modificato 2014-11-14

 

Antonio Socci accusa ancora Bergoglio di silenzio sui cristiani perseguitati

 

Precedenti: Antonio Socci, dissenso contro Fr1, cristiani perseguitati

 

 

Pagina senza pretesa di esaustività o di imparzialità: sono mie(CzzC) le frasi blu, i links e le domande(1) all’autore; inserisco corsivo, grassetto, colore per immediatezza di riferimento.

 

Caro Antonio, è con dispiacere che ti leggo svilire l’azione del Papa in difesa dei cristiani perseguitati accusandolo di silenzio e di indifferenza: qui di seguito ti porrei alcune domande(1) in aiuto al discernimento del tuo pregiudizio.

 

 

09/11/2014 dal blog di Socci

commento e domando all’autore

BERGOGLIO LOTTA COL LEONCAVALLO E CON TONI NEGRI. E TACE SUI CRISTIANI BRUCIATI IN PAKISTAN. E SUGLI ALTRI CRISTIANI MARTIRI DELL’ISLAM, DEL COMUNISMO E DI ALTRI PERSECUTORI.

Shahzad Masih aveva 28 anni e sua moglie Shama, 25 ...  torturati per due giorni, linciati da una folla inferocita e alla fine gettati in una fornace e bruciati.

Questi macelli non sono rari. E’ un orrore continuo che i cristiani subiscono da una popolazione e da uno stato che quotidianamente li umilia e li tiene sotto minaccia di morte (con la famigerata legge sulla blasfemia) ...

INDIFFERENZA

Qualcuno ha accusato l’opinione pubblica di essere rimasta più scandalizzata per l’inchiesta di “Report” sulle oche spennate ... e per  l’orsa in Trentino, mentre passò quasi inosservata, nelle stesse ore, l’uccisione di tre suore italiane in un paese africano.

Tuttavia c’è chi ha replicato che lo stesso papa Bergoglio, pur intervenendo ogni giorno e più volte, ha taciuto su questa tragedia.

Se lui è il primo a non parlare di questi orrori (preferisce pontificare sui pettegolezzi nelle parrocchie, questione a cui ha dedicato decine di omelie), non si può accusare il mondo di insensibilità.

Caro Antonio, ci spiace a vederti quasi compiaciuto a raccogliere testimonianze a sostegno della tua tesi in titolo e per servirla addirittura come alibi all’indifferenza con cui la cultura dominante contempla i cristiani perseguitati. Siccome ti sono ancora grato per le testimonianze di fede che (prima che ti vedessi prendere la piega anti Bergoglio) ascoltai da tue parole e lessi da tuoi libri, anche in affezione alla Madonna, mi premi e, dunque, ti chiederei per favore di riflettere maggiormente su alcune condizioni al contorno dei fatti che interpreti accusando il Papa di inadempienza e di negligente silenzio.

 

In effetti Bergoglio non ha mai voluto dire una parola neanche in difesa della povera Asia Bibi, madre poverissima di quattro figli che da cinque anni è chiusa in una lurida prigione dove viene sottoposta a torture indicibili e che è stata condannata a morte per impiccagione solo perché cristiana.

La povera donna scrisse al Papa, ma invano. Neanche la conferma della sua condanna a morte in corte d’appello nei giorni scorsi ha smosso Bergoglio, che è sempre molto timido e reticente quando si tratta dei musulmani.

E’ dovuto intervenire, tre giorni fa, impietosito, Kirill, il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, per chiedere formalmente al Presidente del Pakistan, a nome della Chiesa ortodossa, la grazia per la cattolica Asia Bibi. Ma papa Bergoglio no.

Caro Socci, ti chiederei_#1 se davvero pensi che Papa Francesco sia rimasto indifferente alla lettera di Asia Bibi: forse il tuo carattere impulsivo ti impedisce di comprendere quanto siano complesse e ferali le forze in gioco sulla questione blasfemia in Pakistan, tanto che il pronunciare da parte del Papa il nome di Asia Bibi potrebbe aumentare per reazione il rischio della sua soppressione in carcere, come è già avvenuto colà per altri condannati di blasfemia: lo sai che al condannato a morte Mumtaz Qadri omicida reo confesso del Ministro che difese Asia Bibi, è stata intitolata una moschea? Anche il silenzio di Pio XII sugli ebrei deportati dai nazifascisti, fu accusato di indifferenza, mentre ben sai che fu provvido per evitare il peggio: conosci la virtù della prudenza?

