OPPOSTI estremismi di SIONISTI e ISLAMISTI mutuamente esclusivi su GERUSALEMME e Palestina
Ciascuno dei due nega all'altro il diritto di dominare su quei luoghi.
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.03.04; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
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↑2026.03.04 sulla guerra di Netanyahu e Trump contro l'Iran fa bene il vescovo Paolo Martinelli a dire su Avvenire che «Non è una guerra all'islam», anche perché è primario il movente strategico USA di voler contenere l'inseguitore economico cinese riducendogli l'alimentazione di petrolio dall'Iran dopo quella dal Venezuela; qui l'atomica come là il narcotraffico sono più pretesti che moventi.
Ma mi sento più libero del vescovo nel ritenere che, sebbene non possiamo parlare di guerra di religione, c'è un movente ideologico più o meno religioso che affligge il Medio Oriente con guerre da oltre 80 anni:
- i sionisti (più atei che ebrei praticanti) pretendono che ci sia uno stato con capitale dove ci fu il tempio di Salomone: lo ottennero nel 1947 e da allora mirano a dominare la Palestina, compresa la West Bank, costasse eliminare chi impedisse loro tale obiettivo, come se fossimo ai tempi di Giosuè;
- siccome dai testi sacri dell'islam si può dedurre un Jihad che debba riconquistare le terre che furono islamiche, gli islamisti più radicali (gli Ayatollah, Hamas, i Fratelli Musulmani e vari terroristi correligionari) pretendono la riconquista dei luoghi che furono dominati dall'islam e negano il diritto all'esistenza di uno stato che si imponesse su quella Gerusalemme che ritengono la terza città santa dell'islam dopo La Mecca e Medina, credendo Maometto salito al Cielo da lì.
Colà da un secolo si scontrano due opposte pretese, due estremismi mutuamente esclusivi, con la differenza che i sionisti, grazie alla forza della finanza (ed in particolare quella che alimenta le armi) possono piegare al lor volere anche le democrazie occidentali, più di quanto riescano a fare i suddetti islamisti, nonostante che questi siano "simpatizzati" da Pechino e Mosca cui fungono da amici in quanto nemici del loro nemico.
Non avremmo avuto le guerre in Medio Oriente da 80 anni a questa parte, e forse nemmeno tanto terrorismo islamista, se l'ONU avesse ascoltato il Vaticano che proponeva di gestire Gerusalemme a livello internazionale come città santa delle tre religioni monoteiste, non come capitale di un unico stato: vedi enciclica Redemptoris Nostri Cruciatus del 1949; non a caso il Vaticano non riconobbe diplomaticamente lo stato di Israele per decenni, fino al 1993 quando, in contemporanea con gli accordi di Oslo, firmò un accordo con Israele che però, nonostante estenuanti negoziati, rimane ancora incompiuto, ad esempio riguardo al rispetto dei diritti di tutti i cittadini di Palestina.