PER UN'ETICA CONDIVISA (da Monastero di Bose)

è possibile oggi un confronto nella mitezza sulle questioni capitali dell'etica contemporanea?

Trassi da Cooperazione tra consumatori dic2009 pag 11

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 15/08/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: moralità, dialogo, cortile dei gentili, dialogo interreligioso, fine vita umana

 

2021.08.14 <Radio3> ricorda Gino Strada. Da <radio3h8:45> traggo <mp3♫> «non sono un pacifista sono contro la guerra» e contro gli interessi economici dietro le guerre. «credo che dovrebbe essere un obbligo etico quello di smetterla con questa idea che ammazzandoci l'un l'altro si possa risolvere qualcosa». [CzzC: lo ricorderei con le parole dell'amico NC/fb: Non ho condiviso certe sue battaglie con strali ideologici spesso cavalcati da una sinistra senza idee. Ma riconosco a Gino Strada di avere speso la vita per ciò in cui credeva ed avere salvato migliaia di persone nei suoi ospedali. E a me questo basta ... Forse non è un caso che sia mancato proprio nelle stesse ore in cui la sua Kabul sta tornando in mano ai talebani. Pregherò per te Gino, oggi il mondo è più povero senza di te.]

 

↑2020.12.13 ascolto Vito Mancuso su <Rai Radio3> per la 2ª puntata del ciclo "Che cos'è un maestro. I quattro cardini della spiritualità" sulle figure di quattro maestri della spiritualità mondiale: Socrate l'educatore, Buddha il medico (oggi), Gesù il profeta, Confucio il politico. Acquisire conoscenze e motivazioni al fine di diventare sempre più consapevoli della nostra esistenza risvegliando in tal modo la nostra coscienza morale.

 

↑2009.12.21 libro di Enzo Bianchi “Per un’etica condivisa” pubblicizzato da A.Conci su Coop. tra Consumatori: dialogo fra posizioni diverse all'interno della chiesa, dialogo fra credenti di diverse fedi e fra credenti e 'laici', a partire dalle controversie su questioni bioetiche e bio-testanento. Anche Corrado Augias recensì questo libro, ma E.Bianchi su  <fc.2009.04.19> precisava amaramente: mentre riconoscevo le mie affermazioni virgolettate da Augias le vedevo interpolate con considerazioni a me estranee e con precisazioni che ne snaturavano le intenzioni. Augias non mi attribuiva frasi da me scritte, ma le sue chiose, quasi sempre laudative, allontanavano il lettore dall’humus in cui le mie affermazioni erano nate e ne facevano un’applicazione a soggetti ecclesiastici secondo i suoi giudizi e non secondo le mie intenzioni, intenzioni che una lettura maggiormente disposta all’ascolto non frammentario o preconcetto avrebbe potuto cogliere facilmente.

 

2009.12.gg traggo da Cooperazione tra consumatori dic2009 pag 11 <monasteroDiBose> Per un'etica condivisa

   "Per quanti si sono impegnati fra credenti cristiani e non cristiani, fra cattolici e 'laici', per i cattolici stessi che credono al dialogo vissuto nell'ascolto, nello sforzo di non disprezzare I'altro ma di operare con lui un confronto nella mitezza, questi ultimi tempi possono essere definiti - usando un linguaggio biblico - giorni cattivi". C'è in queste parole di Enzo Bianchi, fondatore e priore della comunità di Bose, la prospettiva di fondo di questa suo ultimo libro, che scaturisce ed è attraversato da

una domanda: è possibile oggi un confronto nella mitezza sulle questioni capitali dell'etica contemporanea?

   Le pagine di Bianchi nascono non solo dal clima di scontro che caratterizza il dibattito etico, in particolare nel nostro Paese, ma anche dall'esperienza della marginalità in cui si trova gettato colui che cerchi invece luoghi e occasioni di dialogo fra posizioni diverse, nella convinzione che la convivenza umana in una società pluralista non possa che percorrere questa strada. La preoccupazione per i "costi altissimi" di una contrapposizione fra 'etiche dei principi', per usare un'espressione di Weber, inconciliabili fra loro è giustificata: basta pensare, solo per fare un esempio, ai toni che assume il dibattito pubblico ogniqualvolta si tocchino temi di carattere bioetico.

   Ma da questa difficoltà Bianchi non ricava I'amara conclusione che ogni possibilità di dialogo sia morta. Al contrario, dal titolo (PER un'etica condivisa) fino alle conclusioni, le pagine di questa libro appaiono contrassegnate dallo sforzo di indicare prima di tutto il senso e il valore del dialogo, all'interno della chiesa, fra credenti di diverse fedi, e fra credenti e 'laici'.

   Sullo sfondo, la convinzione che la domanda antropologica fondamentale non riguarda solo gli uni o gli altri, ma riguarda tutti: "Insieme, cristiani e non cristiani, dobbiamo porci la questione antropologica: Chi e I'uomo? Dove va? Come può vivere in una società che lotta contro la barbarie a favore dell'umanizzazione?". Domande che sono rivolte a ciascuno, come di ciascuno è la responsabilità di costruire le condizioni del dialogo. A cominciare da quando, fra non molto, si affronterà il dibattito sui testamento biologico .... (A. Conci)

Enzo Bianchi, Per un'etica condivisa, Einaudi 2009