NEGAZIONISMO dell'esistenza del TEMPIO EBRAICO di Gerusalemme - TEMPLE DENIAL
alcuni regimi islamisti (ad es. Hamas, al-Fatah, quello degli ayatollah) non si rassegnano alla fondazione dello stato di Israele, ritenuta lesiva dei luoghi sacri dell'islam: ne vogliono l'eliminazione, costasse negare la Shoah e negare l'esistenza di un legame ebraico con Gerusalemme, negazione che, invero, sarebbe in contrasto anche con documenti della tradizione islamica, alcuni dei quali estrapolo in questa pagina attingendoli da Linkiesta.
<google> la costruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme fu completata nel marzo 515 a.C.: era la ricostruzione del primo Tempio o Tempio di Salomone distrutto da Nabucodonosor; fino alla sua distruzione nel 70 d.C., azionata dal generale romano Tito, fu il centro spirituale del Giudaismo.
Purtroppo non solo i suddetti islamisti, ma perfino una risoluzione dell'UNESCO, quella del 2016.10.16 omise riferimenti espliciti a quel legame storico.
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.02.25; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
Pagine correlate: negazionismo della Shoah; opposti estremismi
↑2026.02.25 A dispetto di quegli islamisti di oggi che negano l'esistenza storica del tempio ebraico di Gerusalemme, sono numerosi i documenti islamici che ne hanno riconosciuto nei secoli la preesistenza sulla attuale Spianata delle Moschee.
Estrapolo esempi da Linkiesta:
- Muḥammad ibn Jarīr Ṭabarī (X secolo), nella sua “Storia dei Profeti e dei Re”, descrive il califfo Omar ibn al-Khaṭṭāb che prega sul sito dove i romani avevano distrutto il Tempio ebraico.
- Abu Bakr al-Wasiti (XI secolo) identifica il “tempio lontano” (al-Masjid al-Aqsa) citato nella Sura al-Isra con il Tempio di Salomone costruito dai figli di Israele.
- Il geografo Al-Muqaddasi (XI secolo) descrive la Roccia al centro della Spianata come il luogo dove Davide e Salomone avevano eretto un santuario ebraico, successivamente sostituito dalla moschea.
- Mujīr al-Dīn al-ʿUlaymī (XV secolo) conferma che il Primo e il Secondo Tempio occupavano la Spianata prima della costruzione dei luoghi di culto islamici.
- Nel 1925 lo stesso Consiglio Supremo Musulmano di Gerusalemme pubblicò un opuscolo informativo intitolato “Breve guida all’Al-Haram al-Sharif”, in cui si affermava che il sito è sacro anche per gli ebrei e che vi sorgevano gli antichi Templi. A pagina quattro si legge: «La sua identificazione con il sito del Tempio di Salomone è fuori discussione».
Nonostante la continuità di questa tradizione (documentata anche in studi contemporanei, come quello di Yitzhak Reiter e Dvir Diamant nel volume “Il Monte del Tempio”) è montato il negazionismo:
- Tra il 1948 e il 1967, quando la Cisgiordania fu sotto controllo giordano, agli ebrei fu impedito di pregare al Muro del Pianto, mentre per secoli i diversi califfati e l’Impero ottomano avevano consentito la preghiera ebraica nel sito, seppure con interruzioni del consenso;
- l’attuale Gran Muftì di Gerusalemme, lo sceicco Muhammad Ahmad Hussein (nominato nel luglio 2006 da Abu Mazen), ha dichiarato in un’intervista alla televisione Arutz 2: «La moschea di al-Aqsa è stata costruita su un sito che esisteva tremila, trentamila anni fa… e dopo la creazione del mondo. Non c’è mai stato un Tempio ebraico né un santuario giudaico sulla sommità del Monte del Tempio. È la moschea di al-Aqsa che Adamo, la pace sia con lui, o durante il suo tempo, gli angeli hanno costruito».
- Nel maggio 2021 Saleh al-Arouri, vicepresidente dell’Ufficio politico di Hamas, ucciso nel 2024, aveva dichiarato: «L’immigrazione degli ebrei in Palestina […] si basava sul mito secondo cui Gerusalemme era stata la loro capitale e lì avevano un Tempio… Sono miti inventati dal nulla».
- In un servizio di Al Jazeera firmato da Ali Muhammad al-Salabi, presidente dell’Unione Internazionale degli Studiosi Musulmani (sede in Qatar, in linea con i fratelli musulmani), il Tempio è stato definito ripetutamente «il presunto tempio», sostenendo che, nonostante gli scavi archeologici, non vi sarebbero prove definitive della sua esistenza sotto il Nobile Santuario.
- Dayut Tamimi, figura religiosa dell’Autorità Palestinese, ha affermato che «il Tempio di Gerusalemme non è mai realmente esistito» e che «il Muro del Pianto era il luogo dove Maometto legò il Buraq prima dell’ascensione».
A quando risale questa impostazione storico-ideologica? Non è stata casuale: fu il Gran Mufti di Gerusalemme, Amin al-Husseini, a elaborare negli anni Venti e Trenta la negazione del legame tra il Tempio e l’ebraismo come strumento politico contro il sionismo.
Questa impostazione fu successivamente ripresa dai Fratelli Musulmani e da Yasser Arafat, formatosi politicamente in quell’ambiente, che durante le trattative di Camp David del 2000 sostenne posizioni analoghe. Anche l’attuale leadership dell’Autorità Nazionale Palestinese ha ribadito nella propria narrazione ufficiale la negazione del legame storico ebraico con il sito.
↑2016.10.27 <rainews google ts osserv> Una risoluzione dell'Unesco sublima una sorta di monopolio islamico sui luoghi sacri di Gerusalemme: negazionismo del tempio ebraico? <avvenire> per la città sacra alle tre religioni la prospettiva tuttora più saggia resta quella sempre sostenuta dalla Santa Sede: affidarne i luoghi santi a uno statuto speciale internazionalmente riconosciuto. <giornale> schiaffo alla storia. <fattostorico> Dopo questa risoluzione, Israele ha congelato la cooperazione con l’Unesco. L'Italia si astenne col PD Gentiloni, anziché votare contro. [CzzC: potrà piacerci che nel 2009 le Dolomiti siano state riconosciute dall'Unesco patrimonio mondiale naturale, non possiamo scordare come la storia di questa istituzione sia costellata di polemiche internazionali, correlate allo sbilanciamento della medesima verso la visione islamista e terzomondista del pianeta... continua]