modificato 25/09/2017

 

Adeguata punizione a gestante che avesse abortito per ovviabili motivi?

Correlati: qui la mia risposta; aborto; Evangelium vitae; cautela su No194; maschera di intolleranza; no integralismo fondamentalista

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Sostengo che non sia obiettivo del magistero petrino far infliggere adeguata punizione ad una gestante che scegliesse di abortire ancorché la prosecuzione della gestazione non configurasse pericolo per la sua vita, ma NCy/2011 mi redarguisce così: riguardo alla legge 194, devo dirti, da amico che, benché, in buona fede, la tua posizione è gravemente in contrasto con quella della Chiesa su una materia di enorme peso morale e teologico. Gli chiedo di riflettere meglio se sia la mia o la sua posizione in contrasto col magistero petrino.

 

 

A NCy mercoledì 21/12/2011 21:38

Oggetto: posizione in contrasto con quella della Chiesa

Caro NCy, e se fosse la tua posizione è gravemente in contrasto con quella del Papa in materia? Mi riferisco a quando affermi che

La soluzione vera al problema dell'aborto clandestino invece è questa:

1)... 2)... 3)...

4) la ricerca sistematica e la condanna esemplare di ogni medico che pratichi aborti e una forma di punizione adeguata e proporzionata (soprattutto pedagogica) anche per la donna e per tutti coloro che l'hanno spinta ad abortire”.

Resto pronto a ricredermi su questa mia dichiarazione di tuo contrasto col Papa se mi dimostrerai che l’invocata modalità #4 sia anche esattamente l’invocazione del Papa, come soluzione vera al problema dell'aborto.

Ho letto non solo il tuo estratto, ma la fonte della Evangelium Vitae alla ricerca della suddetta modalità di soluzione #4: non ho trovato traccia della tua formulazione, mentre ho trovato interessanti questi passaggi:

9. Dio vuole il pentimento del peccatore. [CzzC: tu sai che il pentimento non varrebbe se fosse coercitivo]

11. Come s'è potuta determinare una simile situazione? Occorre prendere in considerazione molteplici fattori. Sullo sfondo c'è una profonda crisi della cultura,  ... A ciò si aggiungono le più diverse difficoltà esistenziali e relazionali, ... Non mancano situazioni di particolare povertà, angustia o esasperazione, in cui la fatica della sopravvivenza, ...  Tutto ciò spiega, almeno in parte, come il valore della vita possa oggi subire una specie di «eclissi», per quanto la coscienza non cessi di additarlo quale valore sacro e intangibile, come dimostra il fatto stesso che si tende a coprire alcuni delitti contro la vita nascente o terminale con locuzioni di tipo sanitario, che distolgono lo sguardo dal fatto che è in gioco il diritto all'esistenza di una concreta persona umana[CzzC: non è certo una giustificazione, ma la spiegazione data dal Papa mi pare orientata più a comprendere che a sguinzagliare cacciatori di taglie per condanne esemplari].

21). Nel ricercare le radici più profonde della lotta tra la «cultura della vita» e la «cultura della morte», non ci si può fermare all'idea perversa di libertà sopra ricordata. Occorre giungere al cuore del dramma vissuto dall'uomo contemporaneo: l'eclissi del senso di Dio e dell'uomo, tipica del contesto sociale e culturale dominato dal secolarismo, che coi suoi tentacoli pervasivi non manca talvolta di mettere alla prova le stesse comunità cristiane. Chi si lascia contagiare da questa atmosfera, entra facilmente nel vortice di un terribile circolo vizioso: smarrendo il senso di Dio, si tende a smarrire anche il senso dell'uomo,... [CzzC: questa è un’analisi concreta che sottende qualunque soluzione vera al problema dell'aborto: occorre una nuova evangelizzazione, altro che condanne esemplari]