 

Del resto tacque ostinatamente anche sul caso di Meriam in Sudan. Come sui tanti cristiani che in Pakistan vivono la stessa tragedia di Asia Bibi. E sulle violenze e gli abusi subiti soprattutto dalle ragazze cristiane.

Nelle omelie quotidiane di Santa Marta Bergoglio si dedica piuttosto a randellare coloro che considera “conservatori” (che sono poi maggioranza, come si è visto al Sinodo). E assesta colpi pesanti e continui sui cristiani in generale da lui dipinti ogni giorno come ricettacolo di tutti i difetti.

Eppure sono quegli stessi cristiani che egli, come pastore, dovrebbe difendere e confortare. Gli stessi cristiani che ad ogni latitudine subiscono, sotto ogni potere e ogni ideologia, persecuzioni, martirio e odio.

Caro Socci, ti chiederei_#2 se sei così scarso di conoscenza sulle dinamiche dei rapporti internazionali con i regimi della sharia, da ritenere che il Papa avrebbe potuto abbracciare Meriam ben prima, se ne avesse esplicitamente chiesto la liberazione; credo che tu non sia così ingenuo e che converresti che una richiesta nominativa del Papa, capo della religione contestata dal verdetto di apostasia, avrebbe fatto significare cedimento a lui da parte dei giudici, e dunque, avrebbe ostacolato la trattativa diplomatica che fece graziare Meriam forse proprio perché la grazia poté apparire concessa  per intercessione di stati laici come US o UK e non come cedimento al Papa.

 

... E’ la stessa storia dell’estate scorsa, davanti ai massacri dell’Isis. Il Papa non solo fu reticente, ma quando alla fine fu interpellato direttamente sul volo di ritorno dalla Corea volle sottolineare che non si dovevano usare la forza e i bombardamenti per difendere gli inermi minacciati di massacro dai criminali. ...

 

Caro Socci, ti chiederei_#3 se riguardo al fermare l’aggressore ma no bombardare hai colto l’invito che ti feci in  agosto a rileggere intero l’appello del Papa contenente quel «sottolineo il verbo “fermare”, non dico bombardare, fare la guerra, ma fermarlo», per cogliervi l’accortezza di prevenire che il suo appello venisse usato a pretesto per eccessi di bombardamenti di cui US e complici hanno già osato abusare pro interessi di petroldollari col pretesto dell’ingerenza umanitaria(2): mi pare che, col non bombardare, il Papa abbia lanciato un messaggio a orecchie ben precise, acuto fino a ricorrere ad ossimoro, pur di non offrire ai jihadisti il pretesto di una guerra di religione invocata dal Papa.

 

Certo Francesco ha parlato diverse volte delle persecuzioni. Vero. Ma sempre genericamente, ripetendo la stessa frase: “ci sono più martiri oggi che nei primi secoli”.

Mai però è intervenuto sui casi specifici o per fermare i massacri, mai ha condannato i carnefici chiamandoli per nome, mai ha attivato canali di intervento, mai ha nominato l’Islam o il comunismo, mai ha coinvolto la Chiesa.

Sembra non voglia pestare i piedi ai persecutori. Dei musulmani parla sempre come fraterni interlocutori a cui inviare gli auguri per il Ramadan.

 

Caro Socci, ti chiederei_#4 se hai fregola di guerra santa contro l’islam, e se ce l’hai col Papa perché non la invoca e si limita a denunciare le violazioni dei diritti umani, da difendere con intervento di potenze che possono usare anche la forza delle armi nell’ambito del diritto internazionale(2); non credo che tu sia tanto ingenuo da ignorare che abbiamo fior fior di associazioni sedicenti cattoliche che non solo, come me, evitano di parlare di guerra di religione sapendo quanti milioni di buoni islamici siano afflitti come noi per le efferatezze dell’Isis infanganti l’islam, ma queste associazioni politically correct si prodigano (vedi qui esempio) perché non venga usato il termine persecuzione nel discutere il problema dei cristiani in Medio Oriente. Il Papa usa il termine persecuzione, eccome!

