modificato 17/01/2017

 

Commissione islamica per i diritti umani

Correlati: OIC, diritti umani nell’islam; male mandatorio; ONU

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Con la Primavera Araba l’OIC, l’Organizzazione della cooperazione islamica, istanziata dalle richiesta popolari di democrazia e diritti, ha partorito nel 2011-2012 la Commissione islamica per i diritti umani, con la quale l’OIC (tra le più grandi organizzazioni intergovernative del mondo, seconda soltanto alle Nazioni Unite dei cui stati membri annovera il 30%; finanziata principalmente dai wahhabiti) cerca di presentarsi come partner dell’Occidente, come esponente di un Islam moderato e moderno, del tutto [CzzC: ?] compatibile con i valori e i principi della comunità internazionale.

[CzzC: se fossero veramente sinceri i fratelli islamici, che bisogno avrebbero di una loro dichiarazione dei diritti umani diversa dalla nostra? Che bisogno avrebbero di questa loro commissione per i diritti umani diversa dalla nostra UNHRC? Si presume che si smarchino primariamente per non riconoscere all’UNHRC il diritto di intervenire quando in nome della “loro giustiziaperseguitano inermi sostenitori della libertà di credo (art.18) e di parola (art.19). Fra l’altro questa commissione islamica per i diritti umani non prende in carico, per ora, casi di violazioni dei diritti umani, come invece fa l’UNHRC, ma pretende di svolgere una funzione di un organo consultivo, ispirato alla Commissione Consultiva per il UNHRC: un bel guazzabuglio, ampiamente tollerato dai nostrani devoti della dea pecunia per noti interessi militar-finanziari].

 

 

<vociglobali>: Nel 2011.06, cinquantasette Ministri degli Esteri si riuniscono Kazakistan con l’obiettivo di fondare la commissione islamica per i diritti umani, Commissione Indipendente e Permanente per i Diritti dell’Uomo nell’islam, organismo che si riunirà per la prima volta 2012.01.

Che tipo di commissione per i diritti umani sarà la Commissione Indipendente e Permanente per i Diritti Umani dell’OIC? Ci sono dei segnali che puntano in direzioni diverse.

Un aspetto potenzialmente problematico è l’indipendenza limitata attribuita alla commissione nel suo statuto. Come riportato nell’Articolo13, “la Commissione sosterrà la posizione dell’OIC sui diritti umani a livello internazionale e consoliderà la cooperazione tra gli Stati membri per quanto concerne i diritti umani”, così come può solamente offrire servizi di consulenza “agli Stati membri che approvino” (Articolo 14). Inoltre, la commissione non è dotata di un mandato esplicito per indagare sulle violazioni dei diritti umani negli Stati membri, ma le è solo permesso di “condurre studi e ricerche su questioni prioritarie riguardanti i diritti umani” (Articolo 16). In ultimo, le segnalazioni della commissione non sono vincolanti ma devono essere approvate dal Consiglio dei Ministri degli Esteri.

La scelta della sede della commissione è un altro tema motivo di preoccupazione. Collocare la sede della commissione a Gedda invierebbe il giusto segnale? I dipendenti dell’OIC sottolineano l’importanza della distinzione tra l’OIC e l’Arabia Saudita. Così come l’ONU non coincide con gli Stati Uniti solamente perché il suo quartier generale si trova a New York, allo stesso modo l’OIC non è l’Arabia Saudita solo perché la sede del Segretariato Generale si trova a Gedda. Ciononostante, istituire la sede della commissione nel Paese con uno dei peggiori primati circa i diritti umani danneggerà inevitabilmente l’immagine della commissione.

In terzo luogo, il gruppo di esperti che costituisce la commissione è, nel bene e nel male, un misto. Oltre a rappresentanti della società civile, diplomatici dell’ONU e docenti universitari con esperienza pluriennale nell’ambito dei diritti umani, fanno parte della commissione anche persone con ben pochi meriti nel suddetto ambito, così come altre note per la loro forte opposizione ad alcune parti dell’agenda internazionale circa i diritti umani.

Nonostante tutti questi motivi di preoccupazione, la commissione è per certi versi molto promettente.

[CzzC: c’è da sperare che il mondo islamico ascolti sempre più i loro veri saggi, come quel rappresentante di uno degli Stati membri che ha dichiarato durante la riunione in Kazakistan in cui è stata fondata la commissione:Sarà cento volte meglio sapere cosa succede nei nostri Paesi dalla nostra gente, che dal mondo esterno”].

Un rappresentante di primo piano dell’ONU, che ha seguito da vicino l’istituzione della commissione, ha dichiarato che il successo della commissione dipenderà molto anche dalla comunità internazionale e dalla sua volontà di impegnarsi nella commissione, indirizzandone idee e attività verso la giusta direzione

 

24/09
2015

Dopo aver letto [infoconsapevole, tempi, beppegrillo, giornale], che stanno mandando un rappresentante dell’Arabia Saudita al vertice del Gruppo Consultivo di UNHRC (Commissione ONU per i diritti umani), ti inviterei a leggere ed eventualmente condividere e diffondere questo appello: «al vertice di UNHRC possano accedere solo rappresentanti di Paesi che hanno sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani»

11/01
2012

<vociglobali>: prima commissione islamica per i diritti umani: nel giugno 2011, cinquantasette Ministri degli Esteri si sono riuniti in Kazakistan con l’obiettivo di fondare la prima commissione islamica per i diritti umani, la Commissione Indipendente e Permanente per i Diritti dell’Uomo. Questo nuovo organismo si riunirà per la prima volta questo mese.