24. È nell'intimo della coscienza morale che l'eclissi del senso di Dio e dell'uomo, con tutte le sue molteplici e funeste conseguenze sulla vita, si consuma. È in questione, anzitutto, la coscienza di ciascuna persona, che nella sua unicità e irripetibilità si trova sola di fronte a Dio.18 Ma è pure in questione, in un certo senso, la «coscienza morale» della società: essa è in qualche modo responsabile non solo perché tollera o favorisce comportamenti contrari alla vita, ma anche perché alimenta la «cultura della morte»,

27. Di fronte a legislazioni che hanno permesso l'aborto e a tentativi, qua e là riusciti, di legalizzare l'eutanasia, sono sorti in tutto il mondo movimenti e iniziative di sensibilizzazione sociale in favore della vita. Quando, in conformità alla loro ispirazione autentica, agiscono con determinata fermezza ma senza ricorrere alla violenza, tali movimenti favoriscono una più diffusa presa di coscienza del valore della vita [CzzC: ancora si raccomanda educazione, la sfida educativa, altro che condanne esemplari] e sollecitano e realizzano un più deciso impegno per la sua difesa.

Come non ricordare, inoltre, tutti quei gesti quotidiani di accoglienza, di sacrificio, di cura disinteressata che un numero incalcolabile di persone compie con amore nelle famiglie, negli ospedali, negli orfanotrofi, nelle case di riposo per anziani e in altri centri o comunità a difesa della vita? [CzzC: questo è il FARE che dovresti incoraggiare, altro che volantinare o scrivere comunicati stampa usque tandem catilinari]

39. ... «Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire» (1 Sam 2, 6). Egli solo può dire: «Sono io che do la morte e faccio vivere» (Dt 32, 39). Ma questo potere Dio non lo esercita come arbitrio minaccioso, bensì come cura e sollecitudine amorosa nei riguardi delle sue creature. [CzzC: che dissonanza trovo con frasario del tipo la ricerca sistematica e la condanna esemplare di ogni medico che pratichi aborti e una forma di punizione adeguata].

52. «Gesù rispose: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare..."«(Mt 19, 18). Il comandamento di Dio non è mai separato dal suo amore: è sempre un dono per la crescita e la gioia dell'uomo. [CzzC: analoga dissonanza]

57. Nel diritto alla vita, ogni essere umano innocente è assolutamente uguale a tutti gli altri. Tale uguaglianza è la base di ogni autentico rapporto sociale che, per essere veramente tale, non può non fondarsi sulla verità e sulla giustizia, riconoscendo e tutelando ogni uomo e ogni donna come persona e non come una cosa di cui si possa disporre. [CzzC: verissimo, qui non ci sono eccezioni per alcuno, mentre le leggi umane sono assai condizionate dai profittatori e dagli ignavi quando dovessero tutelare il diritto della minoranza più debole minacciata dal democratico principio di maggioranza dei più forti; ma l’eventuale ingiustizia al riguardo va corretta cercando di minimizzare i danni diretti e correlati, non lanciandosi in una carica che irresponsabilmente ignora le conseguenze]. Di fronte alla norma morale che proibisce la soppressione diretta di un essere umano innocente «non ci sono privilegi né eccezioni per nessuno. Essere il padrone del mondo o l'ultimo miserabile sulla faccia della terra non fa alcuna differenza: davanti alle esigenze morali siamo tutti assolutamente uguali».

58. Proprio nel caso dell'aborto si registra la diffusione di una terminologia ambigua, come quella di «interruzione della gravidanza», che tende a nasconderne la vera natura e ad attenuarne la gravità nell'opinione pubblica. Forse questo fenomeno linguistico è esso stesso sintomo di un disagio delle coscienze. Ma nessuna parola vale a cambiare la realtà delle cose: l'aborto procurato è l'uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita. [CzzC: verissimo, ed è proprio sul significato delle parole che si gioca gran parte del comune sentire: non a caso i maestri della cultura dominante intendono stravolgere anche il significato della parola famiglia: questo della difesa del significato dei termini eticamente sensibili a livello legislativo richiederebbe molta più attenzione anche da parte nostra di quanta ne dedichiamo a fronti apparentemente più concreti, mentre i suddetti maestri ci precedono, affrettandosi a legiferare perfino all’opposto di quanto inteso da millenni].

