modificato 23/07/2017

 

Ulster: far cessare le marce delle logge orangiste

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Per una cronistoria sull'Ulster clicca qui. Almeno fino al 2015 quando annotai l’ennesimo scontro provocatorio, ogni estate, protette da centinaia di agenti antisommossa, le logge orangiste protestanti sfilavano ripetutamente con marce provocatorie per ricordare che nel 1690 il principe William of Orange vinse la Battaglia di Boyne contro gli indipendentisti cattolici; gli unionisti/lealisti/orangisti non solo rifiutavano di abbandonare l’anacronistica consuetudine della parata provocatoria, ma respingevano la precauzione di marciare solo nei distretti protestanti di Woodvale, Shankill e Ballysillan e pretendevano di sfilare attraverso il quartiere cattolico di Ardoyne.

Chi avesse a cuore il dialogo ecumenico, soffre sapendo che alcuni di quei marciatori sono anche frequentatori di chiese cristiane dove magari dovrebbero udire sermoni di pace e di dialogo ecumenico, ma la notte dei falò (bonfire night) e la grande parata del “glorioso giorno 12 luglio” è una cerimonia sacra/santa, considerata intoccabile: ogni quartiere protestante di ogni città nordirlandese innalza enormi cataste di legno e di qualsiasi materiale possa bruciare (anche inquinante) perché così fecero i coloni di Belfast quando re Guglielmo entrò trionfante in città, così – come con le marce delle logge orangiste – rendono grazie a Dio perché l’Ulster è ancora in maggioranza protestante, ed è considerato attrazione turistica il pittoresco spettacolo di Belfast illuminata.

Se fossero stati i cattolici a chiedere di sfilare in casa protestante per celebrare chissà quale vittoria contro di loro, il loro intento sarebbe stato messo fuori legge da secoli; ma per il viceversa non vale la forza del diritto alla pace, bensì il diritto della forza di potenti stolati, che ai cattolici non solo negano il diritto di far cessare quella marcia maestra di odio, ma anche il diritto di ottenere che gli orangisti marcino lontano dai quartieri cattolici. Chissà che in data successiva non sia maturata saggezza per deporre anacronistiche ostilità e affrontare assieme ben altre minacce incombenti sul bene comune]

 

 

28/02
2016

<Adinolfi/fb> 100 anni fa la rivolta cattolica indipentista in Irlanda contro il dominio protestante inglese, nel 1916, centrò il successo con la nascita dell'Eire. Resta la ferita dell'Irlanda del Nord, che ha provocato una guerra fermata da Gerry, l'uomo con la barba in cappotto scuro di questa foto [CzzC: che sia un caso che a pretendere le adozioni gay siano soprattutto quei protestanti che bardati da luminati labari insistono irripresi a provocare i cattolici con le marce orangiste sovente segnate dal sangue?]

14/07
2015

Far cessare le marce provocatorie degli orangisti in Ulster: anche quest'anno a Belfast la marcia orangista è degenerata in scontri con la polizia: spari da armi pesanti, investita una 16enne cattolica. Commento

14/07
2012

Ulster, ancora scontri per le parate,  una ventina i feriti. Un esempio di differenza di civiltà:  Gerry Adams, leader del Sinn Fein, repubblicano, all'indomani della parata chiede all’ordine orangista di prendere parte al processo di pace: «Credo che molti tra gli orangisti preferirebbero che le persone parlassero delle tante parate fatte senza che ci fossero incidenti piuttosto che discutere in merito alle scene di violenza che fa da contorno a poche delle manifestazioni» e si è augurato che fatti simili a quelli di ieri non succedano in futuro; il leader del Sinn Fein ha anche criticato la scelta fatta dagli unionisti di far passare la sfilata nei pressi di un’area di Belfast abitata prevalentemente da cattolici: [CzzC: per questo forse i potentati stolati e illuminati gli danno dell'intollerante].

08/07
2011

Ulster in fiamme: stagione di parate orangiste, le aree cattoliche nel mirino: cento uomini con il volto coperto da passamontagna, sulle mani guanti di lattice, si sono schierati in prossimità degli ingressi nell’enclave “papista” di Short Strand con l’ordine di terrorizzare la comunità. Polemica sull’inerzia delle autorità nordirlandesi.

14/07
2010

Marce orangiste in Ulster: feriti agenti e anche un bambino: “bastardo cattolico” hanno urlato in faccia al bimbo di quattro anni, mentre in braccio al padre veniva portato via verso l’ospedale, coinvolto con i genitori negli attacchi dei lealisti. Secondo lo Sinn Fein si tratta dei “peggiori scontri dal trattato di pace”. Milioni di sterline in danni [CzzC: se fossero stati i cattolici a volere la marcia storica, gli avrebbero fatto pagare il conto, ma l’Ordine D’Orange ha dalla sua il diritto della forza dei potenti]

21/08
2009

Lealisti in corteo, tensione in Irlanda del Nord dopo il rifiuto della commissione che vigila sulle parate di rivedere la decisione su una marcia lealista prevista questa sera alle 9 a Rasharkin. Quarantuno bande, 1.200 membri e altri 1.500 lealisti sfileranno in questa piccola località nazionalista dove tutti i mille abitanti sono cattolici.

12/07
2008

Ulster: scontri a vigilia marcia orangista, 19 feriti

12/07
2006

2006, Ulster. Rulli di tamburi e squilli di fanfare, durante la giornata delle marce orangiste (12 luglio 2006) dove i protestanti in Irlanda del Nord hanno festeggiano il 316esimo anniversario della vittoria del re protestante Guglielmo d’Orange sul re cattolico Giacomo II nel1690. Per la prima volta dal 1969 l’esercito britannico non era schierato lungo i percorsi delle marce, nonostante i violenti scontri dello scorso anno a Belfast fra protestanti e cattolici: a presidiare soltanto la polizia: da giugno a settembre si sa, almeno duecento marce si dovranno consumare.

