Samuel(l)e Daves aggettiva come incivili e barbari i Trentini che non assecondano il disegno di legge #2/2014 sull’omofobia

Leggo quanto in titolo da L’Adige 02/10/2014 pag 1 e 46 e, anche se non ti conosco personalmente, caro/a Samuel(l)e, permettimi di dirti che mi spiace per la tua tristezza, abbi la mia solidarietà; ma ti inviterei a discernere, ipotizzando, ad esempio, che le persone da te aggettivate come incivili potrebbero non avere alcunché contro di te, ma avere a cuore gli Art.18, 19 e 26.3 della dichiarazione universale dei diritti umani, dissentendo dagli scardinatori che vorrebbero sostituire le parole mamma e papà con genitore1e2.

Tieniti stretto a chi ti vuol bene e alla Madonna (della quale qui ti leggo essere devoto); abbiamo tanta strada da percorrere assieme per il vero bene comune e convengo con te che sia tanta l’ipocrisia da scansare nello spirito del mondo, ma da temere non sarebbe principalmente chi avesse opinioni diverse dalle nostre, ma chi usasse intimidazione e diritto della forza per battere la forza del nostro diritto alla libertà di coscienza, di espressione e di educazione.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 19/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: legge PAT sull’omofobia; bando PAT; transgender; vincerò la mia battaglia

 

2014.10.02 nello stesso articolo de <l’Adige> leggiamo «È nostra intenzione richiedere dunque una nuova statuizione il cui valore diverrebbe ulteriormente determinante nel creare un ulteriore precedente legale fondamentale. Desideriamo infatti che questa divenga una nuova statuizione quasi codificata dal diritto, dove dato il lassismo del Parlamento e il freno della giunta trentina, il giudice quasi creerebbe il precedente [CzzC: rimando ai commenti sull’indicatore “creare un precedente legale”]