INNO DI DON CRISTELLI ALLA DISOBBEDIENZA

Già don Milani diceva che l'obbedienza non è una virtù, nemmeno i Gesuiti teorizzano più l'obbedienza a corpo morto. Io preferisco dire che anche l'obbedienza deve essere intelligente. Le questioni? Comunione ai divorziati risposati, preti sposati, donne prete, gestione collegiale della Chiesa.

Traggo dal settimanale diocesano Vita Trentina #34 04/09/2011 pag 38 (poi, il 15/09, leggo su VT#36 che anche altri lettori hanno preso fermamente distanza da questo inno alla disubbidienza, mentre Grigolli applaudiva e rincarava.

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[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 24/04/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: virtù della disobbedienza, L3

 

↑2013.01.07 traggo da il processo all’Isolotto del 1971.07: parlando delle difficoltà della Chiesa il cardinale Daniélou diceva che vi è oggi nella Chiesa un problema dell’autorità e dell’obbedienza: .... il laicato non è semplicemente il gregge che ubbidisce, come si diceva una volta, ma è la parte più viva e attiva della vita della Chiesa.. . [CzzC: parrebbe quasi un Leitmotiv L3, ma il cardinale che scriveva così allora, avrebbe di che ricredersi oggi, osservando

- come il clima del '68, ispiratore di queste profetiche aperture, abbia fatto vittime innocenti più di quanto abbia guarito infermi

- come i più dissenzienti verso il Magistero petrino

  - siano oggi i più acquiescenti verso gli attacchi della cultura dominante alla libertà religiosa e al diritto all’obiezione di coscienza (cfr Papa discorso oggi al Corpo diplomatico)

  - e sentano le parole “valori non negoziabili” o “radici cristiane” come lo strido del gesso sulla lavagna.

Continua qui su Daniélou]

 

↑2011.09.28 Gran chiasso di grigi 68ttini teogliboni nella sala Depero della PAT davanti ai Missionari dell'America Latina; successivamente partecipai anch'io ad un'analoga conferenza e trovai interessante osservare come il moderatore fornisse il “la” alla relatrice Teoglib, centrata tra i Vescovi missionari sul palco e cercasse in più riprese di indurre i Vescovi ad ammettere che la loro comunicazione locale era poco efficace, lontana dalla realtà. Oltre alle chiare smentite, obiettive e non vanesie, addotte dai Vescovi, uno di loro ad un certo punto mise alla teoglibona (tifosa di virtuosa disobbedienza al Magistero) dei puntini sulle “i tanto brillanti che il moderatore le lanciò un’occhiata perché non reagisse: mi parve di sentire odore di ferodi e pneumatici abrasi.

 

↑2011.09.15 don Cristelli su VT: ... per la carenza di clero ... vogliono che anche laici competenti possano pronunciare le omelie ... propongono che a capo delle parrocchie ci sia un presidente laico, uomo o donna; auspicano infine l'ammissione al SACERDOZIO di uomini SPOSATI, ma anche di DONNE.

 

↑2011.09.04 traggo dal settimanale diocesano Vita Trentina #34 04/09/2011 pag 38 «Le questioni agitate sono quelle della COMUNIONE ai divorziati risposati … e della gestione collegiale della Chiesa». Poi, il 15/09, leggo su VT#36 che anche altri lettori hanno preso fermamente distanza da questo inno di don Cristelli alla disobbedienza, mentre Grigolli applaudiva e rincarava. Continua qui con primato coscienza individuale, Pfarrer Initiative. [CzzC: il 11/11/2012 il Cardinal Schönborn in merito precisava: chi dichiara di disubbidire non può assumere incarichi di rilievo]

 

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SEGUITO DEL SOMMARIO

Traggo dal settimanale diocesano Vita Trentina #34 04/09/2011 pag 38 (poi, il 15/09, leggo su VT#36 che anche altri lettori hanno preso fermamente distanza da questo inno alla disubbidienza, mentre Grigolli applaudiva rincarava.

Anche l'obbedienza  deve essere intelligente

Articolo di Vittorio Cristelli [CzzC: setacente don. Preciso agli amici del gruppo rassegna stampa che, come ho esplicitato nell’agreements/intendiamoci del sito (quando mi capitasse di commentare in maniera dissenziente testi o parole scritti o pronunciate da un sacerdote, per fraterna cristiana trasparenza comunico il tutto all’interessato), questi miei commenti ho comunicato a don Cristelli via posta cartacea R.AR ].

