ultima modifica il 03/12/2017

 

I Rohingya: gruppo etnico islamico perseguitato da maggioranze buddiste in Myanmar e dintorni

Correlati: diritti umani; libertà religiosa; persecuzione contro diversamente credenti

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<wikipedia>: legati ai ceppi Indo-Ariani di India e Bangladesh a differenza di quelli sino-tibetani del Myanmar, gli 800k Rohingya che vivono in Myanmar sono una delle minoranze più perseguitate nel mondo secondo i rapporti delle Nazioni Unite: più di 100k Rohingya vivono in campi per sfollati o fuggiti in campi profughi in Bangladesh e sulla zona di confine tra Thailandia e Myanmar.

<nbq> chiamandoli in modo dispregiativo “bengalesi di fede musulmana”, e mai rohingya, il Myanmar nega loro la cittadinanza, concessa invece ad altre 135 etnie nel paese, sostenendo che non siano davvero birmani, quindi esclusi dal sistema educativo e sanitario, e dagli ordinari diritti alla proprietà privata e alle assunzioni in mansione. Il regime militare, cha governò fino al 2011, ha sempre commesso i più svariati abusi contro di loro tra cui confische, lavori forzati, torture, esecuzioni sommarie e stupri, ma anche con sotto la Nobel San Suu Kyi la persecuzione continua (noto gen2017). A decine di migliaia i Rohingya lasciano ogni anno il Myanmar (260k 1991-1992, 140k nel 2012 dopo violenti scontri con la maggioranza buddista), soprattutto verso paesi musulmani come Malaysia, Indonesia e Bangladesh. Anche se in quest’ultimo paese vivono in campi profughi circa 500k rohingya, i paesi musulmani usualmente li respingono, aggravando la loro condizione di apolidi, affermando di non avere i mezzi per mantenerli e dichiarandoli esplicitamente «persone non gradite». Decine di volte l’Onu ha chiesto alla giunta militare del Myanmar di risolvere il problema, ma il regime ha sempre negato l’esistenza sia del problema, sia di un “lento genocidio” in atto. Dopo le elezioni del 2015 al governo c’è un premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi: tutti si aspettavano che una paladina dei diritti umani come lei si battesse a difesa dei rohingya, invece ... continua

 

 

03/12
2017

Newsletter 2017.11.30: Diritti umani di deboli innominabili come i Rohingya: <vatican e qui udibile da Radio1mp3>: Fr1: “A me interessa che questo messaggio arrivi. Per questo, ho visto che se nel discorso ufficiale [in Myanmar] avessi detto quella parola, avrei sbattuto la porta in faccia. Ma ho potuto dialogare. <repubblica>: “Ho pianto per i Rohingya: volevano cacciarli dal palco" alla fine dell'incontro interreligioso di Dhaka "e mi sono anche arrabbiato”

31/08
2017

<tempi>: A fine novembre Fr1 compirà un viaggio apostolico in Myanmar e ha già chiesto «pieni diritti» per la minoranza musulmana [CzzC: per i buddisti e perfino per i vescovi si tratterebbe di una gaffe diplomatica su un tema spinosissimo, visto che nemmeno la presidente San Suu Kyi, Nobel ex perseguitata, riconosce quei diritti: tuttavia ritengo che Fr1 sia più determinato sulla dignità umana che male informato]

08/02
2017

<agensir>: L’appello del Papa per i Rohingyacacciati via dal Myanmar, che vanno da una parte all’altra perché nessuno li vuole. È gente buona, pacifica: sono buoni, sono fratelli e sorelle! È da anni che soffrono: sono stati torturati, uccisi, semplicemente per portare avanti la loro tradizione, la loro fede musulmana”.

12/01
2017

<avvenire>: La Caritas birmana: non ci permettono di aiutare i Rohingya. Drammatica la situazione umanitaria dei Rohingya: in migliaia fuggono verso il Bangladesh, mentre il governo birmano li considera "immigrati illegali", privandoli così di ogni diritto: discriminazione istituzionalizzata, Nobel Pace permettendo

09/01
2017

<nbq> nemmeno un Nobel ferma la persecuzione. Un bambino che giace morto sulla spiaggia, con la faccia affondata nel fango, e un filmato che mostra il trattamento che i militari birmani riservano alla minoranza musulmana dei rohingya: calci, pugni e bastonate a cittadini inermi. Continua

30/12
2016

<repubblica>: Premi Nobel e attivisti contro Aung San Suu Kyi: stop allo sterminio dei Rohingya. La leader birmana, premio Nobel per la Pace nel 1991, è accusata di “pulizia etnica” della minoranza musulmana dei Rohingya. Lettera aperta al consiglio di sicurezza dell'Onu, tra i firmatari anche Prodi e Bonino

27/11
2016

<avvenire>: La crisi nel Myanmar. Persecuzione dei Rohingya nel silenzio di Suu Kyi. La minoranza musulmana sempre più braccata dall’esercito birmano: 50mila in fuga. Le Nazioni Unite parlano apertamente di «pulizia etnica» [CzzC: che miti ‘sti buddisti]

08/03
2014

<wikipedia> le popolazioni cristiane e musulmane sono di fronte a una persecuzione religiosa: il governo militare ha revocato la cittadinanza dei musulmani Rohingya nel Rakhine settentrionale e ha attaccato le minoranze etniche cristiane. Tale persecuzione è particolarmente evidente nella Birmania orientale, dove più di 3000 villaggi sono stati distrutti negli ultimi dieci anni. <asiablog> La deriva ultra-nazionalista del buddismo birmano rischia di fomentare l’odio della maggioranza buddista bamar verso le molteplici minoranze etniche e religiose.

25/10
2013

Myanmar:  il Nobel per la pace Aung San Suu Kyi tiepida nei confronti della violenza anti-islamica del suo Paese;  in varie località la comunità musulmana è stata oggetto di pogrom da parte di gruppi di buddhisti, mentre aumenta il successo del “969 Movement”, il movimento islamofobo capeggiato da un gruppo di monaci, secondo molti vicini ad ambienti politici e da questi protetti. Vari osservatori internazionali sostengono che i Rohingya (una minoranza musulmana di origine bengalese) sono soggetti a persecuzione da parte del Governo centrale ma Suu Kyi, nel corso della sua visita inglese, ha clamorosamente smentito l’accusa.