COLPISCI, COLPISCI LA PERSONA, qualcosa resterà

«Ranzi*, coglione, scendi dal balcone» urlava a pugno alzato il corteo dei sinistri Katanghesi-Capannei nel 1970 sfilando in città studi a Milano, con me partecipante, ma fu l’ultima volta, perché mi sganciai da quei violentatori quando li vidi picchiare sul cofano di un’utilitaria guidata da una mamma con bambino che per la fretta aveva osato chiedere di poter tagliare il corteo.

<albanesi>: «Calunniate, calunniate, qualcosa resterà» frase attribuita a vari oratori ma forse risalente a Francesco Bacone (1561-1626) in De dignitate et augmentis scientiarum.

Ranzi era il Preside della facoltà di scienze: forse si opponeva al 18 politico.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 08/05/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: tipica modalità ‘68ttina di gestire i contenziosi socio-politici; Mario Capanna; Katanghesi;

 

2020.05.07 <fq> Antonio Socci sul suo profilo Twitter ha recentemente scritto: Bergoglio corre in soccorso a Conte e si conferma il solito traditore asservito al potere”. [CzzC: perché parole così offensive contro chi non si sarebbe opposto al lockdown coronavirus sulle riunioni assembleari liturgiche? Forse qualche sinapsi neuronica disguidata fa riesplodere l'aggressività del sinistrismo adolescenziale?] <firenze> Ordine dei giornalisti della Toscana presenta esposto contro Antonio Socci.

 

↑2017.12.20 Ricorso al Tar contro piano Ilva <gazz corsera rai> «farneticanti» le dichiarazioni di Emiliano che «non sa quel che dice e, forse, neanche quel che fa» [CzzC: sa colpire l’uomo, alla maniera con la quale i 68ttini riuscivano ad ottenere quel che volevano, certi che la DC avrebbe ceduto, anche a capricci ideologici, per la responsabilità di evitare il da lor minacciato peggior male]

 

↑2010.12.26 <jacopofo>: era il 1969-70: la mia amica era rimasta scioccata dalle istruzioni che un pazzo dava in macchina mentre andavano in San Babila: i consigli vertevano sui punti da colpire per provocare danni permanenti senza uccidere: gomiti e ginocchia. Erano “compagni che sbagliano” ma comunque erano compagni. Notevole poi la capacità dei Katanga di ritirarsi subito dopo l’assalto devastante e disporsi dietro ai “Giornalisti Democratici”, in modo che i poliziotti inferociti colpissero i giornalisti e l’indomani sulla stampa le forze dell’ordine venissero criminalizzate.