09/07
2004

Nell'Ulster il 12 luglio è la ricorrenza principale per i protestanti. E la tensione è alle stelle. Le logge orangiste marciano per ricordare la vittoria del re protestante ... Il gran giorno per i protestanti dell’Irlanda del Nord sta arrivando, con gli stessi prevedibili rituali di sempre. A Belfast e in tutte le altre città dell’Ulster sono quasi pronte le enormi pire che nella notte tra domenica e lunedì verranno date alle fiamme per ricordare la vigilia della vittoriosa battaglia del re protestante contro il re cattolico che sancì il predominio dei coloni scozzesi e inglesi (protestanti) sui nativi irlandesi (cattolici). La notte dei falò e la grande parata del “glorioso giorno 12” rappresentano il momento clou della stagione delle marce, il momento in cui il passato torna puntuale ogni anno, lasciando ad un futuro diverso solo lo spazio riservato ai sogni. La memoria, in Irlanda del Nord, ha un peso enorme. Le cerimonie per onorarla sono sacre, considerate intoccabili da chi le sente sue, e ovviamente vituperate dall’altra parte. La bonfire night, la notte dei falò, è l’esempio più clamoroso di questo atteggiamento. Ogni quartiere protestante di ogni città nordirlandese innalza enormi cataste di legno, pneumatici e qualunque cosa che non serve più e si può bruciare. Fanno così perché così fecero i coloni di Belfast quando re Guglielmo entrò trionfante in città, così – come con le marce delle logge orangiste – rendono grazie a Dio perché l’Ulster è ancora in maggioranza protestante. Ma, per quanto sia pittoresco lo spettacolo di Belfast illuminata dai tanti fuochi notturni, quelle pire emanano anche un puzzo tremendo e rilasciano una quantità pazzesca di sostanze tossiche e cancerogene. Le statistiche dicono che c’è più inquinamento a Belfast nella notte dei falò che in tutti gli altri giorni dell’anno messi assieme.

09/07
2001

Gli orangisti marciano da trecento anni fuori dal tempo: soltanto una massiccia presenza di militari ha evitato gravi incidenti alla sfilata dei protestanti nella via cattolica di Portadown. Oggi soltanto una minoranza di alunni delle scuole medie di Stato britanniche probabilmente conosce quel sanguinoso episodio, che nel 1690 segnò il definitivo trionfo dei re protestanti sul trono britannico. Ma la tradizione delle marce commemorative di quell' antica vittoria dei protestanti orangisti, da più di tre secoli, nell' Irlanda del Nord minaccia nuova violenza praticamente ogni anno.

09/07
2000

Gli orangisti infiammano l' Ulster: i protestanti vogliono sfilare nei quartieri cattolici, anche a rischio della pace. La stagione delle parate «lealiste» culmina oggi con la marcia di Portadown dove l' esercito ha alzato un muro di filo spinato. La stradina di Drumcree, tra un muretto a secco e un prato paludoso, ha una sola virtù, quella di condurre giù per Garvaghy Road, la via dove abita la comunità cattolica di Portadown. E perciò per i protestanti, o meglio per la retroguardia radicale che ne è l' Orange Order, è il luogo dove dimostrare che gli eredi dei coloni britannici venuti nei secoli in Irlanda sono ancora padroni nell' ultima provincia rimasta sotto la sovranità di Londra. Così a luglio, bombetta in testa e ombrello al braccio, al suono struggente di antiche marcette ritmate da tamburi e pifferi, gli orangisti cominciano la stagione delle marce ...

06/07
1998

Gli orangisti marciano, l' Ulster trema: slogan, sermoni e bombetta. La polizia britannica, un tempo complice e fidata, non li lascerà passare nel quartiere cattolico.

In chiesa, al sermone, sale dalla folla orangista un profumo che sa di stalla e di sudore. Il reverendo Pickering arringa i rudi coloni: "Dovete lavorare per una nuova alba: c'e' stato l'accordo di pace, il referendum, il voto, la nuova assemblea. Ma la situazione non e' mai stata peggiore". Ansia. "E sapete qual e' la soluzione?". I fedeli che si scambiano occhiate interrogative: "Dio!", urla il pastore. E cosi', come Ponzio Pilato, si lava le mani e intona l'inno, "God save the Queen", che trova tutti d'accordo.

07/07
1997

Nord Irlanda blindata: sfilano gli orangisti, esplode la protesta. Ore di scontri durissimi tra polizia, cattolici e lealisti. un'esplosione di violenza ha accolto la ripresa delle annuali marce degli unionisti, che vogliono così affermare la loro sovranità sulle contee nord - irlandesi.

11/07
1996

Ulster: vincono gli orangisti, potranno marciare: Gli ''orangisti'' l'hanno avuta vinta: i membri dell'ordine lealista che si richiama alla memoria di Guglielmo III d'Orange, il Re d'Inghilterra che tre secoli fa sconfisse i cattolici hanno ottenuto l'autorizzazione a marciare attraverso la zona cattolica e nazionalista di Portadown. Un migliaio di protestanti nella tradizionale tenuta (sciarpa arancione e cappello a bombetta) stanno per sfilare nell'area finora ''proibita'' dopo che gli agenti del RUC (Royal Ulster Constabulary), che per quattro giorni avevano bloccato loro l'accesso, hanno sgomberato con la forza la strada finora presidiata da controdimostranti nazionalisti.