrestato negli anni 2000 per traffico d'armi con l'Angola).