BENIGNESCA recitazione del CANTICO DEI CANTICI (ma anche di Dante e della Shoah?)

2020.02.10 odo <tramite radioM> il commento del rabbino Vittorio Robiati Bendaud <vedi tempi, post nbq> circa il monologo di Benigni sul Cantico dei Cantici a Sanremo2020: <rai, fq> uso strumentale e indebito di parti della scrittura contro altre parti della scrittura, pretendere di far dire al testo ciò che chiaramente non afferma.

Continua il riassunto in data 2020.02.10

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 21/02/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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Il Cantico dei Cantici (ebraico שיר השירים, shìr hasshirìm, Cantico sublime) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana.

Cantico dei Cantici (Ct 5,2)

«vegliante    il mio cuore       dormiente          io   »

si legge da destra a sinistra: «io dormivo, ma il mio cuore vegliava»

 

2020.02.10 traggo da <tempi, post nbq> e riassumo in corsivo il commento del rabbino Vittorio Robiati Bendaud riguardo al Benigni per il quale un testo così carnale, fisico, erotico desse fastidio a quei “sessuofobi” di ebrei e cristiani: uso strumentale e indebito di parti della scrittura contro altre parti della medesima; pretendere di far dire al testo ciò che chiaramente non afferma.

Quella di Benigni è stata una ricostruzione ideologica, falsante, trita ed esausta. Lo sa Benigni quanto sia vasta la produzione letteraria erotica in lingua ebraica e araba, quante storie d’amore sono raccontate nella Bibbia? Pensi a Isacco e Rebecca, ad Abramo, Agar e Sara, a Giuda e Tamar. E il libro di Ester? Il libro di Ruth? Il cantico di Debora, il cantico di Miriam? Come si vede, tutte donne. E questa sarebbe sessuofobia?

E se ci fu discussione sull’inserimento del Cantico nella Bibbia, ciò non dipese dalle immagini erotiche usate, ma dal fatto che qualcuno potesse fraintenderlo e manipolarlo, esattamente quello che ha fatto Benigni.

E c'è un altro grande inganno nella recita [CzzC: rif Benigni: «lei e lui che si amano, tutte le coppie in tutte le parti del mondo. La donna col suo uomo, l'uomo col suo uomo, la donna con la sua donna»]: il Cantico non parla d’amore in modo generico, ma precisamente del rapporto monogamico eterosessuale perché, a detta del testo, è solo nella coppia monogamica che il rapporto d’amore è elettivo, peculiare ed esclusivo: ciò va precisato pur con tutto il rispetto per le propensioni omosessuali.

E che dire del Benigni che converte i panni del giullare in quelli del predicatore?

- Su La vita e bella mi limiterò a ripetere quel che disse a suo tempo Liliana Segre: «Un filmetto senza pretese nella prima parte, terribilmente falso nella seconda».

- Per quanto riguarda Dante, ho l’impressione che Benigni sia molto scaltro. Ha capito che la tradizione ebraica e cristiana, anche se spesso negata e avversata, è ricca di capolavori: l'ha capito come quella cultura laica ormai imbesuita e in crisi, che cerca di appropriarsi dei tesori di quelle tradizioni, spogliandoli dell’aspetto religioso, della fede in Dio ...

Ciò può accadere anche per colpa dei dirigenti delle varie comunità religiose che, non riuscendo più a essere sufficientemente credibili e offrire contenuti esistenziali seri alle folle, accettano oziosamente le letture “benignesche” che svendono i tesori della loro tradizione al supermarket di una religiosità indistinta e superficiale, atea nel senso deteriore del termine. È anche colpa della loro sciatteria e arrendevolezza, che risponde alla logica del “tutto va bene, purché se ne parli”.

[CzzC: fischieranno le orecchie a plaudenti ingenui di serie Rosanna Virgili (se non trovi questo link su Avvenire, vedi qui o Bose o Nbq) o Lidia Maggi e meno ingenui di serie Ravasi?]

- <aleteia> C’è chi ci ha scritto: «Quei due secondi di politicamente corretto non hanno rovinato la bellezza dei quindici minuti successivi»: dissentiamo: qui tutto è sciupato da uno showbiz con tassa pagata al politicamente corretto.

- <Luigino Bruni su Avvenire> «ho avuto forte l’impressione di vedere sullo schermo una donna denudata in pubblico da Benigni, senza che lei avesse dato il suo consenso, denudata ai soli fini dello show ... una poesia mangiata dalla bramosia, molto infantile, di stupire gli spettatori con quell’eros 'nascosto' dai preti e rabbini finalmente scoperto e liberato. Tutti i giorni i media usano i corpi delle donne per fare spettacolo, per vendere, per fare audience».

- <corriere> Alessandro D'Avenia: il Cantico non è un inno a «fare l’amore», come Roberto Benigni ha fatto intendere a Sanremo, ma a «fare spazio all’Amore».

- <Enzo Bianchi/Bose> «per venti secoli il Cantico è stato letto e commentato da rabbini, fino a Emmanuel Levinas e dai primi monaci cristiani, fino a Bonhoeffer, come canto dell’amore tra Dio e il credente, attraverso migliaia di pagine di veri capolavori di letteratura spirituale. Ma se questo fosse stato detto da Benigni non avrebbe accresciuto l’ascolto». [CzzC: e bravo, Enzo! Peraltro qui più mite che altrove, guarda-caso!].

- <Bonanni/Cisl> «solo chi è lontano dagli ambienti cattolici, può dare giudizi così presuntuosi e lontani dalla realtà» [CzzC: più che di ambienti cattolici, parlerei di radici giudaico-cristiane e, più che di lontani, parlerei di intentati ad alterare quelle radici per indurle a produrre linfa grata allo spirito del mondo in cultura dominante]

- <tempi> Benigni il furbetto, subdolo, volgare sfruttatore di ignoranza <sussidiario> chi dei massimi sublimatori della "Parola" ha battuto pugno sul tavolo?

 

↑2020.02.08 Lidia Maggi magnifica la benignesca recitazione del Cantico dei Cantici a Sanremo <alzogliocchi>: «Non possiamo che essere grati a Benigni per il suo prezioso monologo ... Chi, come noi, da anni, lavora nel tentativo di dare voce al Libro assente, non può che giudicare positivamente l’operazione fatta da Benigni» [CzzC: abbagliata tanto da non vedere alcunché di eccepibile?]