 

Anche sul comunismo (il più sanguinario esperimento anticristiano della storia) dribbla le domande dicendo sempre che ha conosciuto militanti comunisti in Argentina che erano brave persone. “Chi sono io per giudicare?”.

Caro Socci, ti chiederei_#5 se tu non  hai mai conosciuto militanti comunisti che erano brave persone (io sì) e se a loro preferiresti il regime che a quei militanti comunisti argentini ha strappato e venduto i neonati prima di ammazzarne le madri.

 

Sfodera toni infuocati (e giudica) solo quando si scaglia contro il “liberismo selvaggio”.

Caro Socci, ti chiederei_#6 se anche a te non paresse che oggi, ben più del comunismo latino-americano, sia il “liberismo selvaggio” dei potentati a fare strame della civiltà cristiana e della qualità della nostra vita sostituendo la forza del diritto di molti impoveriti col diritto della forza di pochi nababbi. Ti chiederei_#7 se sei ancora così fissato da non aver capito che i cristiani non sono perseguitati dal buon popolino islamico (che è anche corso a difenderli), ma sono stati gli inciuci del liberismo selvaggio Us-Uk coi petroldollari dei filo wahhabiti ad abbattere i regimi mediorientali che più tolleravano la presenza cristiana (Saddam, Gheddafi, Assad)

 

Il 28 ottobre ha ospitato in Vaticano vari movimenti noglobal, compreso il Leoncavallo e ha scagliato fulmini. Tanto che Fausto Bertinotti ha subito indicato in lui – venerdì sera, a Tg3 notte – il vero “rivoluzionario” del momento. Bertinotti ha sottolineato che Bergoglio in quell’incontro – dove non ha fatto mai l’annuncio della salvezza di Cristo – “ha ripetuto una parola che nessun papa aveva pronunciato: lotta”.

In effetti Sandro Magister ha notato: “ciò che più colpisce di questo discorso è la sua stupefacente somiglianza con le teorie sostenute dal filosofo Toni Negri e dal suo discepolo Michael Hardt in un libro del 2002 che ha fatto epoca: ‘Impero’ ”.

La deriva noglobal insieme al disastro dottrinale tentato al Sinodo (che sarà compiuto al prossimo Sinodo) e a un governo della Chiesa fatto di defenestrazioni e “purghe” di chi è fedele alla tradizione cattolica, pongono oggi la Chiesa in una situazione tragica.

Non si tratta solo delle persecuzioni. C’è buio a Roma.

Ritengo che i noglobal e Leoncavallo non siano i modelli più opportuni per perseguire il vero bene comune, ma ti chiederei_#8 se ritieni che, almeno in  alcuni loro ideali, se non nei metodi, non ci sia nulla da spartire con quelli cristiani, quantomeno nella sensibilità verso i più poveri; forse confondi i noglobal con gli anarchici che sono di matrice filomassonica anticlericale. Ti suggerirei un po’ di allenamento al discernimento e alla ponderazione di più condizioni al contorno degli scenari che a mio avviso analizzi con ottica troppo ristretta per consentirti una diagnosi adeguata a suggerire opportune terapie.

E se un po’ di buio ci fosse anche in casa tua?

 

(1) Commenti e domande configurano un tentativo di correzione fraterna con questi intendimenti

 

(2) il principio dell’ingerenza umanitaria ha riperimetrato il concetto di guerra giusta anche nell’accezione cristiana, per la quale la guerra non sarebbe mai giusta salvo che non si tratti, invece, di legittima immediata difesa, (mai più la guerra hanno gridato tutti gli ultimi papi): con tale principio passerebbe per giusta anche una guerra preventiva dell’estendersi di massacri o invasiva di uno stato che impedisse il soccorso delle vittime, decisa dalle convenzioni internazionali perché (e purché), come ha precisato il Papa, una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto