RIDENDO castigat mores, purché non si tratti di ironia malefica maestra di odio o di becero sozzo umorismo

La locuzione «castigat ridendo mores» è usata anche per insegne di teatri, ed indica un modalità comunicativa satirica che, spargendo ironia e ridicolo su vizi e difetti umani, mirerebbe ad una riforma dei costumi verso un presunto "meglio" in ambito di giustizia e verità, cioè di percepito bene comune

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 16/04/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: barzellette; tutt'altra cosa ad esempio l'ironia delegittimante, cattofobica, l'hate speach, la criminalizzazione dell'avversario

 

2022.02.02 Qualcuno a Sanremo 2022, ri-raschiando il fondo della sfondra degli stravaganti showbiz, sarà rimasto deluso che i credenti offesi non lo abbiano commentato con la parola blasfemia, attesa per incremento pubblicitario da chi l’aveva studiata a tavolino; mi piace come l'<osservatoreromano> abbia usato la parola trasgressione: "non c'è stato nella storia un messaggio più trasgressivo di quello del Vangelo: un grande artista rock come David Bowie recitò il Padre Nostro in ginocchio ... Non ci sono più i trasgressori di una volta". [CzzC: plaudo al coraggio e all'ironico doppiosenso con cui l'OR usa la parola "trasgressione", laddove altrove certi giornalisti diocesani ai trasgressori di oggi darebbero il foglio rosa teologico]

 

↑2016.mm.gg <yt> Italiani ed altri europei a confronto, ridendo [CzzC: ridiamo e impariamo da altri europei alcune best practices organizzative, ma teniamoci cari certi pregi, non solo artistici, a partire da quel pilastro dei diritti umani difeso dall'Art.18 (libertà di coscienza) della dichiarazione universale, che altri vorrebbero incrinare, ad esempio negando il diritto all'obiezione di coscienza]

 

2013.12.21 <trafiletto> Castigat ridendo mores, correggere i costumi ridendo. Questa frase venne coniata dal letterato francese Jean de Santeuil (1630-1697) per un attore italiano, Domenico Biancolelli, superbo interprete della maschera Arlecchino.