modificato 24/03/2017

 

Oscar Arnulfo Romero (1917-1980)

Correlati: diritti umani; consacrati, teologia della liberazione<>teoglib

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Ritengo Oscar Romero vicino al meglio della TdL, ma lontano dalla teoglib. Semplicistiche equazioni e disequazioni non si addicono a questo vescovo martire che, ad esempio, contrastò energicamente l'inquinamento del cattolicesimo con derivazioni marxiste.

Oscar Romero su Wikipedia.

 

 

20/05
2016

<stampa>: La lettera di Pannella (radicali) al Papa, poco prima di morire: “Non mi stacco dalla croce di Romero”. Lo rende noto Famiglia Cristiana. Il leader radicale, morto ieri: «Ti scrivo dalla mia stanza all’ultimo piano per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere»

05/12
2015

<oscarm>: il Beato Oscar Romero e lo Scapolare della Beata Vergine Maria, stralci di un articolo di P. Fernando M. Romeral, O.Carm: "...Monsignor Romero aveva una grande devozione per la Vergine del Carmelo e ha portato fino alla morte il santo Scapolare. E non è privo di significato il fatto che, quando venne colpito da un franco tiratore mentre celebrava la Messa nella cappella del cosiddetto “ospedalino”, Romero cadde morto quasi ai piedi dell’immagine della Vergine del Carmine... Forse la miglior testimonianza della devozione mariana di Monsignor Romero ci è data dalle sue omelie e, fra esse, sicuramente ce ne sono tre che, in misura più o meno grande, fanno riferimento alla Vergine del Carmelo e allo Scapolare ...

22/05
2015

<radio.va, stampa, newsecclesia>: L’opzione per i poveri del Vescovo Romero non era ideologica ma evangelica. [CzzC: vero, per questo occorre discernere certi ideologismi teoglib, che accampano la santificazione col criterio di “martirio per la giustizia del Regno” in opposizione al “martirio in odium fidei”: vedi mio commento 24/03 al criterio di don A.Vitali sulla salvezza-giustizia in tesi Mancuso]

24/03
2015

<vatican>: don Alberto Vitali: Romero martire  per “la giustizia del Regno”. Perché si sono attesi 20 anni da quando la causa di beatificazione di mons. Romero arrivò a Roma? “La questione per eccellenza che rendeva difficile la sua beatificazione era se si potesse considerare martire un vescovo ucciso non da persone estranee alla fede ma dai mandanti di un'oligarchia che si professava cattolica, dentro un paese cattolico". "Per il Codice di diritto canonico, infatti, si è martiri quando si è uccisi 'in odium fidei'. Per cui molti si chiedevano se si potesse considerare tale un presule ucciso per la difesa dei poveri e dei diritti umani". "In altri termini - continua don Vitali - molti si chiedevano se Romero fosse stato ucciso perché aveva portato fino in fondo il suo ministero o se, condizionato da una situazione politica particolare, era andato oltre il limite. L'importanza della decisione della Chiesa è che ci dice che Romero non aveva superato il limite, ma che tutto ciò che ha fatto faceva parte dello svolgimento del suo ministero". "Con questa beatificazione di Romero la Chiesa ci dice - conclude don Vitali - che 'la giustizia del Regno', così come la chiamava Gesù, è un elemento essenziale per vivere e annunciare la fede. E che per essere veramente cristiani, in determinate situazioni, non si può che agire così. Per questo credo che la beatificazione di Romero sarà gravida di frutti buoni non solo per El Salvador ma per la Chiesa universale".

[CzzC: io direi così:

- l’agire e il predicare di Romero faceva parte dello svolgimento del suo ministero

- il Regno di Cristo persegue la giustizia, perseguire la giustizia è elemento essenziale per vivere e annunciare la fede;

- Romero fu ucciso per odium contro il suo agire e predicare che vale come odium fidei anche se esecutori e mandanti erano battezzati, così come l’ebreo Gesù fu ucciso da ebrei per il suo agire e predicare.

