Cristiani nazisti: BEN PIÙ LUTERANI che cattolici

Il nazismo fu anticristiano (vedi i padri nobili della shoah) anche se, giocoforza, pure molti cristiani hanno dovuto fare il soldato pro Germania, ma i cristiani che tifavano per il nazismo erano ben più luterani che cattolici che Einstein ringraziò

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 12/10/2018; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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Anche grazie al libro di Lutero “degli ebrei e delle loro menzogne” Adolf Hitler definì Martin Lutero “Hercules Germanicus” e “Propheta Germaniae”: vedi anche i “Deutsche Christen” (tedeschi cristiani), denominazione dell’ala della “chiesa” luterana tedesca che, nel 1932, si schierò con il partito nazionalsocialista su una piattaforma di misticismo razzistico-guerriero che <sapere> esaltava come missione divina quella di Hitler “per la distruzione dei mali fisici, sociali e spirituali”. Appoggiati da Hitler, i Deutsche Christen ottennero nelle elezioni ecclesiastiche del luglio 1933 una maggioranza assoluta di voti e nello stesso anno fu nominato vescovo del Reich il nazista Ludwig Müller, che scatenò una violenta campagna antisemitica. Alle elezioni i nazisti conquistarono nella Prussia luterana l’80% dei consensi, nella Baviera cattolica il 20%.

[CzzC: se la stragrande maggioranza dei luterani fu pro Hitler, non dimentichiamo la minoranza della “chiesa confessante” che gli si oppose e Bonhoeffer ne fu membro].

Il più fiero avversario di Hitler era un vescovo cattolico, il beato Clemens August von Galen, conosciuto come “il leone di Münster”: le sue prediche turbavano le menti e i cuori di molti tedeschi. Eppure nell’immaginario collettivo mondiale - plagiato dalla propaganda massonica e marxista [CzzC: quella che definisco pilotata da potenti matrici] - quella connivente col nazismo, sarebbe la Chiesa cattolica. Il 23/12/1940 il “Time” americano pubblicava questa testimonianza di Einstein: «Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione [nazista] in Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università, vennero ridotti al silenzio, soffocati nell’arco di poche settimane. Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l’ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale. Devo confessare che ciò che io una volta disprezzavo, ora lodo incondizionatamente».

 

↑2017.08.13 <L&P> Lutero, “leccapiedi della monarchia assoluta” (F.Engels) e massacratore dei contadini. L’odio di Martin Lutero verso gli Ebrei. Quel legame tra Lutero ed Hitler

 

↑2016.11.08 <lib&pers>: L’assolutismo luterano e la storia moderna: una delle conseguenze più evidenti della Riforma luterana fu l’affidamento ai prìncipi del potere che Lutero tolse alla Chiesa: li trasformò in detentori anche del potere spirituale: assolutizzazione del potere del principe e idea nazionalistica (chiese nazionali indipendenti): qui molti storici hanno rintracciato le origini remote dell’assolutismo nazista. Quentin Skinner, docente di Scienze politiche a Cambridge, ha spiegato l’impatto di Lutero nella costruzione dell’assolutismo di Stato, un’autorità secolare, non più vincolata ad una legge superiore, ma del tutto insindacabile: impossibile qualsiasi resistenza legittima. Nel magistero luterano il papa è il diavolo, mentre lo Stato diviene sempre più “la voce di Dio” (con i noti sviluppi, ad es nell’Uk di Enrico VIII):

 

↑2016.11.02 <nbq>: il cardinale svizzero-tedesco Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, ha rilasciato un' intervista al vaticanista Giuseppe Rusconi, dichiarando tra l’altro: «Lutero si appoggiò talmente ai prìncipi che si venne a creare una grande mescolanza di religione e politica con gravi sviluppi; e non possiamo negare l’atteggiamento inammissibile di Lutero contro i contadini (NdR: ‘Guerra dei contadini’, 1524-26, ...300mila insorti, che Lutero chiamò banditi meritevoli di morte) e contro gli ebrei…» [CzzC: le mostruosità scritte e prescritte da Lutero non furono solo contro ebrei e contadini, ma anche contro gay e tanti altri che non lo portavano sugli scudi come i prìncipi da lui ben foraggiati coi beni della Chiesa]

