DNA, GENETICA; ne fu precursore GREGOR JOHANN MENDEL 1822-1884

era un abate agostiniano e quando morì non si era ancora capito il suo contributo alla genetica, tanto che i giornali scrissero che era morto un bravo meteorologo e un “amico dei poveri”.

Traggo dal Mendel Day VR/2014 il suo stupore amorevole davanti al Creato, e trovo anche oggi inadeguato il riduzionismo materialista.

Nemmeno Darwin metteva l’evoluzionismo contro l’esistenza di Dio, ancorché gli emuli tardivi di Comte, per lo più legati allo UAAR, celebrino i Darwin days come una sorta di festa laicista dello scientismo, scagliato contro i credenti.

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[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 19/03/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: scienza, verità; ragione e razionalità; oggettività, la chiave della conoscenza, il genoma tra i 10 enigmi dell'universo

 

2024.03.11 e 19 Conferenza/TN «Vita artificiale» <locandina> dell’incontro con Maria Chiara Carrozza (presidente del CNR, prof. di Ingegneria Biomedica e Robotica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) e con Renzo Pegoraro, cancelliere della Pontificia Accademia per la vita, docente di bioetica. È possibile una conciliazione tra etiche e pratiche diverse dalle piante OGM alle modificazioni del DNA umano? Tra il naturale e l’artificiale? Per gli impatti più rilevanti in ambito economico, politico, militare e sociale? [CzzC: «Socialità artificiale» è il titolo del prossimo incontro 19Mar con Franco Bernabé e Irene Graziosi: qui appunti]

 

↑2023.03.01 <voce24news> diamo voce ai grandi scienziati: il format ideato e condotto da Francesco Agnoli: trailer, Nicolò Stenone /geologia, Georges Lemaître /BigBang, Gregor Mendel /genetica, Louis Pasteur, Nicolò Copernico, Guglielmo Marconi.

 

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Trassi da http://www.libertaepersona.org/wordpress/ febbr.2013

   Eravamo nell’Ottocento. In quel secolo di illusioni si pesavano le urine e si misuravano arti e crani (convinti che il cervello espella pensieri come la milza secerne la bile), allo scopo di classificare, graduare gli esseri umani, “scientificamente”. Si riteneva, da parte di molti, che la scienza umana avrebbe risolto tutto, compreso ogni cosa, realizzato un mondo futuro di uomini felici, perfetti, sani… Intanto si ponevano le basi per il razzismo “scientifico”, anglosassone e nazista.

   In quell’epoca, un intellettuale alla moda, Auguste Comte, propose di sostituire i santi, nel calendario, con gli scienziati. Oltre un secolo dopo, alla fine del Novecento, emuli tardivi di Comte, per lo più legati allo UAAR, hanno lanciato i Darwin day, una sorta di festa laica dello scientismo, scagliato contro i credenti. A costo di fare violenza su Darwin stesso, che fu certamente tentato dall’ateismo e dalla ribellione, ma che si definì sempre agnostico, spiegando in più occasioni che proprio lo studio della natura può portare o allontanare da Dio a seconda del punto di vista e delle esperienze personali. Ai Darwin Day, ultimamente, qualcuno ha proposto di contrapporre i Mendel day [CzzC: qui ad es. 20/02/2013 Verona]. Una giornata all’anno, cioè, per ricordare che la scienza sperimentale è uno dei tanti doni della grecità e del cristianesimo al mondo. Mendel, padre della genetica - come Spallanzani, “principe dei biologi”; come Copernico, pioniere dell’astronomia; come Stenone, padre della moderna geologia; come Leonardo Garzoni, pioniere del magnetismo; come Renè Just Haüy, padre della mineralogia e della cristallografia; come Lemaître, il teorico del Big bang...-era un sacerdote cattolico.

   Era, inoltre, Mendel, un monaco come san Benedetto, padre dell’Europa; come Alcuino, “ministro dell’istruzione“ di Carlo Magno; come Guido d’Arezzo, inventore del pentagramma musicale; come Padre Benedetto Castelli, padre dell’idraulica moderna… Come loro amava la natura, il canto liturgico, la Sacra Scrittura, e la carità cristiana. Tanto che quando ebbe a morire i giornali, poiché ancora non si era capito il suo contributo alla genetica, scrissero che era morto un bravo meteorologo e un “amico dei poveri”. A questo riguardo Mendel era infatti responsabile del collegio dei sordomuti della sua città: mentre faceva il meteorologo e studiava la genetica, anche per aiutare concretamente i contadini della sua terra, proseguiva la tradizione monastica, da cui proveniva il padre dell’educazione dei sordomuti, il monaco spagnolo Pedro Ponce de Leon.

   Mendel day, dunque, per ricordare che la genetica penetra l’intelligenza del Creatore posta nel creato; per rammentare che la vita non è cosa nostra, ma realtà che obbedisce a leggi e che nello stesso tempo sprofonda nel Mistero; per tornare ad uno sguardo, sulla natura e sull’uomo, religioso, cioè stupito, amorevole, estraneo ad ogni riduzionismo materialista. Dietro il genoma, infatti, c’è un mondo, e, soprattutto, una domanda: di Chi ci parla l’ “intelligenza” della vita?