REPUBBLICA SI CENSURA notizia su OSDH: vera ma sgradita agli oligopoli del mainstream?

Il 2018.01.04 su Repubblica apparve l’ammissione del rischio che il famigerato Osservatorio Siriano dei diritti umani propaghi informazioni ingannevoli, quantomeno per neutralizzare i crimini reiterati dai ribelli terroristi; purtroppo l’ammissione durò solo poche ore, prima di essere sovrascritta da scuse come appresso visibile. Peraltro è apprezzabile che Repubblica nella pagina sostitutiva della  prima edizione

- ammetta «impossibile verificare l'esattezza delle notizie che l'Osservatorio diffonde giorno per giorno».

- citi controprove su storie sfruttate come quella di Omran Daqneesh e dei contestatissimi Elmetti bianchi.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 06/01/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: guerra mediatica, matrici del mainstream, disinformazione; neutralizzare e/o contenere informazioni; giornalisti; framing; Unimondo; totalitarismi

 

2018.01.04 <antidiplom, Repubblica in 1ªedizione ammise il rischio della disinformazione da OSDH

 

 

e osservò che, appurando le notizie, emergerebbe un’altra storia della guerra siriana rispetto a quella derivabile dalle ricostruzioni di OSDH: ad esempio? La verità a quanto pare, è che sono i cosiddetti “ribelli”, terroristi senza scrupoli ad affamare i civili privandoli degli aiuti a loro inviati, usandoli come scudi umani o come oggetto di un’ignobile mistificazione della realtà. Una trappola nella quale molti media sono caduti. Trappola che ha fatto sì che sin’ora non sia stato scritto nulla sulla sorte dei villaggi sciiti di Nubbul, al-Zahraa, Kfarya e al-Foaa nel Nord del Paese, assediati dai terroristi e che resistono in condizioni disperate per evitare il massacro. Un doppiopesismo fazioso e interessato, dunque che - secondo gli accusatori dell'Osservatorio - "fa della disinformazione la regola e lo strumento degli interessi dei veri sponsor del Terrore".

[CzzC: ci chiedemmo se Repubblica avesse qualcosa da farsi perdonare circa le informazioni diffuse sulla guerra in Siria, ma poche ore dopo la testata correlata a De Benedetti  sovrascrsse l’articolo con scuse; peraltro è apprezzabile che Repubblica nella pagina sostitutiva della  prima edizione

-        ammetta «impossibile verificare l'esattezza delle notizie che l'Osservatorio diffonde giorno per giorno».

-        citi controprove su storie sfruttate come quella di Omran Daqneesh e dei contestatissimi Elmetti bianchi:

meglio tardi che mai! Per anni Repubblica aveva spacciato per oro colato certe “notizie”.

 

 

2018.01.10 <tempia. Dopo oltre sei anni di propaganda, a giugno dell’anno scorso l’inviato del New York Times ad Aleppo si è reso conto che la popolazione non appoggia affatto i ribelli, che vengono chiamati chiaramente «jihadisti» che hanno distrutto la città. Pochi giorni fa, anche Repubblica ha scoperto che l’Osservatorio siriano per i diritti umani è «fazioso», usa «due pesi e due misure» e «non si accorge dei crimini dei cosiddetti “ribelli”, che usano i civili come scudi umani». Sono passati sette anni dall’inizio della guerra. Meglio tardi che mai.

 

↑2018.01.06 <giornale Scaglione piccolenote>:  anche su Repubblica il 04Gen veniva ammesso quello che da diversi anni trapela: l’agenzia OSDH con sede in Uk, fondata nel 2006 e diretta da un solo uomo, Rami Abdel Rahman, è un generatore di bufale al servizio dei gruppi terroristici anti-governo siriano. Dopo sette anni di guerra (per procura), anche Repubblica diffidava di quella che per tutto questo tempo era stata la sua (e di tanti altri) fonte primordiale di notizie sul conflitto che ha insanguinato tutto il Medio Oriente: smentita tardiva come forma di lavaggio della coscienza o di riciclaggio editoriale? No: poche ore dopo la testata di Mario Calabresi ha letteralmente trasformato il pezzo cambiandone titolo, contenuti e url, scusandosi coi lettori ...