   E’ normale, anzi è segno di presenza viva, se anche la Chiesa risente dei movimenti che nascono e si fanno sentire nella società. Solo i conservatori imbalsamati possono gridare allo scandalo [CzzC: l’aquila(*) può ferire con termini ferali chi non s’adegua alle sue alte vedute].

   E' un fatto per cui si è scritto "primavera dei giovani arabi" quello che si è verificato nel Maghreb e che sta spazzando via tutti i dittatori che hanno dominato sull'Africa che si affaccia sul Mediterraneo. Due eventi politici all'insegna della partecipazione dal basso hanno contrassegnato anche l'Italia: le elezioni amministrative e i referendum. Preceduti dal movimento delle donne con il loro slogan "Se non ora, quando?': Ma anche nella Chiesa italiana [CzzC: don Vittorio ricorre al trucco dialettico N.12 di Schopenhauer, per accostare metaforicamente l’autorità gerarchica della Chiesa agli odiati dittatori, trascinando l’antipatia per gli uni verso l’altra] sta crescendo e facendosi presente la cosiddetta "Chiesa del disagio" [CzzC: i conciliaristi di rottura, per i quali il V.C. se-tacente don è una vera aquila, non amano definirsi tali, ma “chiesa del disagio”]. E' tutto un ribollire che si collega e si nutre con i contatti su Internet e poi sfocia in piazza e si fa presente anche nelle urne elettorali.

   Quella che ha destato meraviglia recentemente è stata la comparsa di movimenti contestatori alla grande manifestazione della Giornata mondiale della gioventù a Madrid, presente il Papa Benedetto XVI. Erano i cosiddetti "indignados', che criticavano sì le spese per quella grande kermesse - e di questo hanno scritto prevalentemente i giornali [CzzC: come dire “e questo è evidente, ma c’è di meglio/peggio che la mia vista d’aquila ha saputo cogliere”], ma gli "indignados" entravano anche nel modo di gestire la Chiesa oggi [CzzC: primo “gestore” della Chiesa è il Papa, sottinteso]. Un cartello issato nelle dimostrazioni diceva: "Chiudere il Vaticano, Guantanamo dei cervelli".  E si ha notizia  che anche 120 preti spagnoli si sono fatti presenti con un loro manifesto in cui ribadivano l'evangelico "Non si possono servire due padroni: Dio e Mammona" [CzzC: par sottintendere “doverosa precisazione”]. Ora si profila e si attende la visita ufficiale del Papa alla Germania, sua terra natale, che si svolgerà dal 22 al 25 settembre [CzzC: par dire “se non vi basta la mia vista d’aquila sulla GMG, ecco come vedo anche il futuro che s’indigna contro ‘sti servi di Mammona”]. Si annunciano già cortei che chiedono la riforma della Chiesa. Come scrive il quotidiano Der Spiegel sul suo sito on-line, manifestazioni si preannunciano a Berlino, Friburgo ed Erfurt. Le questioni agitate sono quelle della comunione ai divorziati risposati, dei preti gay, ma anche della gestione collegiale della Chiesa. [CzzC: l’aquila sa di farsi porta-fischi di migliaia di suoi fans diocesani: i sedicenti catt-adulto-democratici denunciano mancanza di democrazia nel «modo di gestire la chiesa oggi», vogliono più democrazia, ammiccando i Luterani (anche a costo di eleggere una papessa cui poi la Polizei ritirò la patente per guida in stato di ebbrezza, perché - come dicono i Valdesi a Radio1 la domenica mattina - anche l’elezione di un vescovo gay è segno di quella libertà di coscienza che altri dalle nostre parti negano]. C'è già chi chiede la repressione anche col pretesto dell'ordine pubblico, ma c'è anche chi, come l'arcivescovo di Friburgo, Robert Zoellitsch, dichiara: "Viviamo in una società pluralistica e La Chiesa deve accettare proteste, se pacifiche e civili”.

   Ma la situazione più esplosiva è segnalata in Austria, dove è già apparso un manifesto chiamato "Pfarrer Initiative" perché appunto firmato da 300 parroci. Chiedono parecchie cose, tra le quali la comunione ai cristiani di buona volontà, anche se divorziati; rifiutano la condizione di "preti volanti' costretti cioè a celebrare più messe per la carenza di clero; chiedono che anche le celebrazioni della Parola presiedute da laici - uomini o donne - siano considerate "domenicali", adatte cioè ad adempiere il precetto festivo; vogliono che anche laici competenti possano pronunciare le omelie nelle messe [CzzC: stessa pretesa che un gettonato catechista locale sostiene strenuamente, tanto che dovetti fare una ricerca per documentarmi in merito]; propongono che a capo delle parrocchie ci sia un presidente laico, uomo o donna; auspicano infine l'ammissione al sacerdozio di uomini sposati, ma anche di donne.

