ultima modifica il 17/11/2020

 

Per il valdese Baratto la canonizzazione dei santi è più che un problema (pubblicità comparativa in allusività anticattolica?)

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Pongo domande al pastore valdese Luca Baratto che giustifica il silenzio valdese sulla canonizzazione dei Papi GP2° e B16° così: che a un credente, seppure esemplare, venga accordata una particolare forma di devozione, se non addirittura un culto, questo per un protestante è un problema, anzi, è più che un problema.

 

 

Da: CzzC     Inviato: venerdì 23 maggio 2014 00:17
A: 'culto.radio@fcei.it'
Oggetto: all'att.ne del pastore Luca Baratto

Egregio Luca, fratello in Cristo,

   sono un cattolico assiduo ascoltatore di Culto Evangelico su Radio1Rai la domenica mattina, (ad es. grazie per la riflessione di domenica scorsa sul perdono di Dio apprezzabile anche come lenitore di rimorso per una colpa incancellabile), forse già noto in qualche archivio @fcei.it per aver inviato delle domande in occasione di alcuni sermoni della rubrica “parliamone insieme” o “finestra aperta”, con lo scopo di

a) aiutare il discernimento degli intendimenti dell’autore pro me e amici

b) tentare una correzione fraterna (qui spiego anche perché do del TU a qualunque autore), intesa sempre reciprocabile, laddove io ritenessi, senza presunzione di essere più giusto dell’autore, che egli potesse modificare qualche espressione che mi paresse mortificare il dialogo ecumenico.

IL CONTESTO DELLE MIE DOMANDE

Ascoltando “Parliamone insieme“ nella trasmissione Radio1Rai Culto evangelico di domenica 04/05/2014 ~h7,55 annotai alcune riflessioni che oggi ho rielaborato in commenti a supporto di alcune domande da presentarti con il suddetto intento.

LE DOMANDE

Qui di seguito accludo i commenti alla tua riflessione e le domande numerate progressivamente per immediatezza di eventuale tuo riferimento: spero che tu comprenda il mio desiderio di chiarimento e mi conceda il tentativo di correzione fraterna più o meno esplicito, senza farmi passare per polemico: non amo l’allusività, preferisco documentare con esempi e lasciarmene correggere l’interpretazione con apertura alla ragionevolezza.

Ti chiederei di segnalarmi

- eventuale tuo dissenso o istruzioni correttive dei miei commenti/domande: la tua risposta passerei ad amici, valorizzandola come correzione fraterna in reciprocità;

- eventuale tuo/vostro dissenso alla mia intenzione di usare ancora la presente modalità di porre domande a culto.radio@fcei.it (semel in anno), magari perché vi disturbassero troppo: comunque vi direi fin d’ora che non porrei le medesime domande sulla stampa o per radio, per non far godere ulteriormente chi si compiace già troppo di leggere dissenso tra confessioni cristiane, mentre il mio gruppo di rassegna stampa conta qualche decina di credenti e non credenti che sarei certo di poter raggiungere tempestivamente con la correzione di errori miei ed altrui che censissi sulle pagine del mio modesto blog.

Con la promessa di un ricordo nella preghiera, felice della nostra comune affezione a Cristo, offro un abbraccio in Lui a te e ai fratelli Valdesi.

Cordiali saluti. CzzC..

 

 

Trascrivo dalle parole di Luca Baratto curatore di “Parliamone insieme“ nella trasmissione Radio1Rai Culto evangelico di domenica 04/05/2014 ~h7,55.

Alcune lettere di ascoltatori ci chiedevano come mai domenica scorsa non avessimo in alcun modo dato notizia delle santificazioni di Giovanni 23° e di Giovanni Paolo 2°; la risposta è semplice: non ne abbiamo dato notizia perché le canonizzazioni come evangelici non ci appartengono, non questa in particolare, naturalmente, ma tutte in generale. Come ha detto il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, interpellato sull'argomento, le santificazioni di domenica scorsa non erano un evento ecumenico: pieno rispetto per i credenti cattolici che vi hanno partecipato, ma come protestanti non ci riguardano.

[CzzC: caro Luca, parrebbe superfluo ricordare che i protestanti non canonizzano santi, ma mi parrebbe anche che la fraternità tra confessioni cristiane A, B, C dovesse portare B a coltivare interesse più che censura verso importanti eventi X che, pur non praticandoli, vede considerati da A,C assai significativi per il loro cammino di fede, a meno che

- non si voglia ridurre il dialogo e il rispetto ecumenico al solo fattor comune

- oppure che B non consideri l’evento X una pratica tanto inopportuna che, non solo la vieta a sé, ma preferisce sentirsi superiore tacendola anziché redarguendo i praticanti A,C, quantomeno pro political correctness.

Ti chiederei.1 se ti paresse che sbaglio.

