FRANCESCO MONACO 1951 noto come FRANCO

Franco Monaco (foto su Il Margine, al Senato e alla Camera, profilo in PD .), collaboratore di Prodi, seguace di Dossetti, fu presidente dell'Azione Cattolica Ambrosiana ai tempi di Martini, perora una politica che non sia mera recitazione della dottrina sociale della Chiesa e che attinga alle acquisizioni teologiche e allo spirito del CV2° (tifa cadudem?)

<wikipedia>: laureato Scienze Politiche all'UniCatt-MI, giornalista e pubblicista (rivista Vita e pensiero, rivista del clero italiano, Ambrosius e Aggiornamenti sociali). Dal 1986 al 1992, su nomina del Cardinal Martini, è stato Presidente dell'Azione Cattolica Ambrosiana, associazione della quale è stato membro del Consiglio Nazionale fino al 1995. Dal 1993 al 1996 è stato Presidente dell'associazione Città dell’uomo, fondata da Giuseppe Lazzati. È stato stretto collaboratore di Romano Prodi con il quale ha fondato il movimento politico de I Democratici-l'Asinello.

<adista> articoli di Franco Monaco

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 14/02/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: scuola di Bologna, protestantizzazione della chiesa in ermeneutica di rottura; A.Melloni, il Margine, La Rosa bianca sinistra; Giuseppe Delfrate, cadudem

 

2021.01.29 Franco Monaco su <adista> le ragioni dei una crisi nell’eclissi di partiti. In un crescendo iperbolico, Renzi si è spinto sino a dipingere Conte come un despota, un emulo di Salvini incline a intestarsi pieni poteri ... un mese e più di bombardamento mediatico, anziché la leale discussione ai tavoli della maggioranza della quale Italia Viva faceva parte. Con lo stucchevole tormentone delle dimissioni di due ministre usate come pedine di un gioco di potere ... Pd con la sua confederazione di cordate personali, una leadership ostaggio del retaggio renziano e, conseguentemente, una linea incerta e ondivaga. [CzzC: versa mestizia e delusione sugli scudi che lo ressero in trono per decenni?]

 

↑2017.07.02 <insieme con Pisapia> Non poteva mancare Franco Monaco al kick off della casa comune del centrosinistra <ansa> “insiemecon Pisapia, Bersani, Fassina, Sinistra Italiana, A.Bonelli /Verdi, P.Civati /Possibile, M.D'Alema e M.Gotor /Mdp, Livia Turco, L.Manconi, B.Tabacci, V.Errani, G.M.Flick, G.Lerner, ... [CzzC: centrosinistra? O sinistra nostalgia del ’68 convocata per festeggiare “insieme” nel 2018 le nozze d’oro e restaurare l’art.18 dello statuto lavoratori? Non certo per rafforzare la difesa dell'art.18 della dichiarazione universale dei diritti umani e il conseguente diritto alla obiezione di coscienza e alla libertà di educazione, che troppi di quei sinistri a mirerebbero a soffocare]

 

↑2015.08.07 <legnan> L'On. Franco Monaco: le minoranze interne al Pd non possono reiterare la prassi di distinguersi sistematicamente in parlamento su tutti i provvedimenti che contano ... Talvolta ho come l’impressione che, al fondo di tale contraddizione, stia per paradosso proprio la cultura comunista del partito come casa, chiesa, mamma … Più precisamente la convinzione - forse un riflesso condizionato inconsapevole - che il Pd sia la propria casa, solo al momento occupata dall’usurpatore Renzi, di cui tuttavia prima o poi ci si sbarazzerà. Costi quel che costi. Riappropriandosi della casa … di proprietà..

 

↑2013.12.03 Letture: Prodi tiene “lectio magistralis” in laurea honoris causa presso la gesuitica Università Gregoriana, dal che Monaco legge soddisfatto una riabilitazione del cattolico adulto con lo spirito del CV2° legge un Papa Francesco quasi tifoso dei conciliaristi di rottura: la sua lettura partitica della Chiesa lo frena a capire che reformanda est in et-et più che out-out, alla maniera dei Santi più che dei teoglib.

 

↑2012.04.06 Traggo da <Tempi.it> Franco Monaco scomunica (disGrazia) Formigoni e il movimento ecclesiale cui questi appartiene. Nell’l’intervista inquisitoria rilasciata a Repubblica (2012.03.31) il senatore PD, ex presidente di Azione Cattolica della Lombardia, si scaglia furibondo contro Roberto Formigoni, definendolo come il vertice di un potere «pervasivo», «malato», «sfrontato», di «ottusa protervia», «degenerazione di un certo cattolicesimo», «ostentazione delle insegne religiose», «machiavellismo». E per disGraziare anche il movimento ecclesiale cui Formigoni appartiene, si appella al cardinal Martini così: «penso al monito di Martini: “Quando nei movimenti prevalgono le dinamiche del potere e del profitto la Grazia può andare perduta”. Purtroppo nella Chiesa italiana non si è stati altrettanto vigili e solleciti nel discernere, vigilare e contrastare tali degenerazioni».

 

↑2011.10.20 Todi, problemi e prospettive: 3 contrassegni, 3 DISTINZIONI fondamentali, mentre «si richiede l’elaborazione di un pensiero e di una proposta politica per il paese, che è cosa affatto diversa dalla mera recitazione della dottrina sociale della Chiesa ...  mettere in circolo di energie nuove, il cui apporto sarà tanto più fecondo quanto più saprà svilupparsi nel solco delle acquisizioni teologiche del Concilio e della più genuina tradizione del cattolicesimo democratico e sociale». E Giuseppe Delfrate gli si accoda con ben due fragorosi applausi in meno di un’ora blog.