Perché Trump vuole (o è indotto a) riBOMBARDARE ASSAD?

<sussidiario 2017.07.01>: paradossi e ipocrisie nelle decisioni di Trump e nella Arabia-Qatar. [CzzC: a me pare che ci siano chiavi di lettura capaci di additare un fil rouge motivazionale che renderebbe meno paradossali le indubbie ipocrisie. Contestualizzo e spiego.

- Questo articolo de Il Sussidiario riferisce di Gregorio III Laham, ex patriarca dei greco-melkiti, che, nel denunciare gli Usa da sempre miranti a dividere, prevede che non riusciranno a dividere i siriani. Purtroppo divideranno, costasse guerra con Russia e Iran, che risulterebbe più facile scatenare con Trump piuttosto che con il meno ricattabile Obama. Perché?

- Il divide et impera è sempre stato usato dai potenti per consolidare o mantenere i privilegi del potere, nella fattispecie la rendita di posizione configurata dalla supremazia del petroldollaro, che gli Usa temono insidiabile da pace e sinergie in Eurasia: che rendita?

- atteso che il Pil Usa (di ~17T$) è circa il 20% del Pil mondiale (77T$), mentre la ricchezza mondiale denominata in dollari è circa l’80% del totale mondiale (~1000T$), gli Usa possono permettersi di azionare manovre finanziarie più o meno speculative incassandone i vantaggi e spalmandone anche sul resto del mondo gli svantaggi (ad es crack finanziari, vertiginoso aumento del debito pubblico USA (+88% nell’era Obama) con stampate di miliardi di dollari, speculazione sui mercati e sui debiti pubblici altrui col cinismo modo Soros).

- Il Pil della Cina è 10T$, quello dell’Europa ex unita 18T$: prova a pensare se la via della seta piacesse anche alla Russia e si infittisse di traffico non alimentato da petroldollari, e alla ricchezza mondiale che iniziasse a preferire denominazione diversa dal dollaro, come osarono prospettare pubblicamente gli abbattuti Saddam e Gheddafi, e pure gli abbattendi Siria e Iran, guarda caso.

- Dal che sarebbe sottesa anche la motivazione del disastro Ucraina, con Nato invasiva ai confini della Russia, dal mar Baltico al Mar Nero, al Caucaso.

- Anche dalle righe de Il Sussidiario si intravede questa chiave di lettura: agli Usa interessa, adesso che l'Isis è stato quasi del tutto sconfitto, assicurarsi zone di influenza nel paese e questo potrà succedere solo con l'eliminazione di Assad, sostenuto invece dai russi.

- Le armi chimiche sono un pretesto, per il movente in parola, come lo furono per eliminare Saddam

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 18/09/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: supremazia del petroldollaro esige Usa contro Russia anti sinergie in Eurasia

 

↑2017.07.03 <sussidiario>: caos Siria: le manovre Usa per ribombardare Assad: già nel 2011 Philip Girardi (ex agente della Cia) con l’articolo "Nato vs. Syria" descriveva come la Nato fosse "già clandestinamente impegnata nel conflitto siriano, con la Turchia”.

 

↑2017.07.01 <sussidiario>: effetto Trump / Arabia Saudita e Russia, l'errore di Donald e quello dei suoi nemici La crisi nel Golfo Arabico e il "processo" a Donald Trump sono segnati da una serie di paradossi e ipocrisie che paiono essere ormai costantemente presenti nella geopolitica.

 

↑2017.06.30 E se l’accusa di pedofilia al card Pell e altro tempistico fango sul Vaticano indebolissero <sussid> la Sede morale più autorevole contraria agli scaldamissili Usa?

 

↑2017.06.29 <sussidiario>: nell'articolo del Die Welt "La linea rossa di Trump", [CzzC: perché diffuso in IT solo dal blog di Grillo?] Seymour M. Hersh il 25/06 scriveva che Trump sapeva della mancanza di prove sull’uso di gas  nell'attacco del 04/04 a Khan Sheikhoun, ma lanciò lostesso i suoi 59 missili. Le immagini pretesto erano state sponsorizzate soprattutto dai “caschi bianchi”. [CzzC: Die Welt]:

 

↑2017.06.28 Trump vuole ri-bombardare Assad <sussidiario>: Gregorio III Laham ex patriarca dei greco-melkiti: gli Usa han sempre puntato a dividere, anche la Siria, ma non ci riusciranno [CzzC: invece divideranno, costasse guerra aperta con Russia e Iran, più facile con Trump che con Obama meno ricattabile; pro solita supremazia]