 

↑2015.10.30 <panorama> luci e ombre sul fondatore dell'Osservatorio per i diritti umani. Chi è Rami Abdul Rahman, l'uomo che gestisce informazioni con metodi da guerra mediatica su cui alcuni avanzano dubbi. Ad esempio la notizia dei bombardamenti che sarebbero stati effettuati da caccia russi su un ospedale da campo nel nord-ovest della Siria nel governatorato di Idlib, provocando l’uccisione di 13 civili, è stata smentita pochi giorni fa dal portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova ... Dubbi sono sollevabili anche su ricostruzioni di altri episodi poco chiari: dall’abbattimento di droni inviati da Mosca nello spazio aereo turco, alle collisioni sfiorate tra caccia britannici e russi in Iraq, fino ai missili lanciati dal Mar Caspio dalle navi da guerra del Cremlino che sarebbero finiti in Iran e non in Siria.

·       In un pezzo pubblicato dal New York Times nell’aprile del 2013, il direttore dell’Osservatorio Siriano per i diritti umani è stato definito uno “one man band”, ed è difficile credergli quando dice  al NYT “Non sono finanziato da nessuno”.

·       Nel dicembre del 2014 un altro articolo interessante su Rami Abdul Rahman è stato postato da Le Monde, titolato “La crédibilité perdue de Rami Abdel-Rahman, directeur de l’Observatoire syrien des Droits de l’Homme”. Il quotidiano francese mette in evidenza un particolare su cui pochi altri giornali occidentali si sono soffermati in questi anni, vale a dire la mancanza di fiducia di buona parte dei sostenitori delle opposizioni siriane rispetto al lavoro svolto dall’Osservatorio.

 

↑2015.10.02 <rt.news> chi c’è dietro l‘Osservatorio Siriano per i Diritti Umani?  è un insulto alla nostra intelligenza la guerra informativa contro la Russia: si fa passare il messaggio che

·       la Russia in realtà non mira all'ISIS ma ai cosiddetti "ribelli moderati"

·       con i suoi raids uccide decine di civili innocenti;

per contro quando sono le armi filo-Usa a uccidere inermi, si riportano solo come "danni collaterali".

 

↑2015.01.28 <giornale>:  L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani è un'impostura che ha sede a Londra: opera nel quadro della destabilizzazione della Siria come organo d'informazione che fa capo a Rami Abdel Rahman, un imprenditore sunnita fuggiro dalla Siria nel 2000 con l’aiuto di trafficanti: il New York Times rivela che le operazioni di Rami Abdel Rahman sarebbero in effetti finanziate da un “Paese europeo” (non è difficile supporre che sia l’Uk): una foto del 2011.11.21 lo coglie mentre lascia il ministero degli Affari Esteri e del Commonwealth dopo un incontro, pare, col ministro William Hague, con cui avrebbe ottimi rapporti da anni. Inoltre il NYT rivela che è stato in realtà proprio il governo inglese a sistemarlo a Coventry dopo la fuga dalla Siria.

 

↑2013.04.12 <ossin/NYT> Si i conosceva da anni (vedi Reuters 2011) l’assurda facciata propagandistica dell’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo, diretto da Rami Abdel Rahman dalla sua residenza nella campagna inglese. Ma il peggio è che anche le Nazioni Unite utilizzano questa fonte screditata e apertamente propagandista come fondamento dei loro rapporti; almeno è questo che il New York Times (NYT) dice adesso in un recente articolo: “Un uomo occupatissimo dietro il bilancio delle vittime della guerra civile siriana”.

 

↑2011.12.gg <ossin> un articolo di Reuters titola: “Coventry: una residenza improbabile per un eminente attivista siriano”, Abdel Rahman ammette di essere membro della “opposizione siriana” che cerca di abbattere il presidente siriano Bachar al-Assad: “Dopo avere scontato tre brevi condanne in Siria per il suo attivismo filo-democratico, Abdel Rahman è emigrato in Gran Bretagna nel 2000 temendo una quarta condanna più pesante”. Non si potrebbe immaginare una fonte di informazione meno affidabile, più screditata e più falsata. Ciononostante il suo “osservatorio” è stata l’unica fonte di informazione dell’interminabile torrente di propaganda prodotto dai media.