modificato 10/11/2017

 

Odifreddi: il buddismo non ha concetto di anima, appare più vicino alla scienza del cristianesimo

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<youtube 22/04/2015>: Odifreddi: Scienza, Buddismo, Verità: il buddismo sarebbe simile alla psicanalisi, parte da un assioma che la vita è sofferenza, mentre per me non è tragica: le problematiche esistenziali sul senso della vita sono tipiche dell’adolescenza, e la religione è un tentativo di risposta a domande infantili; e fa battuta sul card Ratzinger che per forza morirà da cristiano e battuta sul discorso di Ratisbona dove Ratzinger avrebbe osato parlare di ragione: io sono seccato di questa invasione di campo ... invece il buddismo da questo punto di vista è differente: non appare come religione, non ha concetto di anima, appare più vicino alla scienza proprio come sua struttura.

[CzzC: non credi, caro Odifreddi, di far banali riduzioni utili più ad allenare gli studenti alle risatine ironiche cattofobiche che ad allenare l’uso della ragione? Questa ti additerebbe una elementare contraddizione: se è vero che l’anima non è un concetto scientifico, e che dunque chi non avesse un concetto di anima apparirebbe più vicino alla scienza di chi ammettesse l’anima, è ancora più scientifico il fatto che un cadavere decomposto o cremato non può reincarnarsi in un altro animale, dunque la ragione direbbe che negare una forma di trascendenza, come potrebbe essere l’anima, escluderebbe la possibilità della reincarnazione buddista ben più di quanto possa escludere la possibilità della resurrezione cristiana: a fungere di essere razionali contro i cattolici si può finire per risultare irragionevoli]

 

 

10/11
2017

<F.Agnoli>: ogni tentativo di cancellare Dio sta insieme a quello di umiliare l'uomo, facendone una "scimmia nuda" ... un figlio del caso sperduto nell'universo ... Ma la natura dell'uomo non è solo quella della materia che lo costituisce [CzzC: già la vita è ben più degli atomi, ancorché l’essere vivente sia composto dagli stessi della materia non vivente; ma ancor più vale il discernimento tra uomo e bestia, radicato nella trascendenza dell’ Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, rispetto al quale siamo fatti ad immagine e somiglianza, a differenza delle bestie, checché ne dicano Odifreddi o certa teologia]