HAREDIM ebrei ultraortodossi, EBRAISMO HAREDI, ~no-vax

Charedì o Haredì (plur. ḥaredim) <treccani> Gli haredim (‘timorati di Dio’) rappresentano il 12% della popolazione israeliana, vantano un alto tasso di natalità con sovvenzionati statali, seguono regole sociali specifiche basate sulla interpretazione dei testi sacri data dai loro rabbini, hanno scuole proprie con sussidi statali e con uomini che si dedicano per tutta la vita allo studio della Torah, evitando così il servizio militare obbligatorio, rifuggono giornali, TV, Internet, vivono principalmente in quartieri separati, rifuggono distanziamento e altre regole anti Covid (vaccini) per cui la pandemia ha allargato lo iato tra gli haredim e il resto degli israeliani con un tasso di letalità Covid molto più alto degli altri.

Non appartengono tutti alla stessa setta: ci sono i Chasidim, i Sefaradim, i Misnagdim

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 31/08/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Ebrei, Israele, sionismo e massoneria, Gerusalemme, dialogo interreligioso, antisemitismo luterano

 

2021.02.11 <treccani> Il rifiuto dei vaccini e delle restrizioni antiCovid da parte degli haredim (ebrei ultraortodossi) in Israele ha inevitabilmente contribuito alla diffusione del Coronavirus nel Paese, come dimostrano i dati rilasciati dal ministero della Salute: tra gli over 60, il numero degli ultraortodossi morti per Covid-19 (compresi diversi rabbini) è quattro volte superiore a quello del resto della popolazione.

 

↑2021.01.29 <fq> Gli ultraortodossi ebrei: la spina nel fianco del governo israeliano nella lotta alla pandemia. Il quotidiano Yediot Ahronot riporta che il settore ultra-ortodosso, che rappresenta circa il 12% della popolazione complessiva del Paese, conta per il 40% dei contagiati. A ciò si aggiunge la resistenza della comunità a sottoporsi al vaccino, considerato un mezzo di controllo da parte dei poteri laici dello Stato, ma anche oggetto di teorie cospirative (ad es questa sui gay) e di resistenze culturali molto affini a quelle espresse dai movimenti no-vax di altri Paesi