modificato 05/12/2015

 

Mustafà Kemal Pascià ATATÜRK 1881-1938

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Foto/Wikip. Atatürk si era formato nella loggia massonica di Salonicco: apparentemente laicista (fece chiudere i santuari, agli uomini vietò il fez, bevve fino alla cirrosi), lanciò i suoi Giovani Turchi a sterminare laicamente i Raias (bestie, termine col quale i turchi designavano i non credenti) per allargare il confine del dar-el-Islam: genocidio di oltre un milione di cristiani Armeni.

Leggo da centrostudilaruna.it: Ataturk abolisce il sultanato/califfato, fa chiudere i santuari con l’esercito, agli uomini vieta il fez, ma quando vorrebbe vietare anche il velo alle donne la popolazione insorge, e lo accusa di essere un massone, un dunmeh ovvero un ebreo in segreto; Ataturk pensa e si muove come un perfetto laico europeizzante, infrangendo i tabù con ostentazione: si mostra in costume da bagno e invita le donne turche a fare altrettanto; gioca d’azzardo; seduce, beve fino a morire di cirrosi epatica..

 

 

05/12
2015

Pur denigrando Erdogan come artefice di scelleratezze antidemocratiche, i massoni del nostrano grande oriente democratico, non osano ammettere quanto l’illiberale possa essere stato ispirato da fratelli massoni, viste quantomeno le onorificenze accordategli dagli illuminati e il filo da Merkel. Gli stessi massoni peraltro ammettono che l'esercito turco sia «in larghissima parte di ascendenza massonica, laica e kemalista, e che la nazione turca sia stata fondata da Ataturk e da altri lungimiranti Liberi Muratori»]

1915

Traggo da Libertà&Persona: il massone Mustafà Kemal Pascià Atatürk (1881-1938), laicizzò la Turchia, ma favorì il dar-el-Islam, cioè della difesa dei territori islamici: i Giovani Turchi organizzarono il genocidio della cristianità greco-armena, uno dei più feroci della storia moderna, spostando più in là il confine del dar-el-Islam. Fu infatti dopo una proclamazione in piena regola della jihâd da parte degli imâm turchi e curdi paradossalmente decretata del potere “laico” dei “Giovani Turchi”, che venne mossa guerra ai Raias (termine che letteralmente significa gregge, bestiame, col quale i turchi designavano i non credenti) e il loro sterminio. I cristiani armeni, che già avevano subito un’ondata di uccisioni tra il 1895 e il 1896 oscillante fra le 100k e le 200k persone, seguita dal massacro nel 1909 della “piccola Armenia”, nella zona di Adana, in Cilicia, dove i morti furono da 15k a 25k, nell’agosto 1915 erano stati pressoché cancellati dai distretti orientali turchi. Sparito un insediamento bimillenario di oltre un oltre milione di individui (le stime più condivise parlano di 1.250.000 armeni ottomani residenti e di circa 70-100mila sopravvissuti), né mai fu possibile stabilire quante donne e quanti bambini fossero stati rapiti e forzati alla conversione all’Islam.