Dopo il CRISTELLIANO INNO ALLA DISOBBEDIENZA su VT lessi parere di lettori che se ne discostavano

ne raccolgo alcuni qui di seguito, mentre Grigolli applaudiva rincarava

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 18/02/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: Leitmotiv L3; Cristelli inneggia la disobbedienza, progressismo adolescenziale, Gallo, Farinella, noi siamo chiesa

 

15/09/2011 trassi dal settimanale diocesano VT#36 del 18/09/2011 pag.38-39

 

12 Set 2011  Pag 38: Dialogo aperto

Fuori dell'orizzonte ecclesiale

   Sono sorpreso e dispiaciuto per le prese di posizione di don Cristelli in “Anche l’obbedienza dev’essere intelligente”. Sono evidentemente posizioni gravemente in contrasto con il Magistero della Chiesa.

   Sono sorpreso e dispiaciuto per le prese di posizione di don Cristelli in “Anche l’obbedienza dev’essere intelligente”. Sono evidentemente posizioni gravemente in contrasto con il Magistero della Chiesa. Il modo di ragionare di don Cristelli è veramente al di fuori dell’orizzonte ecclesiale e mi chiedo se un settimanale cattolico può dare spazio a questo tipo di argomentazioni...

   Poiché crediamo tutti nella forza del dialogo e della verità, non sarebbe perlomeno necessario esporre ora ai lettori di Vita Trentina, in modo coerente ed essenziale, il pensiero della Chiesa su questi temi?

   Fabio Bertamini

 

12 Set 2011  Pag 39: Dialogo aperto

Cristelli, critiche sterili

   Manifesto il mio disappunto totale per l'intervento di don Cristelli su VT del 04.09.2011. Mi chiedo come un tale articolo, in contrasto con il Magistero della Chiesa, possa trovare spazio su un giornale cattolico, perlopiù espressione di una diocesi.

   Leggo spesso il vostro giornale. Con la presente manifesto il mio disappunto totale per l'intervento di don Cristelli su VT del 04.09.2011. Mi chiedo come un tale articolo, in contrasto con il Magistero della Chiesa, possa trovare spazio su un giornale cattolico, perlopiù espressione di una diocesi. Sono sotto gli occhi di tutti i risultati ottenuti da parte protestante che ha dato spazio a questi "aggiornamenti" e non mi pare siano certamente buoni.

   Colgo l'occasione per proporre al vostro giornale di pubblicare ogni settimana il testo dell'udienza generale del Santo Padre, riflessioni di profonda spiritualità che potrebbero senz'altro essere utili per una crescita cristiana, anziché dar spazio a critiche sterili che di certo non accrescono in chi legge il rispetto nei confronti della Sede apostolica e anche delle autorità diocesane.

   Ringrazio per l'attenzione prestatami e porgo i migliori auguri di un buon prosieguo di attività.

   Damiano Simoncelli

 

14 Set 2011 Pag 39: Dialogo aperto

Obbedienza intelligente, risponde don Cristelli per ambedue le lettere surriportate

   La mia affermazione che anche l'obbedienza deve essere intelligente sarebbe in contrasto con il Magistero della Chiesa. Ricordo solo che la fede è “rationabile obsequium”. Ossequio sì e quindi obbedienza, ma ragionevole, cioè intelligente. Segnalare posizioni diverse dentro la Chiesa non significa condividerle, ma farne appunto oggetto di dialogo, non foss'altro perché significano sofferenza e il Magistero è attento a chi soffre. Lascio infine a voi giudicare se non sia più offensivo nei confronti del Magistero l'ossequio di chi rinuncia anche a pensare.

 

22 Set 2011 pag 38 Dialogo aperto

Grigolli difende Cristelli dopo aver sciorinato un po’ di insulti e un po’ di profezie come questi/e:

- «MEDIOCRI CORTIGIANI, compresi taluni altolocati “romani”, di qua e di là dal Colonnato»

- «occorre una riconversione culturale, insieme filosofica e teologica, perché solo a quel patto la direzione intrapresa dal CONCILIO può essere realmente portata avanti e non sopita, non TRADITA»;

- occorre azionare «la consulta diocesana dei laici...  autoritativamente “frenati”, talvolta “barricati”, tra direttive imperniate su valori cosiddetti “NON NEGOZIABILI”»

Ciò premesso, conclude in soccorso “com-passio-nevole” di Cristelli amico “idem velle atque idem nolle”, proclamandosi al suo fianco parimenti ferito dalle stilettate di quelli che non la pensano come loro due sull’obbedienza (ahi che male, le correzioni fraterne che ricevono lor due grandi soloni sarebbero stilettate dolorose, i dissensi e gli insulti che esprimono lor due no, sarebbero carezzine morbidine, pertinenti profezie) «dico qui anche a rischio di stilettate di qualche lettore, ultimamente destinatario VITTORIO CRISTELLI, rispetto a qualche sua personale e PERTINENTE “VEDUTA”, espressa sul settimanale». A proposito del termine VEDUTA/E, Grigolli è quello che alla vigilia dell’assemblea pastorale diocesana del 2009 scriveva così