modificato 26/12/2016

 

Non abbiate paura della tenerezza

Correlati: amore; dialogo; fede e ragione; misericordia; Guida petrina, Fr1

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

 

<wikipedia>: «Quanta strada faremo nella vita dipende dalla nostra tenerezza con i giovani, dalla nostra compassione per i vecchi, dalla nostra simpatia per chi lotta, e dalla nostra tolleranza per i deboli e per i forti, perché un giorno saremo stati tutto questo» (George Washington Carver)

Fr1: “non abbiate paura della tenerezza. Quando i cristiani si dimenticano della speranza e della tenerezza, diventano una Chiesa fredda, che non sa dove andare e si imbriglia nelle ideologie, negli atteggiamenti mondani. Mentre la semplicità di Dio ti dice: vai avanti, io sono un Padre che ti accarezza”. [CzzC: nota bene, la tenerezza del Padre, non solo le coccole, per quanto incluse]

 

 

24/12
2016

Fr1: <vatican>: omelia di Natale: Dio non si fa presente nei fasti dell’apparenza, non nel potere, ma in una piccolezza che sorprende. Il mistero del Natale è luce e gioia, speranza e tristezza, tristezza in quanto l’amore non è accolto, la vita viene scartata, speranza perché Dio ci attira con la sua tenerezza, viene a nutrire (Betlemme = casa del pane) e servire, mangiatoia e croce, pane spezzato, amore che si dona e ci salva.

08/12
2015

<nuovabq>: Il Papa apre nel nome di Maria la Porta Santa «Questo è il Giubileo della tenerezza di Dio». L’Immacolata Concezione ci dice che il peccato non ha l’ultima parola. «Se tutto rimanesse relegato al peccato saremmo i più disperati tra le creature, mentre la promessa della vittoria dell’amore di Cristo rinchiude tutto nella misericordia del Padre». La Madonna sta «dinanzi a noi testimone privilegiata di questa promessa e del suo compimento ... Entrare per la Porta Santa significa scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente. È Lui che ci cerca! È Lui che ci viene incontro!». Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia.

28/01
2015

<lanuovabussolaq>: No alla cultura che rimuove la figura del padre». Padre, ha detto il Papa, è una parola «più di ogni altra cara a noi cristiani, perché è il nome con il quale Gesù ci ha insegnato a chiamare Dio: Padre ... una parola universale. Essa indica una relazione fondamentale la cui realtà è antica quanto la storia dell’uomo». Oggi però «si è arrivati ad affermare che la nostra sarebbe una ‘società senza padri’ ..

13/06
2014

Papa Francesco sarebbe un padre che non giudica? Sì secondo Pidergiorgio Cattani su VT#24p13, ma se il non giudicare la persona per rispettarne la dignità è doveroso e salutare, il non giudicare gli errori e le cause che li inducono, a partire dai propri, configurerebbe omissione di responsabilità e di saggezza per ogni umana intelligenza, in specie per ogni educatore. «Chi sono io per giudicare una persona?» ripete più volte Papa Francesco, che condanna il pregiudizio quanto raccomanda il discernimento: la sua paternità, come quella dei suoi predecessori, si esplica in ascolto e soccorso delle persone indigenti ed erranti, non meno che in chiarezza di giudizio sulle cause delle indigenze e degli errori

15/12
2013

Tornielli intervista Papa Francesco: “non abbiate paura della tenerezza. Quando i cristiani si dimenticano della speranza e della tenerezza, diventano una Chiesa fredda, che non sa dove andare e si imbriglia nelle ideologie, negli atteggiamenti mondani. Mentre la semplicità di Dio ti dice: vai avanti, io sono un Padre che ti accarezza”.

Merc

27/03

2013

Udienza generale di Papa Francesco (video) “La Settimana Santa è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie - che pena tante parrocchie chiuse! - dei movimenti, delle associazioni, ed “uscire”, cercare con Lui la pecorella smarrita, quella più lontana farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. Uscire sempre! E questo con amore e con la tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza, sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione”.

19/03

2013

Non abbiate paura della bontà, neanche della tenerezza” dice il Papa, ma il sito di un importante quotidiano italiano per alcune ore storpia al plurale così “Francesco: non abbiate paura delle tenerezze”: S. Tommaso d’Aquino avrebbe detto “qudquid recipitur, ad modum recipientis recipitur” (Tempi.it #13/2013p27) e Freud avrebbe parlato di significativo lapsus del giornale.