Ciò preciserei in discernimento della formulazione di don A.Vitali, onde evitare che sul criterio di “martirio per la giustizia del Regno” anziché di “martirio in odium fidei” come prevede alla lettera il codice di diritto canonico, si finisca per sottolineare la rottura di criterio: voglio credere che don Vitali non sostenga le tesi care a Vito Mancuso sul Regno e la Salvezza: udii quest’ultimo catechizzarci che Regno e Salvezza di Cristo si fondano sulla giustizia più che sulla fede nel crocifisso e risorto per la nostra salvezza e che non c’è bisogno della risurrezione di Gesù per dire che la morte non è l’ultima parola]

24/03
2015

<mediaset>: il 24 marzo di 35 anni fa veniva assassinato l'arcivescovo Oscar Romero, che verrà beatificato il prossimo maggio. Lo ricorda questa trasmissione delle frontiere dello spirito, di Tiziana Colombo, con un'intervista di Raniero La Valle (da ~minuto20; prima c'è il commento del vangelo del cardinale Ravasi). <qui stralcio audio testimonianza di una suora e del fratello dell’arcivescovo>

04/02
2015

<twit> Papa firma decreto: riconosciuto il martirio di Oscar Arnolfo Romero, Arcivescovo di S. Salvador, ucciso in odio alla fede il 24 marzo 1980. <avvenire> ecco la verità storica su un pastore fedele

05/12
2014

<famigliacristiana>: Il sindaco di San Salvador vuole dedicare una strada al maggiore Roberto d’Aubuisson, il mandante dell’esecuzione dell'allora arcivescovo della città, monsignor Óscar Arnulfo Romero. <vho>: Roberto d’Aubuisson, era uno dei più scellerati diplomati della SOA (School of Americas, istituzione di insegnamenti di trattamenti illegali sui prigionieri; il 40% dei membri del Gabinetto sotto tre dittature sanguinarie del Guatemala erano diplomati SOA)

24/03
2013

<ilpost>: Romero prese le distanze dalle forme più estreme della Teoglib: condannò la guerriglia sostenendo che la violenza non era giustificabile, se non in casi estremi. Scrisse che il materialismo marxista era una negazione della dottrina cattolica, ma prese le distanze anche dalle posizioni ferocemente anticomuniste come quelle di vescovi argentini. Nel 1977 venne assassinato a El Salvador Rutilio Grande, un sacerdote gesuita amico personale di Romero, grande esponente della Teologia della Liberazione che aveva a lungo lavorato con i contadini più poveri e aveva duramente criticato il governo militare. L’omicidio colpì profondamente Romero, che tempo dopo disse: «Quando guardai Rutilio che giaceva morto davanti a me pensai: “Se lo hanno ucciso per ciò che faceva, allora io devo seguire il suo stesso sentiero”».Romero cominciò a parlare sempre più spesso delle divisioni e delle ingiustizie sociali di El Salvador e condannò gli assassinii e le torture che il governo portava avanti nei confronti degli oppositori politici. I rapporti tra governo e Chiesa peggiorarono. Nel 1979, un colpo di stato depose il governo militare del colonnello Molina: Romero brevemente credette che potesse rappresentare una svolta liberale, ma si disilluse e, dopo che alla guida venne chiamato José Napoleon Duarte, divenne uno dei più accesi critici del governo che non riusciva a fermare le violente azioni repressive dell’esercito e soprattutto delle bande paramilitari – i famosi “squadroni della morte”, mentre la guerriglia continuava a diffondersi. Nel 1980 Romer scrisse al presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, chiedendogli di cessare l’invio di aiuti al governo del Salvador. Per questa ed altre iniziative, Romero divenne una figura conosciuta in tutto il mondo (incontrò anche papa Giovanni Paolo II) e spiegava che era impossibile sostenere il governo di El Salvador perché appoggiava le torture e gli assassinii compiuti dai gruppi paramilitari.

04/07
2012

Secondo questo articolo, Romero si sarebbe convertito a più ragionevoli convinzioni provenendo da una tradizione cattolica di stampo tridentino che lo portava ad essere sostenitore dell'Opus Dei e preoccupato del possibile inquinamento della dottrina cattolica con elementi di derivazione marxista. [CzzC: mi pare che talune semplicistiche equazioni e disequazioni non si addicano alla dignità di questo vescovo martire].

24/03
2010

<Onu>: Per ricordare le vittime delle violazioni dei diritti umani e onorare la memoria di chi ha dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani, con esplicito riferimento all'arcivescovo Romero, nel 2010 l'ONU ha proclamato il 24 marzo giornata internazionale del diritto alla verità per le violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime.

24/03
1980

<mediaset>: 24 marzo 1980 ore 18,25 mentre celebra la Messa, l'arcivescovo Oscar Romero viene assassinato con una fucilata: <qui stralcio audio testimonianza di una suora e di suo fratello>. Le indagini additeranno mandante il maggiore Roberto d’Aubuisson, potente capo dei servizi segreti (diplomato SOA) e delle famigerate formazioni paramilitari. Romero sarà beatificato maggio2015.