ultima modifica il 25/11/2017

 

La dirigenza francese foraggia terroristi pro regime change di sue ciniche mire

Correlati: Nizza2016strage, potenza della massoneria in Francia

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<sussidiario 19/07/2016>: La dirigenza francese è ben lontana dal fare autocritica. Il metodo intrapreso per regime change a suo favore sarebbe parte in causa nel dilagare del terrorismo sul suo territorio: è uno dei paesi che più si sono adoperati a finanziare ed a inviare armi ed equipaggiamenti ai gruppi dei jihadisti in Siria; gli hanno fatto persino da maestri d'armi (in basi situate in Turchia ed in Giordania), insegnando loro le tecniche di guerriglia. Solo un paio di giorni prima che avvenisse l'attentato di Nizza, a fronte delle quotidiane stragi che il gruppo al Nusra infligge ai cittadini di Aleppo, la Francia ha espresso solo la condanna per le truppe governative che cercano di ricacciare i jihadisti dalla città e non ha speso una parola di cordoglio per le vittime dei terroristi. Ancora oggi, nonostante sia straconosciuto che la cosiddetta opposizione armata siriana sia composta prevalentemente da formazioni salafite, la Francia continua pervicacemente a sostenere in Siria forze la cui violenza e ideologia hanno la stessa matrice di chi colpisce sul suo territorio. La maggior parte delle forze "ribelli" sostengono la nascita di uno stato islamico basato sulla sharia e sono tra loro parimenti demoniache. Ciononostante, la Francia chiede con forza che questi gruppi partecipino ad un governo di unità nazionale e di "transizione" e che dovrebbero essere inseriti, di diritto, in un nuovo governo senza il parere dei siriani. La misura della moralità dell'establishment francese è sintetizzata dal suo ex ministro degli esteri Laurent Fabius. Nel 2012 disse pubblicamente che il gruppo terrorista Jabhat al Nusra (ramo siriano di Al Qaida), responsabile di innumerevoli ed efferati crimini in Siria, "sta facendo un buon lavoro". e che “Assad non meritava di vivere”, salvo poi nel 2015.09 <controinfo> rimangiarsi la sparacchiata che gli era pure costata una denuncia da parte di profughi siriani in Francia.