 

Il problema non è l'esemplarietà: anche secondo noi esistono figure di credenti esemplari sia nel cattolicesimo sia nel protestantesimo; penso ad esempio al teologo luterano tedesco Dietrich Bonhoeffer morto in un campo di prigionia nazista o a Martin Luther King e al suo impegno per i diritti civili degli afroamericani; eppure nessuno di loro è mai diventato un santo; dico di più: nessun protestante si sognerebbe mai di pregare Dio attraverso Dietrich Bonhoeffer o Martin Luther King: il problema sta qui, nel fatto che al credente esemplare venga accordata una particolare forma di devozione, se non addirittura un culto: questo per un protestante è più che un problema, solo Gesù Cristo è l'unica via verso Dio; i santi, per esemplari che siano, non possono usurpare questo ruolo che nella comprensione evangelica è esclusivamente di Cristo, Solus Christus, Cristo soltanto è infatti una delle parole d'ordine della riforma. Il problema sta dunque qui.

[CzzC: se ti chiedessi.2 se debbo chiedere perdono a Dio per il turbamento che, pregandolo attraverso la Madonna e i Santi canonizzati, provoco a te, lagnante cotale problema, anzi, più che un problema, probabilmente mi dispenseresti: grazie! Ma in fraterna trasparenza ti comunico che chiederò.3 ad AM, segretario del tavolo trentino delle appartenenze religiose (avente come unico criterio di adesione quello di non sentirsi superiori agli altri), se non gli paresse che questo tuo parlare trasudi quantomeno superiorità se non astio verso i cattolici, atteso che la trasmissione in  parola ben citò tra gli eventi ecumenici, ad esempio, la nomina di Vescovi cristiani gay pur ammettendo che i Valdesi non hanno ancora deciso di praticare cotale modernità].

 

Detto questo debbo ancora fare una precisazione: anche se come evangelici non  canonizziamo santi, tuttavia le parole santità e santificazione fanno parte del nostro vocabolario di fede; la riforma protestante non le ha cancellate, ha dato loro un significato più aderente all'insegnamento della Bibbia; per un  protestante infatti la santità non  riguarda tanto la grandezza spirituale di un credente ma è piuttosto una vocazione rivolta ad ogni cristiano. Santi sono infatti tutti coloro che appartengono a Dio e che nella loro vita sono chiamati a compiere la sua volontà ognuno nella condizione in cui si trova, nella quotidianità della vita nella  pratica del lavoro, nell'essere ben presenti nella società. Ricordo un inno che si canta nelle chiese presbiteriane  americane e che chiede  "chi sono i santi del Signore?" La risposta è questa: "la maestra a scuola, il postino, il dottore, la panettiera”; è nella quotidianità, e quindi anche nella vita non eclatante ma fedele e consapevole, che la santità si realizza, nel modo con cui stiamo al mondo e sappiamo testimoniare della vita nuova donataci da Cristo. Essere santi per un protestante significa essere consapevoli di questa chiamata e rispondere ad essa.

[CzzC: anche se sappiamo che i protestanti non canonizzano gli esemplari, a casa nostra cerchiamo di fare ecumenismo esaltando il tanto che ci accomuna e rispettando il resto come libertà di scegliere guide e sentieri diversi da quelli cattolici per seguire Cristo, tanto che, invitando nella nostra chiesa a pregare concordi un vostro Pastore, paghi del tanto che ci accomuna subimmo a capo chino che egli ci ironizzasse su Papa Benedetto narrandoci come gli siano stati regalati dai protestanti un paio di guanti per proteggersi dall’inverno dell’ecumene che il Papa avrebbe creato con qualche discernimento di troppo tra le nostre confessioni. Se sai che il nostro Catechismo sulla santità (/#2013) ci insegna che “Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla santità”, ti chiederei.4 perché, perdendo l’opportunità di evidenziare ciò che ci accomuna, lo sottaci magari per lasciar surrettiziamente intendere che solo i protestanti concepiscano la santità realizzabile nella quotidianità della vita  pratica da parte di tutti: non voglio pensare che sia per pubblicità comparativa].

 

[CzzC: se tu fossi giunto a leggermi fin qui, potresti anche esserti stancato (spero non irritato) e chiedermi “ma cosa vuoi da me in parole più semplici?”.

Eccomi più semplice: ti chiederei.5 per favore che la prossima estate la tua rubrica non taccia ma giudichi ecumenicamente un evento assai caro ai protestanti dell’Ulster, che comincia con la notte dei falò (bonfire night) e prosegue con le gloriose parate (spesso in sanguinate da violenza, vedi qui una mia cronistoria degli ultimi 20 anni) in memoria della battaglia con cui il re protestante vinse il re cattolico nel 1690: la definiscono una cerimonia sacra (quasi santa diremmo per stare in tema) e come tale è considerata intoccabile, perché così fecero i coloni di Belfast quando re Guglielmo entrò trionfante in città, così rendono grazie a Dio perché l’Ulster è ancora in maggioranza protestante: quelle in corsivo non sono parole mie ma tratte dalla cronaca ordinaria.

Comunque, anche se la rubrica domenicale @fcei in parola tacesse l’evento Ulster o non invocasse come tanti uomini di senno, non solo di fede cattolica, che cessino quelle protestanti carnevalate maestre di odio incivile oltre che anticristiano, eviterei pubblicità comparativa anti-protestante (nessun  cristiano, nemmeno i santi, sono esentati dal chiedere perdono a Dio per i loro peccati, come Cristo ci insegnò), ma pazientemente riproporrei le domande con gli intenti a-b della premessa.

Ripropongo un abbraccio in Cristo, felice del tanto che comunque ci accomuna in lui.]

Ciao. CzzC.