modificato 12/02/2017

 

Meglio annegare uno con macina al collo piuttosto che lasciargli scandalizzare un altro bambino

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

"Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare.". (Matteo 18,6, Marco 9:42, Luca 17:2). Trattasi della punizione detta katapontismós praticata dai Romani.

Matteo 18: L'esempio del bambino; non scandalizzare i piccoli

1. In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo: «Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?» 2. Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 3. «In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4. Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli. 5. E chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me. 6. Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare.

 

 

14/06
2012

Non concordo appieno con Ravasi che ritiene non del tutto pertinente al peccato di pedofilia la suddetta condanna di Gesù: <fc>: Ferma restando la condanna che noi dobbiamo assegnare all’infamia della pedofilia, la questione qui trattata da Gesù è differente: di scena sono coloro che sono deboli nella fede, “piccoli” nel credere, che devono ancora crescere e che possono essere facilmente scandalizzati dal nostro cattivo esempio di “maturi” e “adulti” nella fede ... E lo fa ricorrendo a un simbolo di giudizio severissimo, il cosiddetto katapontismós praticato dai Romani, ossia l’esecuzione dei colpevoli per annegamento, attestata dagli storici Svetonio e Giuseppe Flavio ... È necessario ricordare che il linguaggio semitico ama i colori accesi ... mentre ... quel Gesù – che ha insegnato appunto l’amore e il perdono – non può certo suggerire una simile macabra esecuzione capitale o il suicidio del peccatore. [CzzC: io ritengo invece che Gesù abbia tanto detestato quello scandalo che abbia usato apposta le tinte più forti, ma non per infierire in termini punitivi sul peccatore (spesso malato psicopatico), bensì per far agire in termini preventivi le autorità responsabili: non a caso usa il condizionale “sarebbe meglio”, della serie che, se prevedete che uno potrà reiterare quel crimine, mettetelo nelle condizioni di non nuocere; tale monito dovrebbe suonare particolarmente pesante per chi, vescovi compresi, invece di mettere un pedofilo nelle condizioni di non nuocere ancora, gli hanno cambiato il prato di pascolo]