modificato 17/11/2016

 

Il complesso militare-industriale Usa, più che la difesa favorisce insorgenza di guerre?

Correlati: finanza cinica e armi pro guerra anziché per tutelare la pace

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<sussidiario15/11/2016>: dagli anni 90 (guerra Balcani e Iraq) sta accadendo quanto il presidente Dwight Eisenhower aveva raccomandato di evitare nel suo discorso d'addio a fine presidenza, il 17/01/1961: "(...) Nei concili di governo, dobbiamo guardarci le spalle contro l'acquisizione di influenze (sia palesi sia occulte) che non danno garanzie, esercitate dal complesso militare-industriale. Il potenziale per l'ascesa disastrosa di poteri che scavalcano la loro sede e le loro prerogative esiste ora e persisterà in futuro. Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà o processi democratici. Non dobbiamo presumere che alcun diritto sia dato per garantito. Soltanto un popolo di cittadini allerta e consapevole può esercitare un adeguato compromesso tra l'enorme macchina industriale e militare di difesa ed i nostri metodi pacifici ed obiettivi a lungo termine in modo che sia la sicurezza che la libertà possano prosperare assieme". Purtroppo i timori di Eisenhower si sono avverati quando dopo l'11/9 una casta di proto-capitalisti ha sposato le dottrine ideologiche "neocon" più estreme ed ha favorito il livello di insicurezza globale in modo caotico ed ad hoc, a solo uso e consumo dell'enorme macchina industriale e militare di difesa. In una parola, le "guerre umanitarie" passate e quelle in corso hanno la loro ragion d'essere solo in funzione della politica interna degli Stati Uniti e, all'occasione, dei loro alleati ...

[CzzC: mi stupirei di uno stato che facesse guerre, sia pure per ingerenza umanitaria, contro gli interessi della “sua politica interna e dei suoi alleati”: insorgerebbe invece timore per i nostri interessi e per la pace quando osservassimo che gli interessi interni Usa paiono solo quelli della supremazia del petroldollaro, mentre gli alleati più influenti pare siano i turco-wahhabiti. Purtroppo dal Kosovo all’Ucraina, da Saddam a Gheddafi, dalla Siria allo Yemen, il suddetto timore parrebbe fondato. Trump cambierà davvero detta gamma di interessi? Quelli sottesi ai recenti regime changes che hanno fatto strage e diaspora di Cristiani, Yazidi, nonché di muslim che non siano filo turco-wahhabiti? Forse Trump potrebbe contare su quest’ultimi alleati meno di quanto Obama si sia fatto usare da loro, ma difficilmente Trump potrà sottrarsi alla potenza della finanza cinica che galleggia sulla supremazia del petroldollaro e che decide chi salvare o affossare a seconda che sia pro o contro tale supremazia, spostando G$ (giga dollari, miliardi di dollari) con pochi clic modo Soros o azionando missili e droni. Ricordiamo che il complesso militare-industriale è primariamente un complesso mosso da G$ e spara principalmente affinché i G$ si muovano nel mondo come vuole chi più ne dispone]

 

 

17/11
2016

il 09/11/2016 con l’elezione di Trump farebbe cadere il muro contro la Russia come il 09/11/1989 cadde quello di Berlino? <lib&pers> ci spera, io pure, ma temo che il potere della finanza cinica (supremazia del petroldollaro) e del collegato complesso militare Usa-Nato mineranno la volontà di disgelo di Trump nei confronti della Russia, posto che non venga abbattuto da impeachment <wallstreet> o in altro modo.