DAVID BEN GURION: il 1948.05.14 proclamò la nascita dello Stato d'Israele azionando la NAKBA
riconosciuta come una delle cause primarie dell'insorgenza del terrorismo islamista. Ben Gurion proclamò la nascita dello stato di Israele un mese dopo che i sionisti avevano massacrato centinaia di palestinesi per prendersi il villaggio Deir Yassin; sarebbe un sionista terrorista deportatore di palestinesi?
<invicta>David Green era leader del movimento sionista nato nella città polacca di Plonsk e aveva cambiato il suo nome in “David Ben Gurion” come parte del processo di israelizzazione dei nomi; se accettava la spartizione in due stati era per ottenere la legittimazione di uno Stato dal quale, secondo le sue parole: “Annulleremo la spartizione del Paese e ci espanderemo in tutta la Terra d’Israele”. Allo stesso modo, nel 1937, scrisse: “Dobbiamo espellere gli arabi e prendere il loro posto […] e se è necessario usare la forza […] abbiamo la forza necessaria”.
Da Green/Ben Gurion a Netanyahu, la stragrande maggioranza dei leader israeliani ha cercato e ottenuto di rendere una chimera la soluzione due stati.
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.06.04; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
Pagine correlate: Ben-Gvir, Bezalel Smotrich, Netanyahu, colonie missione divina, terza era messianica, Canaan, Gaza, Sionismo influente, Fermati, Israele, dal fare danni in MO, Gerusalemme; opposti estremismi; cinismo; fine giustifica i mezzi
↑2026.06.04 Tra il 1948 e il 1949 la Chiesa assistette sgomenta alla pulizia etnica nei confronti dei palestinesi, molti dei quali cristiani, e si mobilitò in tutto il mondo per aiutare queste centinaia di migliaia di persone cui erano state incendiate le case, le chiese e le moschee; vedi articoli dell'O.R. del 1949: 17Apr, 8Mag, 4Giu, 16Lug, 20Lug, 29Lug, 4Ago, 13Ago, 16-17Ago, 20Ago, 27Ago, 10Set, 12-13Set, 15Set, 17Set, 19-20Set.
↑2026.05.27 Israele è una democrazia? <Agnoli.fb> è piuttosto una etnocrazia che, con la forza delle armi, ha fatto diventare maggioranza quella che nel 1947 era una minoranza: scacciati in esilio ~750 mila palestinesi; la Legge Fondamentale “Stato-Nazione” (2018) definisce Israele come “la patria del popolo ebraico”, escludendo arabi e beduini. Tutti coloro che dicono di essere ebrei possono diventare cittadini, anche se provengono dall’India, ma nessun diritto al ritorno, né al voto, è concesso invece ai palestinesi fuggiti a partire dal 1947 a causa della guerra. Tra gli oltre 13,5 milioni di persone le cui vite sono direttamente influenzate dalla politica israeliana, solo 8.642.000 (circa il 64%) ha il diritto di prendere parte attivamente a quella democrazia.
↑2026.05.15 <fb> tre mesi di censura azionata contro NC dall'Oversight Board che prende decisioni sedicenti indipendenti in merito ai contenuti che dovrebbero essere consentiti su Facebook: guai dire che un certo tipo di terrorismo possa avere radici nel letteralismo di certi testi sacri? [CzzC: quel letteralismo non sarebbe l'unica causa del terrorismo (lo è anche la fondazione dello stato di quell'Israele che ha azionato pulizia etnica/Nakba), ma punire chi lo opinasse concausa mi parrebbe configurare offesa più alla verità e all'art.19 che al politically correct].
↑2025.10.20 fidarsi di Elena Basile come suggerisce NC? Ci sta che la Basile esalti «Israele come società moderna, con una classe dirigente abile nel campo della diplomazia», ma liquidare i Palestinesi della Nakba come quelli che «cercano di sfuggire alla loro subalternità, all’OBLIO della storia a cui sono destinati i PARIA» ci sta solo per una Basile che, dimessasi dalla carriera diplomatica e lanciatasi nei talk show televisivi, sfrutta in maniera eclettica il suo apparire ambasciatrice, ancorché il 12/10/2023 il sindacato dei diplomatici abbia spiegato che la qualifica di “ambasciatrice” è scorretta: continua qui con key sionismo colonialista detesta due stati, Gianni B. Bozzo non previde accordi di Abramo.
↑2023.12.01 <post consulpress> 50 anni fa moriva David Ben Gurion, che firmò la nascita dello Stato di Israele e lo guidò per i primi 15 anni. Fu il più grande organizzatore del movimento sionista novecentesco. È figura ancora piuttosto controversa tra gli storici, perché, per realizzare il sogno di creare uno stato per il popolo ebraico, Ben Gurion dimostrò una certa spregiudicatezza e cinismo su numerose questioni di rilievo, come l’uso della violenza e della guerra come strumenti di istituzione dello stato di Israele e di conquista di territori con diaspora dei Palestinesi (Nakba).
↑2022.06.07 <ProTerraSancta> La NAKBA. Cosa si intende per sionismo; quando nel 1906 Ben Gurion giunse in Palestina, si contavano 645.000 arabi e 55.000 ebrei; 1922 1° censimento, 14% ebrei; 1922.11.01 fine del sultanato Ottomano; il nazionalismo palestinese e quello ebraico si svilupparono in parallelo con percezioni opposte: gli arabi vedono la presenza degli intrusi ebrei come un altro volto del capitalismo ebraico, mentre gli ebrei si considerano i legittimi abitanti della Terra promessa; la Grande rivolta del 1936 in Palestina; attentato del 22 luglio 1946 al King David Hotel sede degli inglesi; 1947.11.29 risoluzione ONU 181: 33 voti favorevoli, 13 contrari e 10 astenuti respinta dai leader arabi; la NAKBA del 1948.
↑2016.02.16 <avvenire> Nel 1949.06 si era da poco spento il fuoco della prima guerra arabo-israeliana quando il ministro degli Esteri Moshe Sharett in una seduta del governo Ben Gurion parlò (con trenta righe che sono ancora coperte dal segreto di Stato) delle profanazioni delle chiese cristiane in Terra Santa. Ne parla il quotidiano Haaretz, con un’anticipazione tratta dal volume che Yaakov Sharett – il figlio dell’allora ministro degli Esteri - sta per pubblicare con alcuni documenti sul 1949 tratti dalle carte del padre: «sono atti commessi da ebrei a sangue freddo e sono andati avanti per mesi. Il che è una colpa terribile ... dissacrazioni consapevoli, sporcizie, distruzione di simboli, furti, oggetti sacri utilizzati come legna da ardere e così via».
↑1948.04.09 <wikipedia yt> il massacro di Deir Yassin ebbe luogo il 9 aprile 1948, quando circa 120 combattenti sionisti appartenenti alle bande Irgun e alla Lehi (comunemente nota come "banda Stern") attaccarono “come monito” il villaggio palestinese di Deir Yassin (vicino a Gerusalemme) che contava allora circa 600 abitanti. L’insediamento faceva parte di una lunga lista di villaggi arabi da conquistare, in modo che l’Haganah avanzasse verso Gerusalemme. Buona parte dei barbaramente uccisi (fino a 250 secondo certe fonti) dai soldati sionisti erano donne e bambini, ma solo 11 abitanti assassinati erano armati. Si trattò dunque di una vera e propria carneficina contro individui inermi. Un mese dopo Ben Gurion proclamava la nascita dello Stato di Israele.