I TRASCORSI VIOLENTI DEL DOTT. GINO STRADA: tacer che parla?

[CzzC: noto il tacer che parla sul passato violento del dott. Gino Strada, il pacifista che va in soccorso degli oppressi è lo stesso che faceva da luogotenente nel gruppo Lenin del servizio d'ordine katanghesi del MS Scienze in Uni_MI; oggi sarebbe utile ai potentati, quantomeno in funzione anti sussidiarietà cattolica, altrimenti non gli tacerebbero cotali trascorsi e non gli megafonerebbero la filantropia, essendoci in giro migliori soccorritori degli oppressi, con meno equivoci trascorsi a detrimento del bene comune e meno disposti a farsi belli con i soldi di criminali come quelli che imperano a Khartum]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 17/01/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: sessantonite, Capanna, nostalgici del ‘68, per Gino non ci fu alcun genocidio in Darfur

 

↑2004.06.15 Traggo da <forumAlFemminile google> annotando il tacer che parla sul passato violento del dottor Gino Strada, il pacifista missionario laico che va in soccorso degli oppressi col ramoscello d'ulivo è lo stesso che faceva da luogotenente, insieme a Leghissa, gruppo Lenin, servizio d'ordine dei katanghesi del MS Scienze in Uni_MI, dichiaratamente marxista-leninista-stalinista-maoista, analogo al gruppo Stalin di Mario Martucci per la Bocconi e la squadra di Architettura, o al gruppo Dimitroff di Roberto Tuminelli.

[CzzC: frequentavo nei primi anni 70 quella facoltà di Scienze e ricordo che in clima di okkupazione partecipai ad un corteo di universitari che sostò sotto le finestre del rettore di scienze scandendo “Ranzi coglione scendi dal balcone” ed assistetti allo sfondamento del tetto di una piccola utilitaria la cui spaventatissima guidatrice, per fretta, aveva osato suonare il clacson per tentare di attraversare il corteo: schifato mi allontanai].

   Il gruppo Lenin di Gino Strada si distingueva per la prontezza e la capacità di intervento laddove ce ne fosse stato bisogno. Oltre all'eskimo e al casco da combattimento i compagni usavano portare con sé le caramelle, cioè due sassi nelle tasche e soprattutto la penna, cioè la famosa Hazet 36 cromata, una chiave inglese d'acciaio lunga >40cm nascosta sotto l'eskimo o nelle tasche del loden o la stagetta (manico di piccone).

   I katanghesi potevano contare su un collegio di difesa che allineava nomi oggi di spicco nel foro: Gaetano Pecorella, Marco Janni, Gigi Mariani, insieme ad altre decine di futuri principi del foro, mentre sul fronte dei "Magistrati Democratici" spiccava la figura di Edmondo Bruti Liberati.

   Avversari di Strada non erano solo i Tommaso Staiti sul fronte della destra, o i primi gruppi di Comunione & Liberazione, ma perfino alcuni "compagni" di Avanguardia Operaia (molti dei quali oggi sono esponenti dei Verdi), di Lotta Continua (dei Sofri, Mario Deaglio, Gad Lerner, radiocronista di Radio Popolare apprezzato per le istruzioni in diretta sulle strade di fuga).

   Non c'è bisogno di scomodare la memoria del prefetto Mazza e del suo famoso rapporto, la cui rispondenza alla verità venne riconosciuta solo molti anni dopo, per affermare che il servizio d'ordine del MS di Uni_MI era uno corpo militarizzato, un’autentica banda armata che incuteva terrore e seminava odio in quegli anni, una falange di 300-500 persone (Strada e Leghissa ne guidavano una cinquantina), che non arretrava nemmeno di fronte agli scudi della polizia in assetto da combattimento; semmai, purtroppo avveniva talvolta il contrario. Unico aspetto positivo è che, a differenza di Lotta Continua, il MS non ha prodotto successivi passaggi al terrorismo.

    Tra i riciclati di allora like Gino si ricordano Sergio Cusani, Alessandro Dalai, Ugo Volli (considerato l'erede di Umberto Eco), Ugo Vallardi (al vertice del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera), Sergio Cofferati studente-lavoratore della Pirelli.