60. Alcuni tentano di giustificare l'aborto sostenendo che il frutto del concepimento, almeno fin a un certo numero di giorni, non può essere ancora considerato una vita umana personale. In realtà, «dal momento in cui l'ovulo è fecondato, si inaugura una vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora. [CzzC: verissimo, ma non c’è ragione scientifica che regga la forza delle convenienze pretese dai diritti soggettivi della maggioranza forte se dette ragioni fossero dalla parte della minoranza più debole, a meno che non si introduca il principio che su certe questioni non deve valere il principio di maggioranza come emblematicamente sostenne il Papa nella sua visita in Germania].

73. ... quando non fosse possibile scongiurare o abrogare completamente una legge abortista, un parlamentare, la cui personale assoluta opposizione all'aborto fosse chiara e a tutti nota, potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica. [CzzC: in quel “quando non fosse possibile scongiurare o abrogare completamente una legge abortista“ sta tutta la sollecitudine amorosa della Chiesa per la verità, per la giustizia per il concreto hic et nunc della nostra vita, lungi dalle ideologie e perfino dai dogmatismi, pragmatica direbbero i cinici mentre trattasi semplicemente di Grazia con cui lo Spirito sostiene la saggezza del Magistero petrino; il quel congiuntivo e il successivo condizionale sta una concreta indicazione operativa che non mi pare approvare i propositi del comitato No194 promotore di un nuovo fallimentare referendum abrogativo, né il tuo intento di adeguata punizione, né la tua presunzione che questa sia la soluzione vera al problema dell’aborto]

 

Un abbraccio fraterno in Cristo. CzzC.


Da: NCy             Inviato: lunedì 19 dicembre 2011 11:10
A: CzzC
Oggetto: Re: correzione fraterna

Carissimo,

...  Riguardo alla legge 194, devo dirti, da amico che, benché, in buona fede, la tua posizione è gravemente in contrasto con quella della Chiesa su una materia di enorme peso morale e teologico. Leggi almeno l'estratto della Evangelium Vitae che ti allego e capirai: non è mai lecito uccidere una persona umana innocente e indifesa. Ogni legge abortista è considerata illecita e terribilmente ingiusta e criminale da parte della Chiesa. Chi la vota e chi la sostiene con campagne sociopolitiche viene scomunicato automaticamente dalla Chiesa. Davanti a Dio non c'è peccato più grave. [CzzC: davvero? Ad avviso non solo mio, ma forse anche del Papa, e di Gesù che previde adeguata punizione con macina al collo, una gestante che abortisse perché certa di non avere le energie sufficienti per far crescere un ulteriore figlio con sufficiente dignità, fa peccato assai meno grave del prete pedofilo che abusa di un ulteriore bambino; e fa peccato assai meno grave del Vescovo che per adeguata punizione al pedofilo gli inflisse solo il cambio di area di caccia]

Se esiste l'aborto clandestino la soluzione non è certo quella di legalizzarlo! Infatti legalizzandolo si ottengono tre danni enormi:

1. coloro che facevano l'aborto quando era clandestino a maggior ragione lo fanno ora che è legale;

2. coloro che non lo facevano quando era clandestino perché illegale, adesso lo fanno perché è legale;

3. la coscienza morale (e forse è il danno più grave) acconsente al male e chiama 'diritto' ciò che è un 'delitto'.

La soluzione vera al problema dell'aborto clandestino invece è questa:

1)      l'affermazione ferma e risoluta del diritto alla vita, chiamando omicidio e delitto l'aborto, da parte di tutta la società;

2)      l'educazione corrispondente a questo principio;

3)      l'aiuto alla donna che è in cinta, favorendo la maternità in ogni modo;

4)      la ricerca sistematica e la condanna esemplare di ogni medico che pratichi aborti e una forma di punizione adeguata e proporzionata (soprattutto pedagogica) anche per la donna e per tutti coloro che l'hanno spinta ad abortire.

Ciao. NCy