La dirigenza francese FORAGGIA TERRORISTI pro regime change di sue ciniche mire

<sussidiario 19/07/2016>: La dirigenza francese è ben lontana dal fare autocritica. Il metodo intrapreso per regime change a suo favore sarebbe parte in causa nel dilagare del terrorismo sul suo territorio: è uno dei paesi che più si sono adoperati a finanziare ed a inviare armi ed equipaggiamenti ai gruppi dei jihadisti in Siria; gli hanno fatto persino da maestri d'armi (in basi situate in Turchia ed in Giordania), insegnando loro le tecniche di guerriglia. Solo un paio di giorni prima che avvenisse l'attentato di Nizza, a fronte delle quotidiane stragi che il gruppo al Nusra infligge ai cittadini di Aleppo, la Francia ha espresso solo la condanna per le truppe governative che cercano di ricacciare i jihadisti dalla città e non ha speso una parola di cordoglio per le vittime dei terroristi. Ancora oggi, nonostante sia straconosciuto che la cosiddetta opposizione armata siriana sia composta prevalentemente da formazioni salafite, la Francia continua pervicacemente a sostenere in Siria forze la cui violenza e ideologia hanno la stessa matrice di chi colpisce sul suo territorio. La maggior parte delle forze "ribelli" sostengono la nascita di uno stato islamico basato sulla sharia e sono tra loro parimenti demoniache. Ciononostante, la Francia chiede con forza che questi gruppi partecipino ad un governo di unità nazionale e di "transizione" e che dovrebbero essere inseriti, di diritto, in un nuovo governo senza il parere dei siriani. La misura della moralità dell'establishment francese è sintetizzata dal suo ex ministro degli esteri Laurent Fabius. Nel 2012 disse pubblicamente che il gruppo terrorista Jabhat al Nusra (ramo siriano di Al Qaida), responsabile di innumerevoli ed efferati crimini in Siria, "sta facendo un buon lavoro". e che “Assad non meritava di vivere”, salvo poi nel 2015.09 <controinfo> rimangiarsi la sparacchiata che gli era pure costata una denuncia da parte di profughi siriani in Francia.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 11/01/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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2019.12.02 <acs> Ennesimo massacro anticristiano in Burkina Faso. Ma sul Corriere della Sera neanche una riga. Altri 14 nostri fratelli cristiani, tra cui diversi bambini, sono stati trucidati da fondamentalisti islamisti durante una funzione domenicale. Sono più di sessanta i cristiani uccisi dall'inizio dell'anno. ACS non si arrende al silenzio complice degli organi di stampa e continua a dar voce alla Chiesa locale che ormai da mesi continua a lanciare grida di aiuto, purtroppo inascoltate. Stamattina abbiamo intervistato monsignor Justin Kientega, vescovo di Ouahigouya, nel Nord del Burkina Faso. «noi cristiani perseguitati nell’indifferenza dell’occidente, che vende le armi ai terroristi anziché fermarli»