ultima modifica il 08/02/2019

 

Appello per la pace da Tavolo delle religioni TN

Correlati:far cancellare i reati di apostasia e blasfemia

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Ricevo da A.M. il seguente appello alla Pace 2014: commento e pongo domande all’autore pro discernimento sulla consistenza della libertà di religione che i sottoscrittori dichiarano di rispettare: includa la libertà di cambiare credo come prevista dall’Art18 della dichiarazione universale ed escluda il male fisico inferto ad inermi.

 

 

Da: AM moderatore del Tavolo delle religioni TN Inviato: lunedì 13 ottobre 2014 19:26
A: CzzC:
Oggetto: Appello alla Pace come invito per domenica 26 ottobre

Tavolo Locale delle Appartenenze Religiose, Trento

PER UN APPELLO ALLA PACE

A tutti voi, donne e uomini di Pace nel quotidiano impegno di vita!

Dinanzi ad immagini, storie, vicende che in questi ultimi tempi stanno coinvolgendo sempre più le religioni facendole apparire come motivi di scontro, di conflitto e persino di morte, noi, donne e uomini appartenenti a differenti religioni presenti in Trentino, desideriamo indirizzare a tutti un accorato e urgente appello!

Vogliamo affermare, come abbiamo sempre fatto, ma oggi con maggior intensità, che a fondamento di ogni religione vi è l’Amore, vissuto in modi differenti: verso Dio, verso la Vita, verso l’Umanità; che nessuna creatura può essere oltraggiata, offesa o perfino uccisa in nome di un Credo, e che chiunque si arroghi il diritto di violare questa sacra regola, diffondendo terrore e sgomento, rinnega il senso della propria religione e tradisce l’umanità stessa!

Vogliamo impegnarci, come abbiamo sempre fatto, e ora ancor di più, a far sì che ognuno possa esprimere il suo diritto di professare una religione cercando di vivere i principi della propria fede nel pieno e totale rispetto d’ogni altra persona e d’ogni altra religione! [CzzC: caro A, onde evitare che la formulazione in corsivo possa dissimulare inganno persecutorio in violazione dell’Art.18 della dichiarazione universale dei diritti umani inclusiva della libertà di cambiare religione o credo, come altre volte pregai il Tavolo di sgamare eventuali inganni, anche stavolta ti chiederei di perorare la seguente riformulazione del corsivo: «Vogliamo impegnarci, come abbiamo sempre fatto, e ora ancor di più, a far sì che ognuno ogni uomo e ogni donna possa esprimere il suo esercitare il diritto di professare una la religione che preferisce, di cambiarla, di sposare un partner di religione diversa senza obbligo di conversione e con libertà di educare i figli nell’una o nell’altra o nessuna delle religioni dei genitori, facendo cercando di vivere i principi della propria fede nel pieno e totale rispetto d’ogni altra persona e d’ogni altra religione!».

Vogliamo chiedere, come abbiamo sempre fatto, l’indispensabile impegno di tutti perché donne e uomini di religioni diverse non solo possano, ma si impegnino concretamente nel cercare di costruire una Comunità fondata sui principi della solidarietà, della convivenza, della giustizia [CzzC: caro A, ti chiederei di perorare la seguente aggiunta: «con autorità rappresentative della propria religione capaci di dichiarare ufficialmente esclusi dalla medesima i sedicenti correligionari che in nome di essa procurassero male fisico ad inermi, fosse anche per reati di blasfemia e apostasia»; ovviamente chiederemmo senza pretendere immediata accettazione della proposta: pazientiamo e soffriamo, ma diciamo senza infingimenti ciò che vogliamo per il bene comune in rispetto del suddetto diritto umano, onde sia chiara la richiesta anche a chi per ora non fosse capace di formulare questa esplicitazione di civiltà e si sentisse tanto superiore agli altri da non condannare le sue autorità religiose che li piegassero con la forza fino a stroncarne la vita]. Solo una testimonianza d'amore sempre più forte, più radicale, più coinvolgente ci potrà aiutare a sollevare lo sguardo verso un nuovo orizzonte: e noi non smetteremo mai di credere in un'umanità ricolma di giustizia e di pace!

Vogliamo rivolgerci a tutti, sia a quanti condividono pensieri di fede, sia a quanti credono nel rispetto reciproco come seme della convivenza: a tutti vogliamo chiedere aiuto e sostegno per vivere e crescere nella pace!

Con questo Appello desideriamo invitare tutte le donne e gli uomini di buona volontà al nostro annuale momento di Spiritualità e di Fraternità, previsto per domenica 26/10/2014, alle ore 18.30 a Trento in via Barbacovi 4

 

(1) Commenti e domande configurano un tentativo di correzione fraterna con questi intendimenti

 

17/10
2014

Caro A.M.: ti chiederei come potremmo ritenere che gli islamici presenti al tuo tavolo siano congruenti con le preghiere di pace, se restano inerti di fronte alle loro autorità religiose che provocano ingiustizia e male fisico ad innocenti come anche nel caso di Asia Bibi: gli autori di cotanto male non sono poveracci ignoranti, ma trattasi di dotte e aggiornatissime autorità islamiche:

- <Avvenire p5> Asia Bibi condannata con un altro "processo farsa": Amnesty: «Gravi preoccupazioni sull'equità del giudizio». La presenza in  aula di 25 mullah, pronti ad esplodere di rabbia in caso di assoluzione, ha fatto il suo effetto. L’imam accusatore Quari Saleem ha esultato con gli altri alla sentenza, congratulandosi per la “vittoria dell’islam”. La legge nera della blasfemia è usata per commettere abusi e, più che con la pena capitale, ha finora fatto vittime innocenti col fanatismo islamista dentro e fuori il carcere sugli accusati di blasfemia e loro difensori. Il verdetto dell'Alta Corte di Lahore per Asia Bibi rende evidente che ormai quello dei cristiani è un vero e proprio martirio di massa: «Chiediamo a gran voce, come abbiamo fatto per Meriam, che la comunità internazionale si mobiliti di fronte a tutto questo. Ci rivolgiamo in particolare alla ministro Mogherini, che sappiamo sensibile, perché nel suo nuovo ruolo faccia sentire il peso politico dell’Europa su questo fronte»

Alla cena solidale di Mbili sono al tavolo con FC che era andato in Senegal a portare aiuti per la costruzione di opere sociali: nei villaggi frequentati ha trovato ottime relazioni tra la minoranza cristiana e la maggioranza islamica, tanto che si invitano reciprocamente alle rispettive festività e si celebrano matrimoni anche misti senza conversioni forzate, pure nel caso di una donna islamica che sposasse un uomo cristiano, per il che altrove sarebbe condannata come Meriam. Gli chiedo se si tratta di un caso di paradiso di tolleranza: si rattrista un po’ mentre mi narra di minacce incombenti per questa pace, e non da parte del popolo semplice, ma dalla più dotta docenza islamica; in che senso? I giovani che vanno all’università di Casablanca o del Cairo tornano indottrinati integralisti cui non sta più bene quel clima di tolleranza verso i cosiddetti infedeli (kafir).

Caro A.M., associandomi ad Avvenire17/10p1, ti chiederei di sollecitare i fratelli islamici del tuo tavolo ad azionare le correligionarie autorità Pakistane per far rispettare i diritti umani di giustizia e libertà, sapendo che il loro arsenale nucleare potrebbe finire nelle mani degli stessi che oggi usano la legge sulla blasfemia come una clava contro la libertà di culto, anzi, contro la libertà stessa.