Trump pericoloso per la pace in Eurasia anche perché più ricattabile di Obama dai soliti potentati, ad esempio per il Russiagate

[CzzC: ad indurre le armi Usa contro Russia, oltre alle sanzioni, sarebbero gli stessi potentati, presidianti la supremazia del petroldollaro, che erano alle spalle anche di Obama, il quale però minacciò ma non colpì direttamente le forze di Damasco con atti di guerra, ancorché non dichiarata, come quelli già ripetutamente azionati da Trump: perché tale differenza?

- Perché Obama era un Nobel Pace?

- O perché la supremazia del petroldollaro si sente insidiata da Eurasia oggi più di ieri?

- O perché Obama era meno ricattabile di Trump?

Tutte concause, ma direi con peso crescente:

- per salvare la faccia del Nobel, Obama si limitò a guerreggiare in leading from behind;

- non solo per la nuova via della seta, ma anche per il no agli accordi sul clima e per la Brexit (Uk zampino Usa in Europa) stanno crescendo sinergie Europa-Asia, non tutte funzionali agli gnomi della supremazia del petroldollaro;

- prima di detronizzare Trump con impeachment, i suddetti potentati potrebbero sfruttarlo come opportunità per massimizzare il raggiungimento dell’obiettivo primario (il contrasto alle intese Europa - Asia) inducendolo a guerreggiare più di Obama contro Russia coll’illusione di smentire la fondatezza del Russiagate: un Trump che, già più impulsivo che saggio, agisse sotto ricatto, configurerebbe un serio pericolo per la pace mondiale: non sarebbe la prima volta che un potente fa scoppiare guerra fuori dai suoi confini per aggirare problemi interni.]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 19/04/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: la forza del ricatto del Russiagate potrebbe servire alla supremazia del petroldollaro anche contro la nuova via della seta?

 

2018.04.11 <money> Divampa il Russiagate: cosa rischia Donald Trump in questa indagine sui rapporti tra il Presidente e Mosca durante la scorsa campagna elettorale. [CzzC: col Russiagate, divampa anche la potenza ricattatoria del medesimo?] <fb AlbertG>: La storia si ripete: Soros e i suoi lacchè vogliono portare Trump alla guerra contro la Siria, così come costrinsero Berlusconi ad accodarsi a quella contro la Libia. Contrari entrambi, ma il Pensiero Unico Mondiale non perdona, e il sonno della ragione genera mostri. <sussidiario> Siria, Trump avverte la Russia: "Nostri Missili In Arrivo" e chiede l'appoggio di Francia, Regno Unito e Arabia Saudita per punire Assad "pronti missili intelligenti". Mosca replica: "no a twitto-diplomazia, vogliamo approcci seri". [CzzC: stasera ho visto/TG2 anche Gentiloni dare come accreditata la colpevolezza del governo siriano (“non è la prima volta che Assad ...”) prendendo come prove inconfutabili le immagini fornite dai ribelli relative al presunto attacco chimico a Duma; sussistono invece sospetti di montatura o di false flag: vedi <fb, sibialiria> e qui quanto Gian Micalessin ha raccontato qualche giorno fa] <corriere>: Toninelli (M5S): «Guerra per procura»

 

↑2017.07.01 Perché Trump vuole (o è indotto a) ribombardare Assad? Le armi chimiche sono in pretesto, come lo furono per eliminare Saddam. Il divide et impera è sempre stato usato dai potenti per consolidare o mantenere i privilegi del potere, nella fattispecie la rendita di posizione configurata dalla supremazia del petroldollaro, che gli Usa temono insidiabile da pace e sinergie in Eurasia: che rendita? Continua ...

 

↑2017.06.19 <repubblica stampa ansa post>: aerei Usa abbattono caccia di Damasco. Washington dissimula la gravità dell’atto parlando di difesa non di offesa: «Velivolo distrutto dopo che aveva colpito le forze della coalizione». Per il governo siriano si tratta di «flagrante aggressione che mostra inequivocabilmente la reale posizione degli Stati Uniti in sostegno al terrorismo" che "mina la capacità" delle forze di Damasco di combattere l'estremismo in tutto il Paese». Pericolosa escalation. Infranti gli accordi di comunicazione interforze.