TIBET: annessione rivendicata dalla Cina con atto di forza nel 1959: 65.000 vittime e 70.000 deportati

A parte utili riforme portate dai cinesi come l'abolizione della servitù della gleba, istituto giuridico del quale gli stessi monasteri buddisti facevano uso, la repressione cinese fu dura soprattutto dopo la grande rivolta del 1959 del popolo di Lhasa, soffocata nel sangue dalle truppe di Pechino, che provocarono circa 65.000 vittime e deportarono altre 70.000 persone, mentre il Dalai Lama fuggì in India insieme al suo governo.

<wikipedia> quando nel 1279 il mongolo Kublai Khan completò la conquista della Cina e divenne il primo sovrano della dinastia Yuan dell'Impero cinese, lasciò inalterati i sistemi di amministrazione dei paesi conquistati, ed il sistema governativo che instaurò nella nuova capitale Pechino, basato su quelli delle precedenti dinastie cinesi, non fu mai adottato in Tibet. Nel 1911 il Tibet divenne uno Stato indipendente, ma nel 1949-50 la repubblica popolare cinese invase il il territorio tibetano rivendicandone l’annessione in forza di quelle lontane appartenenze. Alcune critiche rivolte alla Cina replicano che la successiva dinastia Ming cinese (1368-1644) non ha niente a che fare con i mongoli e sarebbe quindi come se l’India rivendicasse diritti nei confronti del Myanmar perché in passato appartenente all'India britannica.

 [Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 05/01/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: autodeterminazione dei popoli, capicomunismo, libertà religiosa in Cina

 

2019.01.04 libertà religiosa in Cina <bitterwinter>: perché il PCC, dichiaratamente ateo, reclama il diritto di decidere quali lama buddhisti siano autorizzati a reincarnarsi? Un nuovo libro aiuta a capire <google>: Forgin the golden urn: The Qing Empire and the Politics of Reicarnation in Tibet

 

↑2014.09.10 Nel 1995 il regime cinese rapì e fece sparire il bambino di 6 anni Gedhun Choekyi Nyima futuro successore del Dalai Lama il quale oggi dichiara che potrebbe non essere più necessario nominare un successore. È possibile che tale prospettiva (abolire un’istituzione che sopravvive da circa 450 anni) sia l’unico modo per salvare la spiritualità tibetana dalla «crudeltà del regime comunista» che, come ricordava l’abate del monastero Tashi Lhunpo, la casa del vero Panchen Lama, «non risparmia neanche i bambini, prova evidente di come non esista libertà religiosa in Tibet». Vedi anche Buddismo.

 

↑2014.09.04 Tibet, "irriconoscibile" il Buddha vivente arrestato e torturato dopo le proteste del 2008: Phurbu Tsering Rinpoche, lama molto amato e rispettato dalla comunità buddista tibetana, è in gravi condizioni, debole ed emaciato.

 

↑2013.01.17 Perché 96 tibetani si sono dati fuoco? Leggete qui che cos’è «l’educazione patriottica» cinese. Il partito comunista in Tibet, che dal 1950 sta attuando un «genocidio culturale» (Dalai Lama dixit) e una delle più grandi azioni di violazione della libertà religiosa e di culto al mondo. È questa la sintesi del “Rapporto sulla repressione religiosa in Tibet 2012″ stilato dal Centro tibetano per la democrazia e i diritti umani.