È illegale l'ANNESSIONE DI TERRITORI PALESTINESI occupati da parte di Israele o Israele annette con diritto?

secondo questo articolo, Israele ha ragioni storiche per annettere; scrivo alla redazione di nbq che risponde

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 07/07/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: autodeterminazione dei popoli; Kairos Palestine 2009 e 2014; Gerusalemme/USA, Gaza, Hamas, Danni alla pace; Boicottare Israele? Criminalizzarlo? tutti gli stati hanno l’obbligo di difendere i cittadini dal terrorismo; Sionismo influente, colonie missione divina, Sykes-Picot1916, Israele-ArabiaSaudita

 

2020.07.04 h17:06 da redazioneNBQ a CzzC, pari oggetto. [CzzC: inserisco commenti]

Credo ci sia ormai un pensiero collettivo che impedisce di comprendere concetti e realtà che non sono dentro un certo approccio ideologico.

[CzzC: se Lei alludesse anche a me impedito di comprendere come suddetto, mi permetta, Sign. RC, di palesarle

- come io riconosca in Israele l'unico stato di diritto democratico del Medio Oriente

- con che determinazione io difenda (in Parrocchia, sui media, in comitati culturali) il diritto all'esistenza dello stato di Israele decisa dall'ONU, il suo diritto a difendersi da attacchi terroristici e da chiunque minacciasse tale esistenza, il suo-nostri diritto di contestare gli sbilanciamenti di certi approcci ideologici, come quello, ad esempio, con cui l'Unesco sublimò un monopolio islamico sui luoghi sacri di Gerusalemme.

Ma ciò non significa produrre scusanti all'illegalità di quell'Israele che vorrebbe riprendersi la terra promessa come ai tempi di Giosuè].

Il tema posto da Graziano Motta nell'articolo in discussione non è quello di sostenere la bontà della politica di annessione, ma quello di svelare l'ipocrisia di chi sostiene un principio di diritto internazionale soltanto nei confronti di un paese, Israele. Nonché di spiegare la complessità di una situazione, con diversi "strati" di ingiustizia che si sono sedimentati l'uno sull'altro nel corso dei decenni. Mi spiego: quando c'è una guerra si è sempre accettato che chi perde, paga anche in territori laddove c'è stata una conquista: è stato così anche per l'Italia dopo la II Guerra mondiale, o anche per diversi paesi est-europei. Ma più nello specifico quasi tutto l'assetto dei paesi mediorientali è frutto di confini disegnati con le guerre e la decolonizzazione. Nel caso di Israele, si pretende invece il rispetto dei confini pre-guerra anche se le tre guerre combattute dal 1948 al 1973 sono state tutte dichiarate dai paesi arabi allo scopo di eliminare Israele.

[CzzC: lo stato di Israele non sarebbe nato senza la volontà di quell'ONU le cui risoluzioni disattende ripetutamente. Vorremmo far valere all'infinito il principio del bottino di guerra? Anche dopo oltre mezzo secolo dalla guerra dei 6 giorni? Partendo dal Suo approccio ideologico, Sign. RC, ritiene che nessuna guerra o azione terroristica in Medio Oriente sia stata foraggiata da Israele? Ritiene che nulla significhi al riguardo il fatto che il ministro israeliano Naftali Bennett abbia detto «Non abbiamo mai visto l'ISIS COME UNA MINACCIA esistenziale o strategica»?]

Quindi dovrebbe valere per Israele un principio che non è mai valso e non vale per tutti gli altri paesi. E' questo che andrebbe spiegato. Anche perché la comunità internazionale nello stesso tempo sta tollerando e accettando occupazioni di territori che non sono neanche l'esito di una guerra subita: vedi la Russia in Crimea e Ucraina, vedi la Cina in Tibet e Hong Kong.

[CzzC: per l'Ucraina/Donbass stiamo sanzionando la Russia; per la Cina/Tibet purtroppo vale il diritto del troppo forte, ma non escludiamo che ci siano sanzioni per come la Cina ha iniziato a vessare Hong Kong: vuole che si adottino sanzioni anche per Israele, affinché non sia asimmetrica la valenza di principio?].

A rendere la cosa più complessa è il fatto che la Cisgiordania non aveva prima dell'occupazione israeliana una sovranità riconosciuta internazionalmente: era territorio amministrato dalla Giordania, che era a sua volta una potenza occupante, mai riconosciuta a livello internazionale. Quindi, a maggior ragione: se vale l'occupazione della Giordania (che ricordiamo è stata responsabile del più grosso massacro di palestinesi mai avvenuto) perché non dovrebbe valere quella di Israele?

[CzzC: Crimea e Donbass erano territori russi che furono ceduti dai soviet all'Ucraina in cambio di servitù; quelle popolazioni russe ora vogliono tornare alla madrepatria e glielo neghiamo; siccome i Palestinesi erano servitù dei Giordani, tanto vale che lo siano anche di Israele, direbbe Lei, ma questa Sua sarebbe un'inferenza che fa a pugni con la posizione della Santa Sede su Gerusalemme: anche tale Santa, per dirla tra cattolici, sarebbe impedita a comprendere se non dentro un certo approccio ideologico? La Sua inferenza raccoglierebbe il plauso di Trump, il quale, però, non ci pare maestro di pace da quelle parti].

Dunque, nessun tifo per occupazioni e annessioni di territori da parte di Israele, ma domande scomode che richiedono risposte serie e non ideologiche.

Cordiali saluti.

RC

[CzzZ: siamo sicuri che anche la Sua eziologia non sia viziata da tifo o da domande retoriche, anziché guidata solo da serietà non ideologica nello specifico trattare le ragioni storiche dell'annessione?

Senza presunzione di saccenza, aperto alla correzione fraterna. Cordiali saluti. CzzC].

 

2020.07.04 h12:01 Da CzzC a redazioneNbq; oggetto: sorpreso per la giustificazione dell'occupazione di territori palestinesi da parte di Israele

solitamente apprezzo i vostri articoli e commenti, ma stavolta ho provato sorpresa nel leggervi sotto il titolo «Israele e Territori, ragioni storiche dell'annessione». Grazie a Dio per ora slitta l'annessione israeliana di circa il 30% della Cisgiordania, annessione che, purtroppo, ha il via libera dagli Usa, nonostante sia illegale come dichiara (ma non solo lei) la Bachelet, alto commissario Onu per i diritti umani (OHCHR), ed invece su la Nuova Bussola Quotidiana troviamo millantate basi giuridiche a sostegno di quell'annessione «Il diritto che Israele difende ha certamente basi giuridiche e una storia secolare. L'accanimento mostrato dall'Onu nei suoi confronti non ha senso».

Ho commentato anche per amici che la NBQ dovrebbe avere la correttezza di ammettere che non si tratta di diritto oggettivo, ma di diritto della forza, come quello sotteso alla occupazione cinese del Tibet, ed ora di Hong Kong. Amareggiato e deluso in questo caso.