Anche nella fisica più avanzata «Non c'è mai stato un punto di arrivo, cerchiamo l'assoluto e Dio»

Agnoli intervista lo scienziato Lucio Rossi che lavora al Cern ed è stato nella squadra del Bosone di Higgs

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 05/04/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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2021.04.05 traggo da <facebook> D: Quali devono essere le virtù dello scienziato?

R: Ci vogliono doti di natura occorre masticare la matematica avere un qualche intuito in fisica; poi ci vuole la curiosità dei bambini perché ci permette di porci delle domande; il dubbio sistematico non porta a nulla; al contrario lo scienziato persegue in modo religiosamente fanatico delle intuizioni delle idee; la domanda è per me sinonimo di apertura al mondo, attirati catturati dalle bellezze del Cosmo ci domandiamo come e perché

D: Altra domanda vengono in mente i pionieri della Scienza sperimentale uomini inclini alla ricerca filosofica e teologica spesso molto religiosi

R: certamente. Perché la religione dà o cerca di dare delle risposte a delle domande. Chi è religioso cerca il senso e vuole comprenderlo in modo sempre più approfondito; le verità della fede infatti non sono statiche ma vanno penetrate sempre più perché, avendo a che fare con l'essenza del umano, sono inesauribili; anche nella scienza accade qualcosa di analogo: la teoria sulla gravitazione di Isaac Newton è stata superata da quella di Albert Einstein è un domani avremo una teoria che sopravanzerà quella del fisico tedesco. Qui al CERN abbiamo trovato il bosone di Higgs che poteva sembrare un punto di arrivo e invece no, abbiamo delle discrepanze che ci spingono ad andare oltre.

D: oggi gli scienziati non sono più religiosi come un tempo.

R: anche oggi molti scienziati hanno un senso religioso del mistero che per me si identifica con Dio; una volta c'erano persone religiose solo per moda culturale, oggi l'onda culturale va in un'altra direzione e ci si adegua. Difficile però trovare scienziati che si dichiarino fermamente atei: molti oggi preferiscono non esporsi, altri si definiscono agnostici o indifferenti. Siamo in un tempo di pensiero debole»