modificato 29/10/2016

 

Dobbiamo subire questi standards della gender didattica nelle nostre scuole materne?

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Standard for Sexuality Education in Europe sarebbe incongruente alcuni art. della dichiarazione universale dei diritti umani: libertà di coscienza (Art18), libertà di opinione e di espressione (Art19), libertà di educazione da parte dei genitori (Art26.3)

Traggo dalla petizione contro il documento in sommario: la sezione europea della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha rilasciato il documento "Standard for Sexuality Education in Europe", finalizzato a fornire linee guida per l'educazione sessuale dei bambini a partire dalla prima infanzia. Ti invito, se lo desideri, a sottoscrivere la petizione intitolata Ritirare il documento "Standards for Sexuality Education in Europe" (http://www.citizengo.org/it/443-ritiri-il-documento-standards-sexuality-education-europe), indirizzata alla dottoressa Margaret Chan, direttore dell'OMS, perché tale testo ci sembra inadatto e pericoloso per le seguenti ragioni:

- propone per bambini in tenera età e nelle scuole da loro frequentate specifico addestramento a comportamenti sessuali del tipo

masturbazione infantile col  "gioco del dottore” per prendere coscienza del proprio corpo e di quello degli altri verso i 4 anni;

esplorazione di relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso prima dei 6 anni;

- costituisce uno strumento propagandistico della cosiddetta "ideologia di gender”, cui si ispira a casa nostra la proposta di legge Scalfarotto, che per i trasgressori prevederebbe la galera e/o la rieducazione presso l’Arcigay;

- la sfera sessuale è descritta in modo banale: il bambino viene indottrinato con una serie di nozioni biologiche e anatomiche, tanto meccanicistiche da surclassare gli aspetti relazionali intersoggettivi della sessualità;

- la sfera sessuale viene descritta con minuziosità quasi nevrotica, sublimata come se la vita dell'individuo fosse impossibile da vivere senza prima conoscerne i più piccoli dettagli meccanici della specie (chissà che male vivevano i nostri avi la sessualità, privi di cotale addestramento infantile);

- e l’etica? Cetino! Basta e avanza il riduzionismo materialista per vivere bene, sembra dire il testo, mentre i riferimenti a fecondazione, aborto, contraccezione, autoerotismo, sono formulati solo da un punto di vista funzionale, con accantonamento dell’etica.

L'autore di questo documento non parrebbe propriamente l'ufficio europeo dell'OMS: il testo sarebbe stato scritto da pochi sedicenti "esperti" dei diritti sessuali e riproduttivi, più o meno collegati a gruppi di interesse e lobby che promuovono l’dideologia di gender, e parrebbe anche all’ente per la prevenzione sanitaria tedesca BzgA (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung), il cui logo appare in copertina del documento: il BzgA tempo fa distribuì un opuscolo che promuoveva la masturbazione infantile da parte dei genitori con affermazioni del tipo "i padri dimostrano un deprecabile disinteresse per la vagina delle proprie bambine”.

Per essere al passo coi tempi in Italia la minsitra Fornero del governo Monti, senza consultare il Forum delle associazioni familiari, stanziò via UNAR in vista di decine di associazioni omosessuali ben 10M€: a che pro questa inculturazione Lgbt di stato? Valorizzare l’expertise delle associazioni Lgbt, preparare laboratori di lettura per arricchire il glossario Lgbt che consenta un uso più appropriato del linguaggio, produrre metri cubi di opuscoli con cui invadere le scuole per dimostrare che «i rapporti omosessuali sono naturali», il tutto confondendo la lotta all’omofobia con ironici apprezzamenti sul ruolo educativo della famiglia, della cultura e della morale cristiane.

Con tutto ciò i dorati promotori si lamentano perché «le tematiche Lgbt trovano spazi marginali nelle aule scolastiche o sono relegate a momenti extra curricolari», come se fosse una colpa di insegnanti, studenti e famiglie, non considerare prioritarie le «tematiche Lgbt».

Rivelatrice della strumentalità di queste posizioni, è anche una recente dichiarazione del presidente di Arcigay Milano, Marco Mori, che in un’intervista si lamentava delle «pochissime richieste» arrivate dalle scuole, nonostante l’associazione omosessuale si fosse dichiarata pronta a distribuire a scolari e studenti i kit didattici gratuiti del progetto europeo Raimbow. Proposta che in molte scuole ha suscitato l’indignazione di genitori e insegnanti.

In epoca di spending review e di ben maggiori priorità socio-educative, spereremmo che qualcuno istanzi la Corte dei conti affinché intervenga per almeno dimezzare il suddetto dorato stanziamento.

Perché tanti genitori e insegnanti si indignerebbero? Anche se in Italia non siamo arrivati ancora a certi eccessi, c’è ragione di ritenere che i suddetti arci-eri mirino esattamente a quelli. Quali ad esempio?

Gli illuminati della Svizzera (da secoli patria di potenti matrici inciuciate con la finanza speculativa più cinica che lucra in rosso e nero, scudandosi col “pecunia non olet”) gareggiano in promozione dell’ideologia di gender, magari utile ai suddeti potentati (come diversivo granone a pollacchioni allevati da nostalgici del ‘68) per dissimulare le responsabilità connesse agli tsunami finanziari con cui il suddetto cinismo ha squassato l’economia mondiale ed impoverito miliardi di persone; gareggiano come e con chi? In tale gara con gli illuminati di Bruxelles, gli svizzeri hanno già prodotto per le scuole materne abbondante materiale didattico di questo genere (pardon, gender):