[CzzC: vedi cosa dice in merito alla "Pfarrer Initiative" il cardinal Christoph Schönborn l’anno seguente dopo il Sinodo: Molti massmedia estremizzano le loro proposte e proteste, dando loro un’importanza sproporzionata rispetto a ciò che succede”. I problemi sollevati sono problemi veri. Devo dire che noi vescovi condividiamo le loro preoccupazioni; però non siamo d’accordo con le soluzioni indicate dai sacerdoti protestatari ... “Il beato papa Giovanni Paolo II ha detto chiaramente che per la Chiesa l’accesso delle donne al sacerdozio è escluso. Non vale la pena di discutere su questo;... “Monsignor Schüller può dire quello che vuole ...se ad esempio qualcuno ha dichiarato esplicitamente di disobbedire alla Chiesa, come è per i firmatari dell’ ’Appello alla disobbedienza’ del giugno 2011, non potrà assumere incarichi di rilievo all’interno delle nostre strutture]

   Questo manifesto è stato definito "appello alla disobbedienza" Attenzione però alle parole che possono diventare pietre [CzzC: non pare inesperto in questa trasformazione]. Che ci sia bisogno di una riforma nella Chiesa l'ha detto già il card. Martini. Ma anche Papa Wojtyla ha segnalato l'esigenza di studiare un nuovo modo di esercitare il primato pontificio [CzzC: che in merito il card. Martini la pensi come la nostra aquila non  mi stupirebbe, visto che curò la prefazione al libro con cui Mancuso mette in dubbio la funzione soterica della risurrezione di Cristo (da noi a Rovereto, ben pagato con soldi diocesani, Mancuso spiegò che se nei Vangeli la funzione soterica della Risurrezione appare chiara è perché quei passaggi furono aggiunta più tardi rispetto ai testi originali che invece concepivano la Risurrezione solo come il più grande miracolo di Cristo); ma che don Cristelli tiri il bastone di Papa Giovanni Paolo II a dargli ragione in questi termini … capiremo l’esito nell’al di là]. E c'è sullo sfondo un Concilio non ancora attuato. [CzzC: forse è vero se don Vittorio intende la mancata attuazione secondo l’ermeneutica di rottura ben descritta dal Papa, ma in tal caso intenderei in attuazione di una distorsione partitica]. A parte che già don Milani diceva che l'obbedienza non è una virtù, nemmeno i gesuiti teorizzano più l'obbedienza "perinde ac cadaver" cioè a corpo morto. Io preferisco dire che anche l'obbedienza deve essere intelligente. E termino con un ricordo personale. Ad un prete amico che eseguiva pedissequamente gli ordini della curia e avrebbe pure leccato la terra se glielo avesse chiesto il vescovo, io mi sono permesso di dire: "Tu sei disobbediente". Al che ha reagito con forza. E allora ho specificato dicendo che era disobbediente perché metteva a disposizione della Chiesa tutto, tranne la sua intelligenza. Ed è finita che un giorno quel prete, privato senza preavviso di ogni incaricato, venne a cercarmi per dirmi: "Avevi ragione tu”. [CzzC: stesse argomentazioni usò un Parroco (fan dell’aquilato) quando gli chiesi «perché avesse invitato Mancuso a sostenere le tesi di cui sopra, per le quali dovette scomodarsi a contraddirlo il pur solitamente pacato Enzo Bianchi», mi scrisse «perché abbiamo invitato Mancuso è presto spiegato: perché siamo persone che accettano il dialogo e il confronto, siamo libere di cuore e di pensiero e non abbiamo venduto ammasso il cervello a nessuno». Chi era che diceva di stare attenti ad usare le parole/pietre? Riconosco peraltro che don Cristelli è molto più moderato del confratello don Giorgio, prete di quella chiesa che Cristelli definisce amorevolmente “del disagio”: se non lo conosceste potreste leggere qui un esempio di come strapazza i confratelli e la “Gerarchia”]

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(*) In novembre 2010 fu insignito con l’aquila di S. Venceslao dal Sindaco di Trento, plaudente la partitica dominante in Trentino e la cattolicità più adulta e democratica