 

↑2014.02.19 <avvenire>: Luterani: "mea culpa" su Hitler. Intervista a Stephan Linck. Com’è stato possibile tenere insieme il Vangelo e la mitologia ariana neopagana? «Agli inizi del regime il supporto protestante a Hitler era massiccio, perché egli aveva rimosso la Repubblica che era vista come un’entità irreligiosa. I nazisti propagandavano un "cristianesimo positivo", rivolto in negativo solo contro gli ebrei, e questo incontrò il favore dei luterani. L’elemento neopagano fu rifiutato dalla maggioranza dei fedeli ». Gli scritti contro gli ebrei di Lutero hanno un ruolo nella «sintonia» con l’antisemitismo nazista? «Le radici profonde dell’antisemitismo della Chiesa evangelica affondavano nel nazionalismo tedesco; tuttavia sì, molti protestanti facevano riferimento agli scritti contro gli ebrei di Lutero per dimostrare che erano loro gli antisemiti "originali": in fondo Lutero aveva già incitato a cacciare gli ebrei e a distruggere con il fuoco le sinagoghe».

 

↑2010.02.27 <donrenato>: Piero Bugiani per l'incontro preghiera su Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco, oppositore del regime nazista che lo impiccò il 09/04/1945. Già nel 1933 diceva che se il capo «permette al seguace che questi faccia di lui il suo idolo, allora la figura del capo si trasforma in quella di corruttore... Il capo e la funzione che divinizzano se stessi scherniscono Dio». Sulle prime leggi hitleriane non si registrano prese di posizione ufficiali da parte delle chiese evangeliche, mentre la chiesa cattolica tentò col concordato di "comperare la pace", ma Hitler violò subito i patti e la costrinse al silenzio sequestrando giornali, chiudendo associazioni, assassinando sacerdoti e dirigenti. Il clima anticristiano del nazionalsocialismo fu infine denunciato da Pio XI nel 1937 con l'enciclica Mit brennender Sorge ("Con bruciante preoccupazione").

Tra i protestanti l'adesione al nazismo fu molto alta, grazie anche alla cultura e alla tradizione imperniate sulla obbedienza alle autorità costituite. Nel 1932 era nato il movimento dei Deutsche Christen ("Cristiani Tedeschi") .. continua.

 

2009.11.07 <zenit> “Teologia e Chiesa”: Joseph Ratzinger 1986.03.22 citò Heinrich Schlier discepolo di Rudolf Bultmann: «Nessun cristiano intelligente vorrà contestare il fatto che la custodia della Parola di Dio tra gli uomini è affidata alla Chiesa soltanto»: era il 1935 quando Hitler tentava di fare del cristianesimo luterano un cristianesimo tedesco, abusandolo ai suoi fini: la teologia è nella Chiesa e dalla Chiesa, oppure non è. Quel giudizio è al tempo stesso scelta esistenziale, costasse la rinuncia all'insegnamento nelle università. [CzzC: troppi luterani non lo ascoltarono]

 

↑2008.01.14 <corriere et>: «Fu la religione luterana a favorire l'ascesa di Hitler». L'elettorato protestante e il desiderio di redenzione: le tesi dello storico Wirsching sullo Spiegel. Il prossimo 30 gennaio è il 75esimo della presa del potere del Führer

 

↑1984.mm.gg <cslaruna>: appare sensato quello che scrisse, ancora negli anni ’70, il vescovo bavarese Joseph Ratzinger e ripreso in “Rapporto sulla fede” (1984): Il fenomeno dei “Cristiani Tedeschi“ mette in luce il tipico pericolo al quale si trovava esposto il protestantesimo nei confronti dei nazisti. La concezione luterana di un cristianesimo nazionale, germanico, anti-latino, offrì a Hitler un buon punto di aggancio, alla pari della tradizione di una Chiesa di Stato e della fortissima sottolineatura dell’obbedienza nei confronti dell’autorità politica, che è di casa presso i seguaci di Lutero.